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    Chi siamo Come aiutareProgetti ProtagonistiArchivioPubblicazioni News  11 agosto 2008

 
 ● St.John's Dispensary
 ● Lebbrosario
 ● Udawum Karangal
 ● I.C.W.O
 ● Marialaya
 ● Salem
 ● Kilachery

 

 

   

ST. John's Dispensary  Chennai (Madras)  in allestimento  

 

Dopo le sue prime esperienze al centro Beatitudes Di Padre Mantovani Gianna , con grande determinazione inizia un lavoro tutto suo, animata dall'affetto che nutre per la gente del suo quartiere, Erukkenchery.La sua attività in queta polivalente struttura da lei creata le vale  il  Premio della Fondazione Lavezzari  nel 1987.Viene premiata anche dalla città di Chennai (allora Madras)  quale  migliore assistente sociale negli anni 1988 e 1993. Il premio le viene assegnato direttamente assegnato dalle autorità indiane.

La validità  di questo progetto, uno dei primi nella storia degli APM, si rende evidente in questo estratto da una  testimonianza storica del nostro presidente Dott. Carlo Tosi. 

 

RELAZIONE VIAGGIO IN INDIA 20.2./10.3.89 (Dott. Carlo Tosi)

SITUAZIONE AD ERUKKENCHER

Non ho che da ribadire le conclusioni estremamente elogiative portate da chi mi ha preceduto. Gianna lavora con grande impegno, energia, disponibilità assoluta per la gente più Povera, aiutando, come crediamo giusto, chi ha iniziativa e dimostra di essere in grado di metterci del suo a fare quel passo in più che gli permette di migliorare il suo tenore di vita ed eventualmente con questo anche dare lavoro agli altri, e collaborando strettamente con l'apparato governativo. Il dispensario di gran lunga il meglio strutturato ed ordinato dei diversi che ho visto in questo viaggio. Oltre ad una attività quantitativa non indifferente (60 70 pazienti ogni pomeriggio) si deve tener conto di uno sforzo qualitativo sicuramente superiore alla media. Da nessuna parte ho visto per esempio sulle pareti del locale di cura o della sala d'attesa dei poster che mirano all'educazione alla salute, la prevenzione e che incoraggiano ad una riduzione delle nascite. Gianna ha acquistato per la sala d'attesa una piccola televisione, che permette di intrattenere i pazienti (per lo più donne e bambini), con trasmissioni a carattere educativo. Il locale messo a disposizione anche la domenica pomeriggio per le persone del rione. Nei quartieri poveri la televisione ancora un lusso, e capita che chi ce l'ha accolga spettatori a pagamento. Non questo naturalmente il sistema di Gianna. Il dispensario si trova in un quartiere molto povero, se non poverissimo. Vi da dire che i 6 slum, di cui Gianna si occupa e che comprendono circa 9000 famiglie, danno in genere un'impressione migliore degli slum attigui. E' difficile dire con sicurezza se questo dipenda da una selezione particolare di slum oppure se questa migliore strutturazione dipenda dal lavoro sicuramente tenace e regolare che Gianna vi ha messo in questi anni. Gli slum della Gianna hanno di solito stradine asfaltate, grazie all'intervento del Governo, pompe per l'acqua, in parte costruite da Gianna, altre dallo Stato, maggiore ordine e pulizia, un maggior numero di costruzioni eseguite perlomeno in parte con cemento materiali solidi. Personalmente ho la netta impressione che il lavoro di Gianna abbia contribuito a questo stato di cose. Mentre il pomeriggio dedicato, dalle 15. 00 in avanti al dispensario, il mattino ed il sabato sono dedicati all'audizione di chi le sottopone i problemi (2 volte alla settimana), alla cura di persone handicappate, alla visita negli slum. Ho visitato con Gianna una costruzione da lei fatta in uno slum, comprendente per metà un asilo, per l'altra metà una sala multiuso, occupata di giorno da unaventina di operai che in parte costruiscono scatole di cartone, poi decorate, altri si dedicano ad altri lavori artigianali.  

Gianna mette a disposizione il locale , aiuta a raccogliere il materiale, gli operai dovranno occuparsi dello smercio dei lor prodotti. Ho poi visitato una piccola fabbrica di borsette di  cuoio, commissionate dalla Germania, allestita con l'aiuto della  Gianna da una persona che collabora con lei come autista di  riserva. La fabbrica dà lavoro ad una ventina di donne ed a  qualche uomo, scelti fra le persone più bisognose. Le condizioni  logistiche sono difficoltose, nonostante un affitto relativamente  alto e Gianna mi ha chiesto se possiamo eventualmente finanziare  la costruzione di un capannone. Gianna spera di poter ottenere un  terreno appropriato dallo Stato, e ci manderà un progetto con relativo preventivo. Ho fatto notare la necessità i una sua supervisione del lavoro, onde garantire che la fabbrica conservi la funzione di aiuto sociale che ha attualmente. Sono pienamente d'accordo con l'opinione dei membri del comitato nel subordinare il finanziamento della costruzione al fatto che il capannone resta di proprietà, di Gianna, rispettivamente del Centro Sociale da lei diretto. Ho visitato l'attuale appartamento di Gianna. Ho visto con piacere che ‚ bene alloggiata, con un grande atrio, due camere (una per eventuali ospiti) ed una cucina abitabile. In piena estate tuttavia l'appartamento  molto caldo e Gianna non riesce  dormire. Ho proposto l'invio di una somma di circa 15'000 rupi per un condizionatore d'aria nella camera da letto. E indispensabile che Gianna conservi la migliore efficienza fisica e psicologica per portare avanti il suo grande lavoro. L'attività di Gianna ‚ stata di nuovo riconosciuta ufficialmente con la partecipazione del ministro per l'alimentazione del Tamil NANDU in occasione della consegna di mezzi ausiliari a favore degli  handicappati. Oltre al discorso elogiativo il ministro ha scritto parole molto elogiative sul libro dei visitatori. E' chiara costituisce una presenza di rilievo nel quartiere ed ha in mano la situazione. I momenti difficili dello scorso anno sono stati superati e non si prevedono particolari problemi per il prossimo futuro. possiamo dire che ad Erukkenchery abbiamo per ora una situazione di garanzia circa l'uso degli aiuti regolari e particolari che vi destiniamo

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