Il pensiero evoluzionistico e
la razza
Nel 1859 levoluzionista Charles Darwin fece pubblicare il
suo libro intitolato Lorigine delle specie. Con esso insegnò
che cera una gara tra le diverse varietà di organismi viventi e che i più
adatti a vivere in un dato ambiente sarebbero sopravvissuti
perpetuando la propria specie. Le forme meno adatte si sarebbero estinte. Di qui nacque
lespressione "la sopravvivenza del più adatto". Nel 1871 Darwin scrisse
un libro intitolato "Lorigine delluomo" in cui insegnava che uomini
e scimmie avevano avuto unorigine comune.
Questi libri ebbero un effetto negativo sulle relazioni tra le
razze. Lantropologa Sheila Patterson spiega: "La teoria dellevoluzione
sostituì le precedenti razionalizzazioni che giustificavano il predominio delle razze
bianche. Dato che queste ultime erano sopravvissute alle altre razze e avevano avuto più
successo di loro, dovevano essere superiori a quelle non solo in quanto a organizzazione
ed efficienza, ma in ogni altro campo, incluso quello mentale e morale". Questo modo
di pensare rese le nazioni europee più decise che mai a espandere le loro colonie nel XIX
secolo. Fornì anche a Hitler lispirazione per formulare il suo piano di creare una
"razza superiore" e sterminare gli ebrei e altri ritenuti indegni di vivere.
È interessante notare però che sia Darwin che scienziati più
moderni sono daccordo che lumanità ha avuto unorigine comune. LEncyclopedia
Americana afferma: "Lumanità è una singola specie biologica". Lo
scrittore scientifico Amram Scheinfeld ha scritto recentemente: "Ora la scienza
conferma ciò che quasi tutte le grandi religioni predicano da lungo tempo: Gli esseri
umani di ogni razza sono . . . discesi dallo stesso primo uomo".
Sebbene non sia stata scritta da scienziati, la Bibbia aveva
tuttavia ragione nel dire che Dio "ha fatto da un uomo
ogni nazione degli uomini, perché dimorino sullintera
superficie della terra". Atti 17:26.
La violenza nella natura
Poi il concetto che luniverso è opera di un amorevole
Progettista subì dei cambiamenti.
Verso la metà del diciannovesimo secolo, scrittori come Darwin,
Malthus e Spencer richiamarono lattenzione sulla violenza esistente nella natura.
Non era forse vero, dicevano, che lanimale grosso mangiava quello piccolo? Non era
forse vero che nella giungla si combatteva giorno e notte una battaglia allultimo
sangue per la sopravvivenza?
Era un fatto che gli animali si uccidevano fra loro. Quindi
questo tipo di ragionamento continuava: Per quanto riguardava la vita sulla terra, questa
selvaggia lotta per la sopravvivenza non era forse una realtà? Anche fra gli uomini, non
erano le guerre bestiali, le lotte egoistiche e la legge della giungla le
forze che avevano effettivamente fatto la storia? Nella natura non si vedevano
larmonia e la pace che ci si aspetterebbe da un grande e amorevole Progettista.
George Romanes, un amico di Darwin, descrisse la natura in questo
modo: "Troviamo denti e artigli affilati per uccidere, pungiglioni e ventose fatti
per torturare: ovunque il regno del terrore, fame, malattie, sangue che cola e arti che
tremano, respiro ansimante e occhi innocenti che si chiudono debolmente in una morte
agonizzante e crudele".
La teoria di Darwin, della lotta senza scopo e della
sopravvivenza del più adatto che escludeva quindi il progetto da parte di Dio
fu accettata in lungo e in largo. E da essa nacque un nuovo concetto storico: il
darvinismo sociale.
Si noti come H. G. Wells valutò la situazione nel suo libro
intitolato Outline of History (Lineamenti di storia): "Ci fu una
vera perdita della fede dopo il 1859 [lanno in cui venne pubblicato Lorigine
delle specie di Darwin]. . . . I popoli più potenti alla fine del
diciannovesimo secolo credevano di avere prevalso in virtù della lotta per
lesistenza, in cui i forti e gli astuti hanno la meglio sui deboli e sui fiduciosi .
. . E come nel branco è necessario intimorire e soggiogare i più giovani e i più deboli
per il bene generale, così sembrò loro giusto che i più grossi del branco umano
dovessero intimorire e soggiogare" gli altri.
Molti furono pronti ad accettare questo pensiero. Una ragione fu
la giustificata avversione che già provavano nei riguardi di molte chiese che avevano
soffocato lindagine scientifica. Peggio ancora, vedevano che le principali religioni
fomentavano e giustificavano le guerre e gli spargimenti di sangue. Pertanto Wells fa
questo accurato commento: "Il vero oro della religione fu in molti casi gettato via
insieme alla borsa logora che per tanto tempo laveva contenuto".
Levoluzionismo è
la scelta intellettuale?
Un libro osserva che, fin dallinizio, la teoria
dellevoluzione "ha attratto molti perché sembrava più scientifica della
teoria della creazione individuale delle specie". Milestones of History.
Per di più le asserzioni dogmatiche di certi evoluzionisti
possono intimidire qualcuno. Per esempio, lo scienziato H. S. Shelton afferma che il
concetto di creazione individuale "è troppo ridicolo per essere preso sul
serio". Il biologo Richard Dawkins dichiara esplicitamente: "Se incontrate
qualcuno che dice di non credere allevoluzione, o è ignorante o stupido o
folle". Similmente il prof. René Dubos afferma: "Ora la maggior parte delle
persone illuminate accetta come realtà il fatto che tutto ciò che cè nel cosmo
dai corpi celesti agli esseri umani si è sviluppato e continua a
svilupparsi attraverso processi evolutivi".
Da queste affermazioni sembrerebbe che ogni persona dotata di un
minimo di intelligenza debba accettare automaticamente la teoria dellevoluzione. In
fondo, così facendo dimostrerebbe di non essere stupida ma
"illuminata". Eppure ci sono uomini e donne molto istruiti che non credono alla
teoria dellevoluzione. "Ho riscontrato che molti scienziati nutrono dubbi a
livello personale", scrive Francis Hitching, "e alcuni arrivano a dire che la
teoria darwiniana dellevoluzione non si è rivelata affatto una teoria
scientifica". The Neck of the Giraffe.
Chandra Wickramasinghe, autorevole scienziato britannico, assume
una posizione simile. "Non cè nessuna prova che confermi alcuno dei princìpi
fondamentali dellevoluzione darwiniana", dice. "Fu una forza sociale che
si impose al mondo nel 1860 e penso che da allora si sia rivelata un disastro per la
scienza".
Tariq H. Janabi ha analizzato gli argomenti addotti dagli
evoluzionisti. "Mi sono accorto che la situazione è ben diversa da come ci viene
presentata", dice. "Le testimonianze sono troppo scarse e frammentarie per
sostenere una teoria così complessa come quella dellorigine della vita".
Perciò coloro che obiettano alla teoria dellevoluzione non
dovrebbero essere definiti sbrigativamente ignoranti, stupidi o folli.
Riguardo a certe opinioni in contrasto con levoluzione, persino un evoluzionista
dichiarato come George Gaylord Simpson dovette ammettere: "Sarebbe di certo erroneo
scartare semplicemente queste concezioni con un sorrisetto o metterle in ridicolo. Coloro
che le hanno proposte erano e sono studiosi capaci e profondi".
Questione di
fede
Alcuni pensano che chi crede nellevoluzione si basi su dati
di fatto, mentre chi crede nella creazione compia un atto di fede. È vero che nessun uomo
ha visto Dio. (Giovanni 1:18; confronta 2 Corinti 5:7). Ma sotto questo aspetto la teoria
dellevoluzione non è in vantaggio, dato che si basa su eventi irripetibili che
nessun essere umano ha mai visto.
Per esempio, gli scienziati non hanno mai osservato mutazioni
nemmeno di natura benefica che producano nuove forme di vita; eppure sono
convinti che questo sia esattamente ciò che ha dato origine a nuove specie. Non hanno
assistito alla generazione spontanea della vita; eppure insistono nel dire che la vita è
nata in questo modo.
Questa assenza di prove ha spinto Tariq H. Janabi a considerare
la teoria dellevoluzione "semplice fede". Il fisico Fred Hoyle
la definisce "il Vangelo secondo Darwin". Il dott. Evan Shute si spinge ancora
più in là. "Sospetto che il creazionista abbia meno misteri da spiegare
dellevoluzionista convinto", dice.
Altri esperti sono daccordo. "Quando contemplo la
natura delluomo", ammette lastronomo Robert Jastrow,
"lemergere di questo essere straordinario dalle sostanze chimiche disciolte in
una pozza dacqua calda mi sembra un miracolo tanto quanto il racconto biblico
sullorigine delluomo".