Considerando
quanto detto nelle pagine precedenti, l'Arca doveva rassomigliare a una
lunga scatola rettangolare, un parallelepipedorettangolo. I costruttori
navali hanno scoperto che il rapporto fra lunghezza e larghezza, di 6 a 1,
ne avrebbe fatto un'imbarcazione lenta ma delle più stabili mai costruite.
Queste
proporzioni permettono inoltre grande capienza e sicurezza durante la
navigazione.
Il dott.
Henry Morris, professore di ingegneria e idraulica ha svolto un lavoro
interessante attinente all'Arca di Noè. In un'intervista, alla domanda se
l'Arca avesse potuto tenere il mare e se fosse potuta essere un'imbarcazione
stabile, ha affermato: "Secondo quanto abbiamo potuto calcolare, le
forze idrodinamiche avrebbero fatto sì che fosse molto stabile. Si può
dimostrare che l'equilibrio tra la forza di galleggiamento, quella di
gravitazione e la forza peso avrebbe fatto raddrizzare l'Arca da sola se
questa si fosse inclinata da zero a 90°. L'effetto del raddrizzamento
sarebbe stato tale da riportare l'imbarcazione in posizione eretta. Sarebbe
stato impossibile che un'imbarcazione di quelle misure avesse potuto
capovolgersi."

Una
suggestiva immagine disegnata da Elfred Lee su indicazioni accurate da parte
di George Hagopian, un testimone oculare.
In un
esperimento eseguito su di un modellino l'Arca, sebbene fosse stata
sottoposta ad onde alte 60 metri, si è dimostrata non solo in grado di
tenere il mare ma anche molto resistente. Il metacentro posto in basso le
dava un'incredibile stabilità. Quanto più s'immergeva nelle acque a causa
del suo carico, tanto più diventava stabile.
Ricordiamoci
che l'Arca non era predisposta per raggiungere una meta posta in una
determinata direzione. Doveva semplicemente galleggiare e di conseguenza era
mancante sia del timone che delle vele o remi.