Come si fa una saldatura ben fatta?
Prima di tutto
devi avere un saldatore adatto, se non vuoi spendere molto acquista un'Ersa da
220V 16W con punta sottile, corredato da un porta-saldatore con spugnetta umida
per pulire la punta. Il saldatore dev'essere obbligatoriamente messo a terra,
per la tua sicurezza e per non danneggiare certi componenti sensibili.
Procurati dello stagno per elettronica 60/40 del diametro di 0,8 mm., in genere
quelli buoni li trovi quasi esclusivamente in confezioni da 1/2 Kg.
Assicurati poi che le due parti da saldare siano pulite: sulle piste in rame
del circuito stampato puoi strofinare una gomma per cancellare l'inchiostro e
raschiare i reofori ossidati dei componenti con una lametta, una lama affilata o con carta vetrata sottile.
Ora sei pronto per iniziare: appoggia la punta ben calda, precedentemente
intrisa di stagno e pulita sulla spugnetta inumidita con acqua, in modo da
toccare sia il rame della pista che il reoforo del componente per
preriscaldarli, avvicina lo stagno e fanne fondere una piccola quantità in modo
che ricopra la parte da saldare ma che non invada zone vicine, tieni il
saldatore appoggiato finché t'accorgi che lo stagno inizia a spandersi anche
nella zona circostante, togli il saldatore, lascia raffreddare senza soffiare,
la saldatura è pronta.
Se lo stagno è di
buona qualità e se la saldatura è stata eseguita correttamente (per un tempo ne
troppo breve ne troppo lungo) lo stagno deve apparire lucido, se ha un aspetto
superficiale opaco, ti conviene toglierlo con la pompetta aspirastagno e rifare
la saldatura.
Lo stagno per
elettronica contiene, al suo interno, un antiossidante che serve per togliere i
residui d'ossidazione che non sei riuscito ad asportare precedentemente, per
agire correttamente questo antiossidante deve raggiungere una certa temperatura
altrimenti si frappone tra i due metalli formando uno strato isolante
(saldatura fredda) che può dare problemi anche in tempi successivi dato che
inizialmente può formarsi una piccola zona che permette ancora un discreto
contatto elettrico.
L'antiossidante,
se di buona qualità, deve vetrificarsi e non dovrebbe dare problemi, se invece
rimane colloso può causare qualche guaio.
In ogni caso, sia per questioni d'estetica che di funzionalità, lo puoi
asportare usando trielina o prodotti simili.
Salvo casi molto
particolari, e’ generalmente sconsigliabile l’ uso della pasta-salda usata
dagli stagnini dato che e’ corrosiva e puo’ anche creare problemi elettrici, e’
piu’ che sufficiente l’antiossidante contenuto nello stagno.
Quando avrai
acquisito una buona pratica, sarebbe opportuno prestagnare i terminali dei
componenti prima d’ inserirli nel circuito stampato, usando solo poco stagno
per non rendere difficoltoso o impossibile l’ inserimento.
Created by
Celso Mosca