Quella che segue è una breve, molto breve, biografia su Dan Bern.

Mount Vernon, Iowa, un pittoresco paese nel cuore dell'America, il quale sicuramente

non sembra il posto migliore per far scattare l'impulso artistico. Ma è esattamente
dove i genitori di Dan Bern, immigrati dall'Europa dell'est (Lituania per la precisione)
- pianista e compositore il padre e poetessa la madre - si stabilirono dopo
essere arrivati in America.
Ed è in questa situazione, circondato dal potere della
musica da una parte e il potere delle parole dall'altra, che Dan cresce,
prendendo lezioni di cello, impazzendo per il grande giocatore di baseball
Willie Mays e provando a farsi ingaggiare dalla sua squadra del
cuore: i San Francisco Giants. Un giorno, all'età di 14 anni, dopo aver
sentito l'irriverente blues "Leopard-Skin Pill-Box Hat" (da Blonde on Blonde di Bob Dylan),
appende il cello al classico chiodo e imbraccia
una chitarra acustica, iniziando a scrivere pezzi rock e, come dice si dice
in questi casi, non si è più fermato.

 

Nel momento che la Sony gli offre, fresco dall'aver frequentato la scena

anti-folk dei primi anni '90, un contratto di registrazione, Dan ha già sviluppato
un seguito di ammiratori e scritto migliaia di canzoni. Realizza allora l'EP 'Dog Boy Van' e
il suo primo vero album 'Dan Bern', in veloce sucessione, soprattutto grazie all'entusiasmo dei critici. 
Che stesse offrendo l'elogio definitivo per le vittime della bomba ad Oklahoma City del 1995,
o dibattendo i meriti delle sue capacità musicali con gli alieni che lo rapirono,
o immaginando una Hollywood alternativa nella quale Marilyn Monroe
sposò Henry al posto di Arthur Miller, oppure che stesse chiedendo di essere il tanto
atteso Messia, i suoi primi approcci musicali si dimostrano esuberanti,
brillanti e spesso incredibili. Immediatamente si dimostra un compositore di eccezionale
sensibilità e con una visione totalmente particolare di ciò che lo circonda.
A questi album fa seguire l'altrettanto bello 'Fifty Eggs' , registrato e prodotto
con la cantante folk Ani DiFranco. L'album solidifica la sua reputazione
nell'ambiente musicale e fa aumentare il seguito dei suoi fans.
Stracolmo di canzoni non ancora incise, Dan si separa dalla ormai defunta Work/Sony
e immediatamente pubblica il doppio CD 'Smartie mine', disponibile tramite il suo sito. 
Rilassato, ambizioso e intenzionalmente disordinato, l'album indaga in profondità
argomenti familiari e privati, descrivendoli con l'acume che solo lui possiede,
riscrivendoli in maniera insapettata.

*   *   *

Ringrazio Brandon Kessler della Messengers Records, per avermi autorizzato a riprodurre su questa pagina parte della biografia presente
sul suo sito... e speriamo che nessuno gli dica che orribile traduzione che ho fatto...