POSIZIONE

Per posizione intendiamo: visualizzare il manufatto tenendo in considerazione la conformazione del terreno circostante. Il tutto visto da diverse angolazioni così da tessere una ragnatela ben fondata di informazioni utili.

Quelli della commissione turca del secolo scorso descrissero così la scena: "...e una parte di essa emergeva dal fondo di una formazione di ghiaccio molto esposta...inclinata contro una grossa roccia." Occorrono altre informazioni. "Alcuni piloti americani videro qualcosa di somigliante ad una nave che sporgeva da un fianco del monte Ararat...visibile all’interno di una gola ad alta quota." Chi meglio di Greene era in grado di descrivere con precisione particolari importanti dell’oggetto visto sulla montagna? Seguiamo: "Quando li sviluppò vide che rappresentavano una costruzione simile a una nave situata in una gola fra un’alta parete ed un precipizio...giacente in una direzione Nord-Sud,...attraverso i raggi obliqui del sole occidentale...la prua, la quale era rivolta verso Nord e leggermente verso Ovest...egli vide solo un fianco dell'Arca." Schwinghammer: "...specificò che l’oggetto sembrava poggiasse su un lato, dando l’impressione di non essere fisso...e che un qualche modo fosse stato trattenuto in quella posizione..."fui in grado di vedere che era inclinato..."" Una fotografia vista da Lidmann mostrava che l’Arca "era inclinata leggermente verso il basso (a valle)." Babcock vide una fotografia aerea apparsa sul "Yank Magazine", una sorella della rivista "Stars and Stripes", la cui "fine era più alta del centro (dell’Arca), il quale scompariva nel ghiaccio ad un angolo poco profondo." Torniamo a terra.

 

Ed Behling, da sopra la cengia in cui si trovava, disse che "scendemmo al di sotto d'essa. La rupe era alta circa 100 piedi (30 metri)." Resit disse che "sembrava la prua di una nave sporgente sull’orlo di un precipizio...Il resto della nave era coperto e scompariva all’interno della massa di ghiaccio e neve." Anche Tibbets spiegò che "Taylor fece notare delle impronte che erano ben visibili nella neve, esse attraversavano il bacino in direzione della nave. Erano le sue impronte...è riuscito in qualche maniera ad arrivare in un luogo più alto e vantaggioso sopra la nave, da dove furono scattate le fotografie." Knight: "...passò infine presso una serie di travi che sporgevano dalla neve presso l’orlo della gola di Ahora." Hagopian, inizio secolo, ricorda: "...finché arrivarono davanti a un manufatto che assomigliava a una grossa nave...Mentre si trovavano di fianco all’arca,...Erano riusciti ad arrampicarsi lungo una fiancata...Lo zio lo fece salire su un mucchio di sassi in modo che potesse arrivare al tetto..." Dello stesso tenore la spedizione britannica con Yearam presente: "Erano riusciti ad arrampicarsi lungo una fiancata..." Altra notevole posizione è quella di Resit: "Resit si calò fino al manufatto..."

 

Ed Davis sottolinea che dove l'Arca scompariva nella sua parte terminale "veniva ricoperta dalle rocce e dal pendio della montagna retrostante.", ma da dove si trovava "ero particolarmente deluso di non poter avvicinarmi ad essa ed esplorare l'interno...era spezzata e la sezione di poppa giaceva più a valle, giù per il pendio, rispetto alla struttura principale."

 

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