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SVILUPPO E RAPPORTI |
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Sezione
1
SVILUPPO
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Sezione 2
RAPPORTI
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SVILUPPO
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Era il 1994, proprio all'inizio di quell'anno, quando il
ricercatore Giuseppe Rezzonico incontrò una persona,
poi diventata amica causa evidenti comuni interessi. I due discussero parecchio seduti attorno ad un tavolo messo a disposizione da una
gerente di un ristorante di Saronno. L'amico del ricercatore ticinese era più che mai convinto che, dopo i
risultati ottenuti nel 1993, occorreva organizzarsi ed abbandonare il concetto
avventuriero fatto in solitaria per le piste di mezzo medio oriente. I due trassero le
loro conclusioni e rimasero d'accordo che occorreva incontrarsi con Angelo Palego
proponendogli i punti sui quali noi avevamo trovato in quell'occasione un'intesa. Giuseppe
parla personalmente con Angelo e prende atto del suo spirito refrattario riguardo a quello
che gli stava proponendo. Il tempo scorre, l'estate si avvicina, e tutti si concentrano
sulla prossima spedizione. Arriva fine anno e, Giuseppe e Karim, quest'ultimo aggregatosi
durante l'anno al gruppo, furono invitati dall'amico di Giuseppe. I due si trovarono di fronte una
persona motivata e reattiva. Egli programmò un incontro
nella penisola italica sul tema dell'Arca di Noè, sotto il nome ARCAS. Una tre giorni con la presentazione di diapositive, discorsi e
spiegazioni che prese alla sprovvista Giuseppe e Karim. In quell'occasione i due
riconobbero la grande capacità organizzativa dell'amico conosciuto ad inizio
anni da Giuseppe. Il progetto ARCAS era sicuramente
intelligente e innovativo, in grado di stare al passo con i tempi. Ciò che spense
il fuoco delle buone intenzioni furono i problemi personali dell'amico di
Giuseppe e
la stagnante apatia da parte di Angelo nel voler operare in quella direzione.
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Verso la fine
di quell'anno si aggiunsero altri ostacoli. I punti di vista riguardanti la localizzazione
dell'Arca di Noè avevano assunto i contorni di un giallo. Angelo rimaneva fossilizzato
sulle sue posizioni, ovvero i crepacci paralleli. Gli altri, Karim e Giuseppe, erano per
l'ammissione delle nuove testimonianze, le quali indicavano l'Arca in tutt'altro luogo. Le
divergenze erano evidenti.
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L'inverno di quell'anno non fu foriero
di buoni consigli. Gli attriti erano
stati evidenti ed ognuno avrebbe sviluppato le sue idee che in definitiva risulteranno
più avanti a beneficio del gruppo. Giuseppe terminerà di scrivere il libro sul rapimento
avvenuto nella spedizione del 1993 mentre Angelo, conosciuto dai mass-media italiani e
non, verrà informato sulle nuove tecnologie. L'amico di Giuseppe, nella tarda primavera del 1995,
contattò Giuseppe. A quanto pare aveva risolto i suoi problemi di lavoro e si poteva di
nuovo concentrare sulla tematica arca. I due si incontrarono a Ponte Tresa e discussero
sulla possibilità di partire da soli con un ente associativo alfine di usare il materiale
a disposizione, più che sufficiente a quel momento, per produrre CD-ROM, creare un sito
Internet, vecchio pallino di Giuseppe, stampare pubblicazioni, girare un video, secondo
l'amico già realizzabile, ecc. ecc.. Giuseppe è un creativo per natura. Tutto indicava che
lui, unito alla nuova linfa ispiratrice di tipo organizzativo portata dall'amico
di Giuseppe, potessero
portare finalmente a buon fine i molti propositi. Comunque l'idea era quella di
coinvolgere tutto il gruppo e vederlo crescere unito. Quell'anno gli interessi in gioco
aumentavano vieppiù. Giuseppe si era incontrato con Marino Fabbricotti, fornitore
di immagini satellitari. l'amico di Giuseppe era rimasto entusiasta dalla lettura del libro ed era già al
lavoro per vederne la pubblicazione. Ma la spedizione di quell'anno riserverà delle
sorprese che convinceranno alcuni del gruppo che così non si può andare avanti: ci
voleva un nome! Le problematiche esistenti all'est della Turchia rendevano le autorità
sempre più reticenti, ambigue e sospettose.
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Durante quell'inverno
il lavoro dei singoli continuava sollecito. L'amico del ricercatore ticinese aveva quasi concluso con la stesura e la
correzione del libro, Angelo si stava interessando per ottenere materiale nuovo dagli
americani e Giuseppe aveva indagato a fondo sulle foto satellitari. Durante quel periodo
di attesa per la spedizione del 1996 si fece un nuovo tentativo per riavviare il discorso
già interrotto più volte: l'organizzarsi. Si trovarono l'amico di Giuseppe, Giuseppe
medesimo e Karim. Due erano
favorevoli uno contrario. L'ARCAS non riusciva a decollare. Così divisi erano
impossibilitati dal tentare di convincere Angelo.
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Dopo la spedizione del 1996,
che venne effettuata in collaborazione con l'americano Dick Bright, le divergenze
aumentarono. Secondo Giuseppe si dovevano rendere pubbliche le foto dell'Arca nella Gola
di Ahora. Infatti Karim e Giuseppe certificarono che Bright ne aveva anch'egli trovata una
che ritraeva uno spezzone dell'Arca proprio nel punto corrispondente alle fotografie
scattate nel 1993. Le parti sembravano essersi fossilizzate sulle loro posizioni. Alcuni
del gruppo avevano iniziato ad intraprendere iniziative personali senza rendere conto agli
altri e le incomprensioni aumentavano. Finalmente una buona notizia: dopo oltre tre anni
Angelo "vide" gli spezzoni dell'Arca nella gola di Ahora. Ma questo accentuò il
disagio tra i membri. Quell'anno si erano aggiunti al gruppo altre due persone: Francesco
Annunziata e Samuel Presti, fratello di Karim. Il Primo collaborava con Angelo ed aveva
sviluppato un interessante modellino dell'Ararat da usare nelle trasmissioni televisive,
il secondo aveva tradotto importanti testi da una pubblicazione in inglese concernente le
ricerche dell'Arca di Noè. Si riunirono per risolvere alcuni annosi nodi ma non ne
vennero a capo. Problemi di alcuni del gruppo arenarono il lavoro ed il libro e gli altri propositi
si non si svilupparono.
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Durante l'inverno Karim e Giuseppe
decisero di pubblicare le fotografie dei due spezzoni dell'Arca nella Gola di Ahora per
assicurarsi la garanzia di un eventuale riconoscimento futuro. Dopo le esperienze con
Bright avute l'anno prima e la situazione nella regione attorno all'Ararat si era indecisi
se intraprendere una spedizione o aspettare un anno. Angelo spingeva per la stampa di una nuova
pubblicazione da lui scritta. Gli altri riuscirono a farlo temporeggiare in attesa di
buone nuove dall'Ararat, forse definitive. Malgrado le problematiche Giuseppe decise di
partire alla volta dell'Ararat in solitaria. rinunciò dopo aver sentito l'ambasciatrice
essere risoluta a scoraggiare un'entrata in Turchia vista la procedura penale ancora in
sospeso ad Igdir. Allora Angelo si organizzò all'ultimo momento e partì alla volta
dell'Ararat ma senza riuscire a salirvi. Si propose in quell'occasione un'ulteriore, una
terza, spedizione con l'accompagnamento di una giornalista che potesse fare da ponte e da
garanzia in caso fossero sorte delle problematiche. Vi erano molte aspettative da parte
del gruppo per questa terza spedizione. Giuseppe rimase a casa e venne sostituito da
Samuel. Si pensò di produrre una videocassetta piuttosto che una nuova pubblicazione. Era
più adatta ai tempi. Ma si dovevano organizzare. E non lo erano affatto.
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Nell'autunno del 1997 la notizia
che la CIA avrebbe rilasciato delle fotografie segrete scattate a suo tempo sul Monte
Ararat da aerei spia americani che ritraevano un enorme manufatto in alto sulla montagna
rimbalzarono alla stampa. Angelo venne subissato dai giornalisti. In una riunione, alla
fine del mese di novembre, Angelo riconobbe che occorreva costituire un ente giuridico per
la ricerca dell'Arca in funzione sia organizzativa che protettrice della privacy. Venne
sommerso di telefonate tanto da non riuscire a fare più nulla e tutto ciò l'aveva
spossato parecchio. Il gruppo stese in grandi linee il progetto di una fondazione.
L'avrebbero poi sottoposto ad un fiduciario e poi nuovamente presentato a tutti i membri
per l'approvazione. L'eccitazione per le grandi prospettive che il gruppo si era prefisso
permeavano tutti i membri.
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Contrariamente alla parola data Angelo, alcune settimane dopo,
uscì con l'ardita e quanto mai disapprovata idea di stampare la pubblicazione che aveva
scritto. Non accettava più il concetto di Fondazione che avevano in grandi linee messo
nero su bianco. Il resto dei membri si dissociò dalla strada che Angelo intraprese e
lavorò per la costituzione di una fondazione in grado di tutelare il singolo.
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Francesco, Giuseppe, Karim e
Samuel si ritrovarono in diverse occasioni ed intrapresero i passi per stabilire le
priorità che andavano sviluppate ed ultimate. Nel 1998 fu contattato anche Arslan, il
quale si rese disponibile a rilasciare un'intervista e a sottoscrivere un contratto con la
fondazione per l'ottenimento dei permessi di risalita della montagna. Tutto si stava
muovendo per il meglio. Egli mise a disposizione del gruppo anche tutta la sua
documentazione fotografica. In essa vi erano delle fotografie di notevole interesse
archeologico. Inoltre buone notizie arrivarono dalla Turchia. Si poteva di nuovo salire
sulla montagna! Organizzarono una spedizione. Per una banale coincidenza ed incomprensione
furono fatti scendere da quota 4'000 metri ed a pochi passi dalla meta. Ma essi erano
decisi nella costituzione di una fondazione e poi operare tramite essa. La meta fu poi
raggiunta.
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Il
1998 ha visto il susseguirsi di altri avvenimenti
importanti e qui di seguito riassunti. Karim e Samuel
hanno lasciato il gruppo. Francesco non ha più
contattato Giuseppe e operato a beneficio della
ricerca. Perciò Giuseppe, convinto più che mai della
scoperta, ha concluso un piccolo progetto che ha
partorito sino ad ora un sito internet (attualmente il più
completo ed esaustivo) sulla scoperta dell'Arca di Noè,
oltre ad un dettagliato materiale didattico che
dovrebbe essere disponibile al pubblico nel prossimo
futuro. Nel frattempo nuove forze si sono associate al
ricercatore ticinese, portando nuova linfa al gruppo.
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Il rapporto fra i
nuovi membri del
gruppo si è sempre basato sulla reciproca fiducia. Le opinioni, le divergenze e le
intenzioni, non sono state tenute nascoste alle parti interessate. Per il bene comune ed
un significativo salto di qualità, si è optato di costituire un'associazione non a scopo
di lucro. Organo giuridico che ben ci rappresenta di fronte alle autorità ed al pubblico
e ritenuto basilare alfine di permeare le varie personalità all'interno del gruppo ed
evitare nuove divisioni.
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RAPPORTI
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