RAPPORT0 2006

 

Componenti

 

F.B. - F.G. - E.W. - G.R.

 

Scopo

 

1) Via terra raggiungere il villaggetto dove abita la nostra guida ora in possesso di un permesso con tanto di bollo ufficiale per la risalita sulla montagna (chiaramente da verificare).

2) Un contatto precedente con il ricercatore americano Bright in modo da coordinare una ricerca possibilmente abbinata.

3) Porre il campo base nella zona ovest della montagna ma decisamente più in alto della volta precedente, al riparo dall’invasione delle greggi di pecore e altro e tenere la guida in quota.

4) Risalire il costone a lato della valletta dove si era posto il campo nel 1991 e raggiungere il ghiacciaio, traversarlo in direzione nord ed arrivare all’Inverted Heart, perpendicolare sopra la Gola di Ahora. Posizione perfetta per documentare con il sole alle spalle durante le ore pomeridiane, anche in mattinata ottima visibilità.

5) Salire in quota solo a colpo sicuro, con il tempo estremamente favorevole, in modo da non disperdere le energie ed avere una documentazione tale da poter usare per un montaggio di un Dvd da porre nelle mani del pubblico.

6) Una volta raggiunto l’obiettivo non occorre altro. Le possibilità che l’Arca sia allo scoperto o meno ne determineranno le diverse possibili opzioni che potrebbero seguire.

7) Se non dovesse essere possibile salire in quota per diverse ragioni non rimane altro che effettuare la lunga escursione verso il Camel Back e scattare riprese in primo piano di tutta la Gola di Ahora in modo da avere un confronto a distanza di 5 anni con le ultime riprese che il gruppo ha nelle mani. Molte potrebbero essere le novità.

8) Rimanere in quota sino a conclusione del lavoro prefissato.

 

Risultati

 

1) Giuseppe, il veterano del gruppo viene puntualmente respinto a tre riprese e tacciato di soggetto pericoloso e terrorista… Il lavoro di coordinamento continua dal confine greco, nella cittadina di Alexandroupolis, dove centri Internet sono aperti 24 ore su 24.

2) Il gruppo continua intrepido a piedi e tramite autobus in direzione dell’Ararat.

3) All’Ararat succede il dramma: muoiono sulla via turistica 2 alpinisti italiani. Terribile temporale in quota e buttati come fuscelli a destra e manca. Si decide di non incontrare il ricercatore americano bloccato in città a causa della tragedia e della mancanza del pick-up. Contatti si sarebbero tenuti una volta al giorno verso le 16.00 di ogni dì.

4) Il gruppo raggiunge il contatto e sale deciso lungo i fianchi della montagna, guadagnando in un giorno il campo base. La guida rimane dislocata al campo. Occorre sottolineare la professionalità e l’amicizia che ormai lega i ricercatori e l’uomo Ahmet.

5) Giornate strabilianti di bel tempo accompagnano l’ascesa e la permanenza del gruppo durante tutto il soggiorno in quota. Da anni non si assisteva a condizioni meteorologiche così favorevoli.

6) I membri del gruppo optano per attaccare subito il giorno seguente la montagna inerpicandosi su per la valletta a lato del ghiacciaio Parrot e seguendo la sicura cresta alla sua destra, guardando verso la montagna. Giovanna e Fabrizio raggiungono la zona dei “crepacci paralleli”. Un contatto telefonico con Giuseppe li rassicura sul percorso da seguire una volta arrivati di fronte al ghiaccio eterno. Indicazioni interpretate erroneamente fanno pensare di essere di fronte proprio sotto i “crepacci paralleli”, misurati nella larghezza di 15 passi. Ma di incomprensione si tratta. Comunque dall’analisi della videocassetta della zona dove il ricercatore trecatese indica trovarsi l’Arca non emerge nulla. È completamente chiusa del ghiaccio e nessun legname è presente nella sua parte frontale.

7) Giovanna si sente spossata e senza forze e paga il giorno di non riposo. Inoltre non si sente sicura di salire sopra la calotta di ghiaccio in compagnia di un disorientato Fabrizio, peraltro pienamente in forma fisica. A 20 metri dall’inizio del percorso facile in totale pianura si decide di scendere a valle.

8) Viste le condizioni estremamente favorevoli del tempo, bello e mite, si decide di partire il giorno seguente direttamente per il Camel Back. Mossa azzardata che però si dimostra pagante. La giornata è perfetta. Solo a tratti le nuvole coprono il sole.

9) Ester è afflitta da dissenteria e non ha forze per fare quello che sicuramente è nelle sue possibilità. Forzatamente debilitata desiste poco oltre il lago di Kop e ritorna al campo base, rimanendo in attesa con Ahmet del ritorno dei due compagni.

10) Fabrizio è determinato ed incoraggia a più riprese Giovanna ad arrivare al Camel Back. Il lavoro di marcamento dei punti tramite GPS viene eseguito.

11) Una volta raggiunto il sito si accorgono che occorrono ancora 200 metri per poter vedere la Gola. È un balcone sul canyon più debilitante dell’Europa. Luogo impagabile da dove documentare. Giovanna, responsabile delle riprese, incarica Fabrizio di filmare. Mentre lei, in assenza di Ester responsabile della fotografia, s’incarica di fotografare tutta la Gola di Ahora. L’errore si rivela pesante. Fabrizio senza nulla chiedere filma decisamente in modo dilettantistico. 10 minuti di nessuna utilità per un montaggio video. Giovanna, preoccupatissima di eseguire al meglio ogni fotografia, si dimentica di selezionare i rullini da 100 Asa e consuma principalmente quelli da 200 e 400. Il risultato sono fotografie piatte, anche se in primo piano. Nulla di grave anche perché la struttura principale non è allo scoperto.

12) Da una prima analisi pare che alcune travi siano visibili e qualche angolo geometrico pare nasconda sotto di sé la struttura. Un confronto con altri anni potrà dire di più. Il ghiacciaio ha fatto movimento dopo la curva a sinistra che è costretto ad effettuare per uscire dalla gola. Questo movimento ha messo a nudo una parte interessante del ghiacciaio. Occorrono gli ingrandimenti.

13) Un bilancio definitivo dev’essere ancora stilato. La spedizione è ampiamente riuscita e l’obiettivo di documentare la zona nord della montagna è stato raggiunto. Non si avevano altri obiettivi per quest’anno. Parrot e zona ovest sono stati lasciati parzialmente a “riposo” in modo da dedicare completa attenzione alla Gola di Ahora, che mancava sotto la lente d’ingrandimento da ormai un quinquennio.

 

 

Sito Web: http://web.ticino.com/arcas

Aggiornato il: 05-12-05 11.55 +0100

Problemi riscontrati all'interno del portale: arcasweb@tiomail.ch

Domande al responsabile Arcas: arcasgroup@bluewin.ch

Copyright © 1994-2005 ARCAS (Ararat Research Center for Archaeological Studies). Tutti i diritti riservati.