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L'alpinista Ermano
Fattalini, tornato a casa dalla emozionante spedizione, ha dichiarato a
mente fredda: "Devo premettere che non sono solito a facili
entusiasmi, eppure mentre ci avvicinavamo a quei crepacci, non potevo
negare a me stesso un'insolita stranezza in essi. Non solo viaggiavano
perfettamente paralleli in direzione del precipizio, ma le seraccate
circostanti erano completamente trasversali. In 22 anni di attività
alpinistica sono capitato infinite volte sui ghiacciai, ma mai avevo visto
qualcosa di simile."
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1989: è da qualche anno che Angelo Palego (foto 1)
è alla ricerca dell'Arca di Noè. Prima in solitaria, poi accompagnato
da alpinisti di grido. Nell'anno sopraccitato si trova in compagnia di un amico speciale,
Ermano Fattalini, forte scalatore del blocco alpino del Monte Rosa. Angelo
Palego ha sino ad oggi effettuato una quindicina di spedizioni sul Monte
Ararat e solo in poche d'esse è riuscito a raggiungere la calotta di
ghiaccio. I fattori che condizionano le spedizioni sono conosciuti dai
ricercatori.
I due sono decisi a raggiungere la gola di
Ahora. Angelo vuole far luce sullo spuntone che aveva fotografato e
filmato nel 1985 (foto 2), proprio al di sopra della gola, sul lato ovest
della stessa, in prossimità dell'Inverted Heart. Infatti le testimonianze
danno l'Arca in prossimità di un precipizio.
Onde evitare fastidiosi fermi e controlli
militari sul versante nord, decidono di appoggiarsi ai curdi di un
villaggetto del versante ovest, già collaudato l'anno precedente. L'azione ha successo. Nella faticosissima
ascesa Angelo ed Ermano arrivano fin sotto la cima ovest dell'Ararat, a
4'800 metri di quota. Alla loro destra scorgono due crepacci paralleli nel
senso di marcia del ghiacciaio (foto 3, 4), in prossimità del precipizio.
Questi crepacci si trovano un 3-400 metri più in basso rispetto a dove si
trovano i due. Li raggiungono.
Vi camminano sopra nel tentativo esplicito di misurarli. Le misure
sembrano essere quelle della favolosa Arca di Noè. In prossimità del
precipizio i crepacci sono aperti, ma non abbastanza per vedere cosa
nascondono o per calarsi per un sopraluogo. Vengono scattate fotografie.
Immaginando di essere sopra la gola di Ahora
mettono assieme il puzzle. Se tanto da tanto...Navarra ha trovato il pezzo
di fondo dell'Arca nel braccio laterale destro del ghiacciaio, che si
trova altri 3-400 metri più in basso rispetto ai "crepacci paralleli",
sulla destra della gola. E così tornano a casa soddisfatti dell'impresa.
Anni dopo un
confronto di 2 immagini convincono Palego
che del pulviscolo svolazzava sopra il
ghiacciaio. Nell'affiancamento di due foto (foto 5), scattate
a distanza di pochi minuti, sembra esserci del materiale
estraneo in movimento. Non essendosi
accorti di alcunché non è stato portato a valle un campione della
sostanza poter essere esaminato. Rimangono i dubbi circa
la natura di questo dettaglio.
Altre spedizioni si susseguono ma
non s'ottengono
altri risultati. Anzi, con
il passare degli anni, una coltre di ghiaccio sempre maggiore si è
accumulata sopra, coprendoli (foto 6, scattata nel 1996
da Rezzonico).
Di recente Palego
ipotizzava che solo un
terremoto locale potrebbe far cadere il lastrone di ghiaccio che li
ricopre e rendere visibile ciò che nascondono.
La posizione dei "crepacci paralleli"
scoperta da Palego,
sul versante ovest, è:
Pubblicazioni:
Angelo
Palego, Ho camminato sopra l'Arca di Noè, 1990, ed. Nuovi Autori
Angelo
Palego, Come ho trovato l'Arca di Noè, 1999, ed. Mediterranee
Sito
Web:
www.noahsark.it
Un'analisi
più attenta della scoperta la troverete alla pagina
Crepacci
Paralleli.
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Foto 1

Foto 2

Foto 3
Foto 4
Foto 5
Foto 6 |