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SPIEGAZIONI
ARARAT ANOMALY |
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⇉ TRASFORMAZIONE
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⇉ SCALA
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⇉ DIMENSIONE
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⇊ LOGICHE
DEDUZIONI
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Sopra:
due delle immagini rese pubbliche dalla CIA. Apparentemente sembra che
l'oggetto inclinato ai margini del ghiacciaio corrisponda al manufatto
lungamente ricercato sul Monte Ararat. I piloti americani stanziati in
Turchia affermarono di aver visto una cosa simile sporgere dai ghiacci
su di un fianco della montagna. Altri dissero che si trovava in una
depressione del monte, una profonda gola. È questa la famigerata Arca
di Noè?
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A destra:
un primo piano dell'Ararat Anomaly. La massa di ghiaccio si sporge sul
precipizio. Lo spessore del ghiaccio è notevole. Qualcuno potrebbe
insinuare che quest'angolo di ghiaccio trattenga il manufatto, ma il
tutto si riduce ad un semplice gioco d'ombra. Vediamo.
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A destra:
ecco l'Ararat Anomaly visto da una distanza di circa 300 metri. In
risalto (color arancio) la formazione di ghiaccio sotto esame. Il punto
corrisponde esattamente alla zona fotografata dagli aerei americani. Non
v'è nulla di anomalo o di
significativo da notare sotto la
spessa coltre di ghiaccio se non
constatare che al di sotto della
massa di ghiaccio vi é un cumulo
di pietre e niente più.
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Sopra:
un ingrandimento di una foto aerea in possesso alla CIA. Nel riquadro in
basso a sinistra la formazione di ghiaccio apparentemente
scambiata per l'Arca neotica. La linea rossa delimita il ghiacciaio.
Sotto di essa il pendio è coperto dalla neve di annata. La formazione
delimitata dal color arancio è la stessa delle fotografie presentate
sopra. Sebbene differisca l'angolazione del fotogramma (aereo) non muta
la sostanza. L'inganno consiste in uno strano effetto causato dall'ombra
mattutina. Si capisce molto bene come il presunto tetto piatto dell'Arca
non sia altro che la massa di ghiaccio! L'effetto 3D, com'è espresso nel piccolo riquadro in basso a sinistra, è il risultato di un gioco
ottico. Nessun oggetto geometrico è ivi trattenuto. È solo una coincidenza ma ci
troviamo di fianco al Bird Eye. Qui l'Ararat è in vena di giocare
brutti scherzi ai ricercatori.
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