CLIMA  B

Argomento 1

Uniformità

Argomento 2

Trattazione

Argomento 3

Uniformità flora e fauna

Argomento 4

Testimonianza mammut congelati

Argomento 5 

Clima mutato nel settentrione

Argomento 6

La scienza conferma la Bibbia

Argomento 7

Testimonianza fissili

Argomento 8

Congelamento istantaneo

Argomento 9

Antartide tropicale

Argomento 10

Confermato il cambiamento atmosferico

 

 

UNIFORMITÀ

"Da principio non ci fu che una leggera differenza di temperatura, fra estate e inverno. In Groenlandia sono stati dissotterrati alberi di fichi alla latitudine di 70° nord e in Siberia palme."

 

 

TRATTAZIONE

 

2 Pietro 3:5: "...sfugge alla loro attenzione questo fatto, che dai tempi antichi vi erano i cieli e una terra situata solidamente fuori dell'acqua e nel mezzo dell'acqua..."

La terra nei giorni antidiluviani era "fuori dell’acqua" nel senso che il suolo su cui gli uomini vivevano e camminavano era al di sopra delle acque dei mari e dei fiumi. Tuttavia, era "nel mezzo dell’acqua", poiché una gran quantità d’essa circondava la terra, sospesa in alto sopra la sua superficie. "Ma", potrebbe osservare qualcuno, "tale volta acquea sospesa sopra la terra avrebbe notevolmente influito sul clima della terra". Proprio così! I raggi di luce e calore del sole sarebbero stati propagati dalla volta di vapore, mentre questa immensa volta avrebbe impedito al calore di andarsene. Tale "effetto da serra" avrebbe così prodotto un clima più mite e uniforme in tutta la terra. Il biologo harold K. Blum spiegò questo effetto del vapore acqueo sul clima, dicendo: "Come i caldi vetri della serra tendono a elevare la temperatura interna, il vapore acqueo tende a elevare quello della superficie terrestre sotto di esso.

Questa superficie, o qualsiasi oggetto su di essa, scambia di continuo radiazioni con il vapore acqueo dell’atmosfera, per cui la temperatura della superficie dipende strettamente dalla quantità e dalla temperatura di questo vapore". Che il clima della terra fosse un tempo uniformemente caldo è comunemente riconosciuto. In un articolo sui dinosauri, Scientific Monthly dell’agosto 1949 osservò: "In quei giorni la terra aveva un clima tropicale o subtropicale su gran parte della terraferma, e nelle vaste zone tropicali c’era lussureggiante vegetazione in abbondanza. Il suolo era basso e non c’erano alti monti che costituissero barriere fisiche o climatiche". Riguardo al continente antartico ora ghiacciato la rivista francese Science et Vie, nel suo numero del luglio 1966, disse che almeno sessantuno piante crescevano allora nell’Antartide. Com’è perciò coerente la spiegazione biblica, secondo cui sopra la terra era sospesa una massa d’acqua al principio della storia dell’uomo! Questo vapore acqueo avrebbe creato il clima uniformemente caldo che si sa esistette un tempo in tutta la terra.

Poiché una volta acquea che circondasse tutto il globo avrebbe causato una stato da serra calda esteso fino alle regioni polari, la caduta di queste acque in un diluvio su tutta la terra avrebbe dovuto produrre un netto cambiamento del clima terrestre. C’è qualche evidenza che tale cambiamento si sia verificato? Sì, c’è. E il cambiamento è così sorprendente che, senza la Bibbia, i geologi hanno grande difficoltà a spiegarlo! Varie pubblicazioni scientifiche presentano l’evidenza che una volta c’era clima caldo su tutta la terra. Come esempio, l’erudito francese Henry Decugis, in The Degeneration of the Living World, dice: "(una volta la terra) aveva un clima uniformemente caldo e umido a ogni latitudine...Isole e continenti erano coperti da prodigiosa vegetazione lussureggiante di crescita continua...Da principio non ci fu che una leggera differenza di temperatura, fra estate e inverno. In Groenlandia sono stati dissotterrati alberi di fichi alla latitudine di 70° nord e in Siberia palme." (1941, pagg.12, 13) 

 

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UNIFORMITÀ DELLA FLORA E DELLA FAUNA NEL CARBONIFERO

Un'enciclopedia, soffermandosi all'era del carbonifero, oltre a stilare le proprie ipotesi evolutive, riconosce quanto segue: "

"Queste aree, situate a quell'epoca in zona tropicale, immediatamente a nord dell'equatore, erano caratterizzate da clima uniformemente caldo e umido, condizione favorevole alla crescita della vegetazione e degli organismi marini, materia vivente da cui in seguito si sarebbero formati, oltre a torba e carbone, idrocarburi quali petrolio e gas.

"Tale riassetto delle terre emerse comportò cambiamenti climatici globali. Il clima, che si era mantenuto caldo e umido nella prima parte del Carbonifero, divenne via via più freddo e secco. Sulla zolla di Gondwana si instaurò una lunga fase climatica di tipo glaciale, la cosiddetta glaciazione permo-carbonifera."

Sebbene l'enciclopedia sostenga la teoria non dimostrabile di un supercontinente denominato Pangea che nel corso di milioni di anni si deformò sino a formare i continenti attuali, è degno di nota che al periodo del carbonifero venga addebitato un clima del tutto particolare, che cambiò e non ritornò più tale.

 

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TESTIMONIANZA FOSSILE

Secondo il quotidiano  The Australian un gruppo di scienziati australiani e americani ha trovato fossili di “foglie, legno e polline oltre a muschio e uova di insetti...a soli 500 km dal polo Sud, segno che un tempo il clima era di 20-25° C più caldo di oggi”.

 

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Testimonianza dei mammut congelati

Come abbiano fatto migliaia di enormi mammut a rimanere imprigionati nei ghiacci della Siberia è un enigma che da decenni lascia perplessi gli scienziati. Esaminando una nuova teoria, la rivista inglese “New Scientist” fa notare che i mammut congelati “sono una prova che l’ultima era glaciale sulla Terra ebbe luogo improvvisamente”. Il prof. Fred Hoyle dell’University College di Cardiff ed Elizabeth Butler della Oxford University “ritengono che se l’ultima èra glaciale . . . avesse impiegato migliaia d’anni a stringere la Terra nella sua morsa, i mammut avrebbero avuto il tempo di migrare a sud verso climi più caldi. Anche il loro eccellente stato di conservazione dimostra che vennero immediatamente congelati dopo la morte, altrimenti avrebbero cominciato a decomporsi”.

Per spiegare il perché di tale gelo improvviso, Hoyle e un collega “pensano che una grande massa . . . di polvere proveniente da una cometa sia penetrata nell’atmosfera superiore della Terra” riflettendo i raggi solari e facendo gelare la Terra in “pochissimi anni”.

Ma è necessario ricorrere a questa tortuosa e improbabile spiegazione? No. Il racconto biblico di Genesi presenta una soluzione semplice e chiara che concorda con tutti i fatti. Parla dell’esistenza di “acque . . . sopra la distesa” del “Cielo” prima del Diluvio, le quali avrebbero potuto dar luogo a un clima più caldo e uniforme in tutta la terra, consentendo ai mammut e ad altre forme di vita di prosperare in territori nordici. L’‘apertura delle cateratte del cielo’ al tempo del Diluvio poté ben essere accompagnata da notevoli cambiamenti di temperatura che strinsero quelle zone nella morsa di un gelo intenso, conservando fra i ghiacci i mammut e altre forme di vita nelle condizioni in cui sono stati ritrovati.

Pur essendo improbabile, la teoria di Hoyle riconosce come minimo un fatto importante: Ci volle qualche catastrofe. Ma che genere di catastrofe? Fu semplicemente uno scontro mancato fra due corpi celesti, o qualcosa di predeterminato?

‘Che importa cosa fu?’ potrebbe dire qualcuno. ‘Interessa veramente a qualcuno a parte i mammut?’ La risposta è Sì! Che dire se i pelosi mammut furono vittime non di un incidente cosmico, ma di una deliberata esecuzione di giudizio contro un mondo intero? Inoltre, supponiamo che una simile distruzione sia riservata alla presente generazione dell’umanità. Non vorreste saperlo?

Tale supercatastrofe senza dubbio spiega ciò che accadde ai mammut molto meglio della teoria di Hoyle, secondo cui si sarebbero congelati nelle paludi. Alcuni ricercatori fanno rilevare: “Questi resti animali non sono stati trovati nei delta, nelle paludi o negli estuari, ma erano sparsi in tutto il paese”. Inoltre, nessuna palude gelata lentamente potrebbe spiegare i drastici, improvvisi cali di temperatura, calcolati in base a studi delle cellule, la quale raggiunse i 100 gradi centigradi sotto zero!

Molti sorridono sentendo questo racconto. Eppure su alte montagne si trovano conchiglie marine. E che in un passato non troppo remoto ci fu un diluvio di immense proporzioni è confermato dal gran numero di fossili e carcasse rinvenuti in ammassi di detriti fangosi e ghiacciati. Il Saturday Evening Post osservò: “Molti di questi animali erano perfettamente conservati, intatti e non danneggiati, ancora in piedi o in ginocchio. . . . Ecco un quadro davvero sorprendente per il nostro precedente modo di pensare. Vaste mandrie di enormi bestie, ben pasciute, non specificamente destinate a una vita in condizioni di freddo rigido, che pascolavano placidamente in pascoli assolati . . . All’improvviso furono tutti uccisi senza alcun visibile segno di violenza e prima che potessero inghiottire l’ultimo boccone di cibo, e poi furono congelati così rapidamente che ogni cellula del loro corpo è perfettamente conservata”.

Questo coincide con ciò che accadde durante il grande Diluvio. La Bibbia lo descrive con queste parole: “Tutte le sorgenti delle vaste acque dell’abisso si ruppero e le cateratte dei cieli si aprirono”. L’abbondante precipitazione sommerse la terra, e fu senza dubbio accompagnata da gelidi venti nelle regioni polari. (Genesi 1:6-8; 7:11,12 19) Lì il cambiamento di temperatura dovette essere rapidissimo e drastico. Varie forme di vita furono in tal modo intrappolate e preservate nel fango ghiacciato. Una di queste creature potrebbe essere il mammut scoperto da scavatori in Siberia e che si può osservare nella figura qui accanto. Nella bocca e nello stomaco aveva ancora della vegetazione, e la sua carne, una volta scongelata, risultò addirittura commestibile.

 

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CONGELAMENTO ISTANTANEO

Charles hapgood, nel suo libro The Path of the Pole, ha  fatto notare che…la velocità del “congelamento istantaneo” che ha colpito alcuni di quegli animali è messa in luce dai  cristalli di ghiaccio rinvenuti all’interno dei loro polmoni. Tutte queste specie animali che sembrano anacronistiche  rispetto agli ambienti in cui sono state rinvenute, si sono estinte durante il Diluvio o nel corso  dei successivi mutamenti climatici.…

 

 

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Cambiato il clima nel settentrione

In cerca di sostegno per la loro teoria che l’America settentrionale e l’Europa erano un tempo congiunte da un ponte di terra, alcuni scienziati hanno recentemente fatto ricerche sull’isola di Ellesmere nel territorio artico nordoccidentale del Canada. È interessante il fatto che hanno trovato “la prova che in quei giorni nella zona il clima era umido e temperato”. — “Times” di New York, 24 settembre 1976.

Eppure l’isola di Ellesmere è ora in gran parte coperta da ghiacci. Come si spiega questo completo cambiamento di clima? Il racconto storico della Bibbia suggerisce una risposta. Descrive la creazione intorno alla terra di una “distesa” che costituì una ‘divisione fra le acque sotto la distesa e le acque sopra la distesa’. Così l’atmosfera intorno al globo avrebbe avuto un clima caldo relativamente uniforme a causa dell’effetto da serra creato dalla volta acquea “sopra la distesa”. (Genesi 1:6, 7)

II Pietro 3:5, 6 conferma che la terra era “solidamente fuori dell’acqua e nel mezzo dell’acqua”, e che “mediante tali mezzi il mondo di quel tempo subì la distruzione quando fu inondato dall’acqua”. Evidentemente la volta scomparve quando le acque del diluvio inondarono la terra, e questo poté essere uno dei principali fattori per cui le zone artiche divennero gelide.

 

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ANTARTIDE TROPICALE

"[L'Antartide] fu un tempo un paese verde dove tra i fiori scorrevano corsi d'acqua, dove gli uccelli cantavano sugli alberi."- Science et Vie, luglio 1966

 

 

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La scienza conferma la Bibbia

Sembra che ci sia un’altra traccia del Diluvio nella documentazione fossile. Un tempo, secondo questa documentazione, in Europa grosse tigri dalle zanne a sciabola (Macairodontini) avvicinavano cautamente la loro preda, nell’America Settentrionale erravano cavalli più grandi di quelli ora esistenti, e in Siberia pascolavano i mammut. Poi, in ogni parte del mondo, varie specie di mammiferi si estinsero. Contemporaneamente ci fu un improvviso cambiamento di clima. In Siberia decine di migliaia di mammut furono uccise e congelate all’istante. Secondo Alfred Wallace, noto contemporaneo di Charles Darwin, tale estesa distruzione doveva essere stata causata da qualche eccezionale evento di portata mondiale. Molti sostengono che si sia trattato del Diluvio.

Un editoriale apparso su una rivista di archeologia biblica osservava: “È importante ricordare che la storia di un diluvio universale è una delle tradizioni più diffuse della cultura umana . . . Ciò nonostante, alla base delle tradizioni più antiche che si incontrano in fonti del Vicino Oriente, può ben esserci un vero e proprio diluvio di proporzioni gigantesche che risale ad uno dei periodi pluviali . . . molte migliaia di anni fa”. I periodi pluviali erano intervalli di tempo geologico durante i quali la superficie terrestre era molto più umida di adesso. I laghi di acqua dolce in tutto il mondo erano molto più grandi. Si teorizza che ciò fosse dovuto al notevole aumento della piovosità associato con la fine delle ere glaciali. Ma alcuni hanno avanzato l’idea che in un caso l’enorme umidità della superficie terrestre fosse una conseguenza del Diluvio.

A scandire i tempi degli avvenimenti passati sono fortunatamente le prove che gli scienziati portano alla luce e non le loro asserzioni basate sull'attualismo scientifico a stabilire la verità scientifica. Una scoperta da parte di scienziati sovietici nell'estate del 1977 è significativa. Essi si rallegrarono per il ritrovamento di un piccolo mammut congelato e ben conservato. L'articolo riferiva che la scorsa estate è stato trovato in Siberia un magnifico esemplare di mammut di circa sei mesi. È stato trovato da un operaio che lavorava con un bulldozer nel fango del permafrost di un affluente del fiume Kolyma, nella Repubblica sovietica della Jacuzia. Alta quasi un metro e mezzo, questa creatura congelata presenta orecchie relativamente piccole, grossi piedi e un manto di colore rossiccio. “Il fatto più interessante”, dice il periodico inglese New Scientist, è che “all’estremità della proboscide ha due ‘appendici’, ...diverse da quelle dell’elefante..."

Ora la Tass, l’agenzia giornalistica ufficiale, riferisce le conclusioni degli scienziati secondo cui la causa della morte del mammut fu l’avvelenamento del sangue prodotto da un’infezione a una zampa. Tuttavia, essi fanno pure rilevare che rimase sepolto sotto un mare di fango subito dopo la morte. “Tale inondazione nella Siberia settentrionale fu una bella sorpresa per i geologi”, dice la Tass. Altrettanto imbarazzante è perché, dopo l’inondazione, ci fu un improvviso forte gelo che conservò così bene la piccola creatura.

 

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CONFERMATO IL CAMBIAMENTO ATMOSFERICO

Il metodo di datazione al radiocarbonio è stato ampiamente accettato da molti scienziati per indicare che gli uomini esistono come minimo sin dal 50.000 a.E.V. Questo è in contrasto con quanto dice la Bibbia.

Ma il fisico R. Brown dell’Università Andrews afferma che questo metodo di datazione al radiocarbonio è molto inesatto. Dopo uno studio decennale, egli è giunto alla conclusione che prima del 2.000 a.E.V. gli atomi di carbonio radioattivo non esistevano nell’atmosfera terrestre in quantità rilevanti e quindi non si possono usare per datare oggetti risalenti a un tempo anteriore. Verso quella data, egli dice, avvenne probabilmente un grande cambiamento atmosferico, che produsse un accumulo di carbonio radioattivo nell’atmosfera.

Uno di questi estesi cambiamenti fu il diluvio del giorno di Noè, che secondo la Bibbia ebbe luogo nel 2370 a.E.V. Senz’altro quella catastrofe alterò drasticamente le condizioni atmosferiche. (Genesi 7:11, 12) 

Per una più dettagliata analisi sui metodi scientifici di Datazione scegliete la pagina qui inclusa.

 

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