Tra il 1947 ed il 1948 Liedmann fa la
conoscenza di un maggiore russo dell'Air Force Russa. Scoprirono presto di avere molti
interessi in comune. I due uomini ebbero diverse occasioni per socializzare e diventarono
buoni amici. Secondo il maggiore lui si trovò al comando di tre velivoli che furono
assegnati a diverse missioni speciali sopra il Monte Ararat. Da ciò che Liedmann comprese
questi voli furono compiuti ogni anni in un periodo di tempo ben specifico, come ebbe a
dire il maggiore, sembra che ci fossero solo 30-38 giorni l'anno durante i quali i
ghiacciai di quell'area si sciogliessero sufficientemente per permettere di scattare delle
fotografie favorevoli.
Era il 1947 e a Liedmann furono mostrate tre distinte fotografie
che, come egli raccontò, vennero scattate nel 1938. Erano marcate con l'altitudine a
13'000-14'000 piedi (circa 4'500 metri), e ciascuna foto mostrava un apparecchio russo con
le sue insegne marcate chiaramente sulle ali. Ogni fotografia mostrava una struttura
simile ad un vascello che il maggiore fece notare essere l'Arca di Noè citata nella
Bibbia. Una delle fotografie mostrava la nave emergente un 80-90 piedi (26-30 metri) dal
ghiaccio. Era inclinata leggermente all'ingiù. In fondo all'area c'era un piccolo stagno
o lago disciolto. La fotografia mostrava il ghiacciaio con la montagna in alto a destra e
le altre fotografie erano state scattate da una medesima angolazione. (foto
1) A Liedmann le
fotografie apparivano essere state scattate sul lato nord della montagna.
Un anno dopo, nel
1948, Liedmann incontra lo stesso uomo ad Amburgo. Gli mostra nuovamente una serie di
fotografie che, come gli raccontò, "erano state scattate da quando ti vidi l'ultima
volta." Questa volta gli mostrò quasi una dozzina di fotografie. In queste ultime
solo 12 o 15 piedi (4-5 metri) dell'Arca erano visibili ed era visibile unicamente la
punta. Comunque dall'alto "alcune sezioni potevano essere viste attraverso la
trasparenza del ghiaccio." (foto2)