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Storia degli
amici di Padre Mantovani
Padre Mantovani
Era
uno dei 18'116 missionari salesiani che lavoravano a quell'epoca nelle
diverse parti del mondo. Parte da Torino per l'India nel
1934, a 23 anni,
e non ne farà più ritorno, se non per brevi periodi, per chiedere ai
suoi connazionali ed agli amici ticinesi di salvare dalla fame e dalla
miseria più sconvolgente una parte dei milioni di "paria", che
popolavano i 500'000 villaggi di quello sterminato paese. Prima
destinazione TIRUPPATUR, dove deve imparare la lingua, studiare
teologia, abituarsi ad un clima snervante.amici
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Vive accanto ai
senzatetto, agli abbandonati da tutti, ai ragazzi i scalzi delle scuole
che (parole sue) "sentono sempre tanta fame". Nel 1939, con l'inizio
della guerra mondiale, l'Italia, alleata di Hitler,diventa nemica
dell'Inghilterra. Padre Mantovani, con tutti gli italiani, viene
internato in un campo di concentramento: vi resterà per più di quattro
anni, nei quali studia teologia e si prepara a essere ordinato
diacono(1943). Inizia la sua attività dedicandosi ai ragazzetti
dell'oratorio di Koovilor(sud India), nel 1944 viene consacrato
sacerdote."Padre" Mantovani viene mandato a POLUR come vice-parroco.
Nasce qui la sua vera vocazione di donazione ai più poveri: passa di
casa in casa portando cibo, medicinali e vestiti assieme alla
benedizione di Dio. Lo aiutano i giovani della parrocchia.
A mezzanotte del 14 agosto 1947 inizia l'indipendenza
dell'India, ma rimangono le lotte di religione fra gli indù (280
milioni) e i musulmani (105 milioni). L'India viene divisa in due stati
: l'India agli indù e il Pakistan ai musulmani. Milioni di persone
vengono sradicate e costrette ad emigrare.
Inoltre le caste dividono il popolo. I Paria sono considerati ancor meno
delle bestie : Gandhi li chiama "HARIJAN" (figli di Dio), ma sono
considerati i più
reietti degli uomini. Nel 1950 Padre Mantovani viene nominato parroco
nel quartiere George -Town di Madras: vi lavora per 13 anni. La
parrocchia è formata da gente poverissima: scaricatori del porto,
venditori ambulanti, mendicanti, prostitute e giovani ladri. Padre
Mantovani è sempre in mezzo a loro, compie l'impossibile perché tutti
abbiano un piatto di riso, un vestito, una capanna. Ha un sorriso per
tutti. Lavora 20 ore al giorno coadiuvato dai suoi giovani volontari.
Quando questi gli chiedono se devono aiutare solo i cristiani, risponde:
"Lo stomaco non conosce nessuna religione" e questa sua convinzione la
man iene fino a fine. Fonda un centro per i malati, una scuola di
dattilografia e stenografia per le ragazze, una piccola industria per i
disoccupati. I fondi necessari non sono mai un problema dice lui; dice:
"Se ci dedichiamo totalmente ai poveri, Dio prenderà cura di tutti i
finanziamenti di cui abbiamo bisogno .
La salute di Padre Mantovani comincia a dare preoccupazioni, i superiori intendono sollevarlo
dal peso di una grande e povera parrocchia, ma lui chiede una grazia :
"Vorrei mi mandaste tra i più poveri tra i poveri, tra i disperati della
vita".
E lo mandano a VYASARPADI
È il 1963.
Il municipio di Madras decide di "ripulire" la città e radunare a
Vyasarpadi tutti i morenti di fame, i lebbrosi, i tisici, gli
"intoccabili" che vivono sui marciapiedi della città, e i 15'000 indiani
scacciati dalla Birmania. Vyasarpadi è un ghetto immondo, il più povero
sobborgo di tutta l'India. 40'000
disgraziati che si aggirano alla disperata ricerca di cibo,
contendendolo agli animali. Fra di essi vi sono 500 cattolici : Padre
Mantovani si sente padre di tutti i 40'000. Rizza un capannone, ospita i
moribondi (che gli portano i poliziotti) e i bambini : per ogni morente
che gli viene portato dà una rupia (allora 20 centesimi). Costruisce
centinaia di capanne per i birmani : il governo le abbatte perché il
Padre non ha il permesso di costruzione; per ogni capanna che
gli,demoliscono, Padre Mantovani ne ricostruisce due. Accanto al
capannone dei moribondi sorgono le mense gratuite che distribuiscono a
tutti latte e riso, un dispensario con due medici, alcune scuole per i
ragazzi. Denomina questo luogo "LE BEATITUDINI" .
Nel 1965 il municipio di Madras decide di "risolvere" una volta per
tutte il problema dei lebbrosi che pullulano nella città, portandoli e
abbandonandoli ai bordi di una palude, a sud di Madras. Padre Mantovani
chiede al Municipio di "regalare" a lui questi lebbrosi, promettendo di
costruire per loro un lebbrosario. La sua proposta è accettata. Non ha
una sola rupia, ed i primi soldi li raccoglie fra,i suoi poveri. Alla
fine riesce a comperare dieci ettari di terreno a
MADHAVARAM e vi raduna i suoi primi 80 lebbrosi.
Il 9 febbraio 1965
Papa Paolo VI rivolge un messaggio al mondo perché soccorra l'India in
occasione della più grave carestia che la colpisce. Toccate da questa
tragedia tre donne ticinesi sentono il dovere di aiutare.
Il Padre era stato brevemente a Lugano il 26 agosto 1966
ed aveva esclamato:
"E pensare che 7 franchi al mese basterebbero per nutrire e guarire un
lebbroso:" Diventerà il motto degli Amici di Padre Mantovani. In trenta
giorni vengono raccolti in tutto il Ticino 12,5 tonnellate di viveri,
medicinali, lenzuola, vestiario, che saranno spedite via mare. La
collaborazione della popolazione è immediata e commovente. Più tardi
partirà un aereo della Balair carico di soccorsi, con un medico,
un'infermiera, un giornalista, un radiocronista, un telecronista e un
teleoperatore. E' il primo impatto con la più grande miseria del mondo,
l'incontro decisivo che farà nascere gli
" AMICI DI PADRE MANTOVANI "Poche
persone di buona volontà lavorano instancabilmente per raccogliere gli
aiuti necessari che il Padre invoca per i suoi poveri sempre in aumento.
Si intuisce che e la semplice frase di Padre Mantovani può diventare il
fulcro che solleverà un'ondata di solidarietà fra i ticinesi. Si lancia
il primo dépliant a tutti i fuochi. I "7 franchi al mese" si fanno
sempre più numerosi. L'11 novembre
1966 arriva il primo versamento di 7 franchi; a fine anno saranno 60 i
ticinesi
che hanno aderito al padrinato. Con l'aiuto della stampa, della radio e
televisione, e di collaboratori benevoli, questo slogan si fa strada.
Nel
frattempo purtroppo Padre Orfeo Mantovani muore improvvisamente : è il
19 maggio 1967, pianto da migliaia di umili e di poveri, soprattutto dai
suoi lebbrosi. Ancor oggi, sulla sua tomba, il pellegrinaggio continua e
la memoria di Padre Mantovani è più viva che mai.
Subito
dopo la sua scomparsa viene a prendere il suo posto un dinamico
salesiano olandese, Padre
FRANCESCO SCHLOOZ,
ben conosciuto da tutti i ticinesi. Come Padre Mantovani, si fa subito
amare perché ha il medesimo cuore, tanta esperienza e slancio
irrefrenabile nel donarsi. Le opere iniziate da P.Mantovani fioriscono.
Nel Centro Beatitudini e nel Giardino di Papa Giovanni vengono
organizzate nuove attività :
nido d'infanzia per 80 bambini, ospizio per ammalati e moribondi con 90
letti, dispensari per cure ambulatorie giornaliere, nuovo ospedale in
muratura per i lebbra si, soccorso e alloggio per 25'000 profughi
birmani, distribuzione giornaliera di latte a 2'000 bambini e di cibo a
5'000 lebbrosi, malati, senza tetto, disoccupati. Ci si occupa anche
della formazione dei più poveri : scuola diurna elementare per 1'000
alunni, scuola serale a domicilio per 1'500 bambini degli slum, scuola
artigianale per minorati, scuola di cucito per 100 ragazze, scuole di
dattilografia, falegnameria, officina meccanica, scuola guida e
riparazione per veicoli a motore, tipografia. Inizia anche una nuova
azienda agricola.
In
tutti questi anni il Dipartimento Politico Federale (sezione allo
sviluppo) ci concederà ogni anno gratuitamente dalle 10 alle 20 t. di
latte in polvere e di formaggio, per la somma complessiva di 1,5 milione
di franchi svizzeri : alle nostre generose Autorità, anche a nome di
tutti gli affamati, va la nostra perenne gratitudine, Ma con le opere si
moltiplicano anche le richieste : migliaia di miserabili, richiamati dal
gran cuore del nostro missionario, si accampano nei dintorni di
Vyasarpadi ; sono 60 - 80 mila che attendono da Padre Francesco il
miracolo.
Nel
Ticino intanto si sente il bisogno di dare una veste legale a questo
spontaneo e disinteressato aiuto dato al Centro e ai lebbrosi.
L'ASSOCIAZIONE AMICI DI PADRE MANTOVANI
Nel 1973, all'assemblea generale, viene costituita L'ASSOCIAZIONE AMICI
DI PADRE MANTOVANI con i relativi statuti e la sede per il segretariato.
Il lavoro e svolto a titolo totalmente gratuito. Tutte le entrate
partono per l'India a soccorso dei più "poveri fra i poveri".
POLUR.
Nel
1980 viste le sue grandi capacità di realizzare iniziative per rimediare
ai mali endemici dell'India, PADRE FRANCESCO SCHLOOZ viene mandato a
POLUR, dove, dal nulla e in due anni, fa sorgere pozzi, case, scuole e
dà assistenza spirituale, sociale, medica, tecnica e professionale, per
una zona comprendenti 120'000 paria, distribuiti in 41 villaggi. Se a
Vyasarpadi ha trovato la povertà, a POLUR Padre Francesco trova la
MISERIA : una realtà che questo missionario nemmeno pensava potesse
esistere. Cura particolare del Padre è di assistere i numerosissimi
lebbrosi che muoio nei villaggi vicini e che invocano aiuto.
I VOLONTARI
Dal Ticino, dove si segue l'opera di Padre Mantovani, vi sono volontari
che decidono di mettere mano personalmente all'aiuto ai poveri, vivendo
fra loro e come loro nei nostri Centri per un certo periodo.
Prima fra tutti GIANNA BERNASCONI di RIVA SAN VITALE.
In qualità di
infermiera
diplomata, e dopo essersi seriamente preparata per due anni presso
diversi ospedali del Ticino e di Milano (dove frequenta pure un corso
specializzato per il volontariato), parte per l'India nel 1961. Nel
Centro Beatitudini dà vita a più di una realizzazione - le scuole di
cucito, la sartoria, il nido d'infanzia, oltre a vari dispensari. Dedica
il suo tempo libero all'animazione femminile ed all'assistenza sociale
di famiglie o persone singole degli slum, occupandosi specialmente dei
tubercolotici e dei bambini. Apre anche un nido d'infanzia alla
periferia di Madras. Dal 1981(dirige, in collaborazione con la gente, un
dispensario, edificato con fondi ticinesi, a ERUKKENCHERY-Madras, dove
si occupa giornalmente di centinaia di malati. Alla sera visita le
famiglie e provvede a urgenze di ogni genere : la ricerca di un letto in
ospedale, un morto da sotterrare, un posto di lavoro, una protesi per un
lebbroso o uno sciancato. Ovunque passa porta la speranza del suo grande
calore umano. Tutta la sua giovane vita è al servizio gratuito dei
fratelli : il volontariato per lei continua da 16 anni: Forma un
comitato indigeno che l'asseconda e l'aiuta in questo suo vasto lavoro,
sempre assistita e sostenuta dall'Associazione Amici di Padre Mantovani.
I coniugi ENZO ed AGNESE BRUGNOLI di LUGANO
freschi sposi, dedicano due anni e mezzo della loro vita all'aiuto al
Centro Beatitudini. Enzo crea un moderno CENTRO AGRICOLO di 90'000 metri
quadrati, con tutte le strutture inerenti : pozzi, canalizzazioni,
coltivazioni, allevamento del bestiame, ecc. Questa sua intelligente
attività è destinata non soltanto alla produzione di alimenti per le
migliaia di assistiti, ma anche alla riabilitazione morale dei lebbrosi,
ridando loro, con un lavoro, la dignità umana di cui la società li aveva
privati, per disprezzo ed ingiustificata paura della malattia. Agnese
collabora all'ideale missionario del marito dirigendo l'asilo nido di
Vyasarpadi, preoccupandosi di istruire e preparare il personale indigeno
per questa delicata ed importante mansione, al fine di garantirne la
continuità. Questi tre volontari vivono con Padre Francesco la tragica
realtà della miseria in questo Centro, constatando ogni giorno come esso
possa esistere soltanto grazie alla dedizione dei missionari e delle
giovani forze dei volontari, ma soprattutto per mezzo dell'aiuto
economico dei paesi del benessere.
CARLO TOSI di ARANNO
Studente in medicina, passa tre mesi delle sue vacanze al Centro
Beatitudini di Madras, rinchiuso nella farmacia dell'ospedale per
controllare, classificare e suddividere i numerosi medicinali inviati
dal Ticino e da altri luoghi. La sua esperienza rimarrà indimenticabile
per lui e insostituibile per il nostro lavoro. Carlo Tosi è ,
attualmente, presidente dell'Associazione.
GLORIA OSTINI di MINUSIO
Studentessa in diritto, trascorrerà una vacanza estiva nella torrida
Madras, coadiuvando Gianna Bernasconi in tutte le sue attività.
GIOVANNI e Agnese CANSANI di LUGANO
Freschi sposi hanno passato i loro primi tre anni di vita coniugale a
Kelambakkam, nei pressi di Madras. Qui, forte della sua esperienza di
due anni di volontariato nel Tchad, Giovanni, col prezioso sostegno
della moglie ha dato vita alla Ticino Farm, un progetto agricolo
risultato tra i più positivi efficienti e ancora oggi funzionante in
modo autonomo. In tre anni Giovanni e Agnese hanno stretto legami forti
con la popolazione di Kelambakkam, legami che ancora oggi, Giovanni
mantiene saldi con visite frequenti ai suoi amici Indiani che ancora
aiuta in modo diretto e personale che mai dimenticheranno il suo
operato.
La nostra opera di
aiuto si basa su una programmazione che tocca in profondità i
reali problemi esistenziali. Sono difficoltà create da
un circolo vizioso di circostanze avverse e ricorrenti (clima, fame,
carestie, epidemie, malattie croniche, monsoni, incomprensioni sociali)
che, da secoli, rendono l'indigeno impotente alla lotta. Il nostro non
vuole essere un aiuto che si riduce al semplice gesto caritativo, ma un
iniziazione a sistemi razionali di lavoro capaci di creare le
infrastrutture indispensabili all'autosufficienza Per la realizzazione
di questo programma che, per essere valido, intende proiettare nel
domani il nostro aiuto di oggi, occorre dare alla popolazione indiana
istruzione ed un
complesso di attrezzature che domandano anche un ingente apporto
economico.
Perciò
osiamo invitare tutti a "DARE", perché soltanto così, oltre ad
esprimerla nostra doverosa fraterna solidarietà, renderemo la nostra
opera veramente efficace e duratura.
A nome
di tutti gli assistiti, porgiamo il più sentito ringraziamento a quanti
ci hanno generosamente sostenuti con il loro costante aiuto durante
questi anni, sia sottoscrivendo padrinati, sia con le numerose
donazioni.
Con la
vostra concreta solidarietà, dal 1965,
l'Associazione
Amici di Padre Mantovani
contribuisce a
nutrire e curare
lebbrosi, anziani e handicappati
istruire e dare un lavoro
a
giovani di famiglie povere e a ragazzi abbandonati
finanziare e sostenere
progetti indispensabili al raggiungimento di u
di un minimo di dignità umana
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