REGIONE DELL'ARARAT

 

 

Interessanti riferimenti geografici attorniano la zona dell’Ararat. E le centinaia di leggende esistenti nel mondo riguardo al diluvio non fanno altro che confermare un fondo di verità.

 

 

 

 

I nomi di posti e località nella regione dell’Ararat sono impressionanti. Per esempio gli armeni chiamano l’Ararat (foto1) stesso Massis, "la madre del mondo". In turco Agri Dag significa "Montagna del Dolore". I persiani la chiamano Koh-i-Nuh, ovvero "Montagna di Noè". Jerevan (foto2) significa "prima apparizione", al tempo che Noè fissò la sua dimora. Arguri o Ahora (foto3) significa "piantagione della vigna", ricordando la prima attività di Noè dopo essere usciti dall’Arca. Nakhichevan, ora cittadina azera, significa "il posto dell’approdo. Echmiadzin "quelli che discesero". In Iran una cittadina, Temanin, vuol dire "gli otto" ricordando Noè e la sua famiglia. Un villaggio ad una ventina di chilometri dall’Ararat di nome Masher, significa "giorno del giudizio". Una zona nei pressi è chiamata Kargakonmaz ovvero "il corvo non vuole atterrare", coerente con il racconto biblico. Sull’Ararat, ad un’altitudine poco inferiore ai 3’000 metri, vi sono ancora i resti di un altare (foto4) che si dice sia quello edificato da Noè, chiamato Korhan. Scritte e disegni, non del tutto compresi, sono incisi in numerose pietre laviche della montagna. Alcuni avanzano l’ipotesi che la loro comprensione li possa condurre all’Arca.

 

foto 1

foto 2

foto 3

foto 4

 

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