SITUAZIONE

Il tema "Situazione" amplia l’altro sottotema "Visibilità". In questa trattazione avremo modo di determinare stati limitrofi che si verificano quando l’Arca viene allo scoperto, indipendente dal luogo a cui ci si riferisce, ed hanno un denominatore comune. Identificare una situazione tipo ci permette di stabilire in modo convincente che ci si riferisce ad un preciso oggetto sulla montagna in un ben determinato punto d’essa. Ecco le testimonianze.

Nel recente passato, nel 1856, la troupe britannica trovò "l'Arca senza difficoltà...era parzialmente sporgente da un ghiacciaio, il cui scioglimento aveva formato un lago nei pressi e l'acqua si rovesciava  in un piccolo fiume che scorreva giù lungo il fianco della montagna." La commissione turca del secolo scorso fece il seguente rapporto: "Dopo un esame della situazione, decisero prudentemente di abbandonare l’indagine, anche perché vi era la possibilità che l’enorme cornice di ghiaccio sovrastante potesse crollare sulla nave e su loro stessi." Resit aggiunge: "...aveva scoperto quella che sembrava la prua di una nave...in cui erano precipitati frammenti di ghiaccio sciolto e neve...." La ricognizione aerea russa d’inizio secolo: "...e descrivemmo parecchi cerchi attorno all’oggetto. Era...sommerso per un quarto." Le truppe speciali inviate dallo zar riferirono la medesima cosa: "...vedevano...la grossa nave con una estremità sommersa." Un anno più tardi altri soldati confermano che "una estremità del manufatto scompariva nel ghiaccio e nella neve della montagna." Anche Greene disse che "era sporgente dalla fine di un campo di neve o ghiacciaio in via di scioglimento." Dello stesso parere Ed Behling: "La neve si era sciolta quasi completamente così che l'arca non ve n'era molta, mentre ai lati non ce n'era." Tibbets vide le foto di Taylor con "...l’Arca di Noè...arenata sulla riva di una piccola pozza d’acqua a una estremità." Una delle numerose fotografie sottoposte a Liedmann "sul fondo dell’area c’era un piccolo laghetto o lago di tracimazione." La fotografia riportata da "Stars and Stripes" "appariva essere stata scattata da posizione ravvicinata...L’oggetto era situato in un campo di ghiaccio frastagliato e mischiato..."

 

Discordante è la testimonianza di Davis: "C’era una pozza sotto la nave...C’era un ruscello di acqua di fusione che scorreva oltre, e scorreva attraverso una parte dell’imbarcazione...veniva ricoperta dalle rocce e dal pendio della montagna", ma aggiunse che "entrambi i pezzi erano anche nell'acqua...C'era una pozza d'acqua sotto la nave." Un’occasionale visita all’Arca di mezzo secolo fa conferma la stessa "era parzialmente immersa in un ghiacciaio." Schwinghammer ripete "che per la maggior parte del tempo sia sepolta nel ghiaccio e nella neve e noi l’abbiamo vista quando una parte emergeva", e aggiunge: "la parte che vidi emergere dal ghiaccio aveva...una lunghezza di circa 30 metri, il resto affondava nella neve." Hagopian ebbe la situazione migliore come testimone oculare: "...assomigliava a una grossa nave parzialmente coperta di neve;...circondata da campi di neve..." Greene descrive lo stesso scenario movimentato: "...sembrava la prua di un enorme imbarcazione emergente dai ghiacci...simile a una nave... parzialmente immersa nel ghiaccio e nella neve... sporgente da una serie di macerie quali fango, pietre e grandi blocchi di ghiaccio...Giaceva su di un bordo imbricato..." Schwinghammer aggiunge un elemento interessante in un commento a ciò che vide Hagopian e che gli fu mostrato: "I due disegni erano essenzialmente simili, con l’arca inclinata nella neve, sporgente dal fianco della montagna,..."

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