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ZONA A
I continui tentativi fatti per stabilire cosa
c'è sotto la coltre di ghiaccio nella zona in questione non lasciano spazio
ad alcuna manovra.
Negli ultimi anni, benché vi sia stato un continuo assottigliarsi del ghiacciaio, nulla è
venuto allo scoperto. Si terrà comunque d'occhio la zona A,
ben identificabile già dal piano.
ZONA B
Le mutate condizioni climatiche mondiali,
ed anche locali, suggeriscono l'idea che annualmente l'Arca possa venire allo scoperto per un breve periodo
dell'anno, corrispondente alla fine dell'estate. Bisogna verificare sul
posto quali condizioni si troveranno di anno in anno nella zona nord
della montagna.
Nell'immediato
passato abbiamo giustamente
girato in lungo ed in largo i versanti superiori dell'Ararat onde accertarci di ogni
appiglio che potesse avere a che fare con un sentore di Arca di Noè sulla base di elementi
fotografici ricavati dalle spedizioni precedenti o su indicazioni ricevute da
parte di testimoni oculari
affidabili.
Ora, stabilita l'ubicazione dell'Arca di Noè sul monte Ararat grazie
ad una documentazione fotografica unica, è volontà del gruppo
concentrare le ricerche e gli sforzi in modo mirato.
Perciò i nostri progetti futuri sono ben delineati e si possono sintetizzare come
segue:
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Formare l'ennesima spedizione composta di individui
disposti al sacrificio e convinti dell'importanza che l'impresa ricopre dal profilo sia umano che
scientifico.
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Raggiungere il luogo 6 nel periodo più propizio dell'anno alfine di usufruire del
massimo scioglimento dei ghiacci sull'Ararat, garanzia questa di
successo.
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Entrare nell'Arca e documentare il tutto in modo professionale.
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Se possibile, e sembra che non vi sia pensiero umano irraggiungibile in tal senso, la
spedizione dovrebbe avvenire "live" via satellite con collegamenti
ricorrenti dall'Ararat.
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Nell'ultimo periodo Arcas ha intensificato i contatti con persone
altolocate del governo turco. Una strada mai tentata e che potrebbe dare
i suoi frutti a breve termine.
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