Pillole di Finanza
L'andamento di un indice di borsa viene calcolato facendo una media pesata delle
quotazioni dei titoli appartenenti all'indice. Il peso utilizzato nel calcolo
della media è proporzionale alla capitalizzazione del singolo titolo.
Da ciò si deduce che alcuni indici sono strettamente correlati all'andamento di
alcuni titoli che da soli costituiscono più del 60% della capitalizzazione
dell'intero indice.
Vorrei rendere cauti i lettori sull'interpretazione dell'andamento degli
indici più importanti che i media ci mettono continuamente a disposizione, in
quanto gli indici dei titoli a maggiore capitalizzazione, non rappresentano
l'economia reale, per il semplice motivo che, quando un titolo appartenente ad
uno di questi indici, si trova in difficoltà e le sue quotazioni crollano, esce
dall'indice per la definizione stessa di indice, che altrimenti non
rappresenterebbe più i titoli a maggiore capitalizzazione.
Questi indici, quindi, ci danno sempre una visione più ottimistica perché
includono titoli che vanno bene, se un titolo va male esce dall'indice.
L'andamento di fondo di un indice dei titoli a maggiore capitalizzazione non
può che essere positivo.
Purtroppo un indice non può essere acquistato.
Se si vuole fare trading su di un indice, si deve ricorrere alle opzioni o ai
warrants e qui entra in gioco la variabile tempo che potrebbe farci dei brutti
scherzi!
Un altro modo per fare trading su indici è acquistare i fondi indice, che sono
fondi di investimento che riproducono in più fedelmente possibile l'andamento
di un indice di borsa.
Però, comprare e vendere fondi di investimento non è immediato, in genere ci
vogliono tre giorni per un acquisto e tre giorni per una vendita oltre alle
commissioni!
Le banche però ci vengono incontro fornendoci degli strumenti che possiamo
acquistare e vendere liberamente sul mercato: gli ETF.
ETF vuol dire exchange-traded fund. Gli ETF possono quindi essere
scambiati in borsa. Sono fondi a gestione passiva. Il gestore del fondo deve
solo replicare il più fedelmente possibile il suo benchmark. Ad esempio: un ETF
sul Dow Jones deve replicare il più fedelmente possibile l'andamento del Dow
Jones. In teoria il gestore dell'ETF deve fare in modo che il fondo possegga
azioni del Dow Jones con quantità pari al peso che hanno sull'indice. Se un
titolo del Dow Jones crolla al punto da uscire dall'indice, il gestore deve
vendere quel titolo e comprare il titolo che entra. Un simile risultato si può
però ottenere anche solo operando con opzioni e futures.
Fin qui sembra tutto lineare. In realtà quando si acquista un ETF si va subito
in perdita perché c'è uno spread tra domanda ed offerta (tra bid ed ask) ed il
market maker va subito in utile e percepisce pure le commissioni di gestione.
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