Daniela Avilés-Nani

Una vita da ragazza, donna e mamma

Da Monte Carasso a Serocca d'Agno
 

Foto di Daniela Nani

Con passione e concretezza sviluppiamo insieme le nostre idee!


Biografia e Profilo
 

Chi è Daniela Avilés-Nani

Autobiografia (articolo per La Clessidra, organo del Movimento giovanile PPD di Monte Carasso)

La scelta della professione

La vita quotidiana tra famiglia, scuola e impegno civile


Alcuni dati biografici

Figlia del compianto Luciano Nani e di Alma, sorella di Tiziana e Francesco, Daniela è nata il 17 dicembre 1951 e cresciuta a Monte Carasso, suo Comune di attinenza. Vi ha frequentato le scuole materna ed elementare. Dopo il ginnasio e il liceo ha conseguito la maturità di tipo A. Presso l'Università di Friborgo ha ottenuto la licenza in Lettere. Insegna latino alla scuola media di Giubiasco. Sposata con Alejandro, di origine messicana, e madre di Domingo, Gregorio, Martino e Raissa Maria. Da tredici anni vive ad Agno, dov'è domiciliata. Membro del Consiglio Comunale del Borgo e di tre commissioni (gestione, traffico e smaltimento rifiuti), co-fondatrice e presidente dell‘Associazione Attiva La Girora.

 


Daniela Avilés-Nani a passeggio nell'Alto Malcantone

Autobiografia

(articolo apparso ne La Clessidra del 24 marzo 1999)

Non mi risulta facile, cari concittadini di Monte Carasso, scrivere sui legami con il mio villaggio natale perché essi sono rimasti molto stretti e li porto dentro di me. Sapete quanto siano forti anche in mio marito Alejandro - che, pensate, è stato tra i primi stranieri a chiedere di diventare patrizio! - e nei nostri figli che a Monte Carasso si sentono a casa. Indimenticabili per loro, oltre alle giornate con i nonni, i giochi, i lunghi soggiorni estivi in Mornera, le salite in teleferica, le passeggiate in Albagno, in valle o a san Bernardo. I legami vivono grazie ancora alla partecipazione a numerose manifestazioni e a momenti del vivere quotidiano e ai contatti frequenti con tante persone. In modo particolare con gli allievi e i colleghi del paese che incontro a scuola e con cui condivido la mia attività professionale.

Di Monte Carasso mi sono presenti soprattutto le cose belle: la mia infanzia e adolescenza, le amicizie, le bellezze naturali, artistiche e storiche. Ho grande stima per l'attenzione che la cittadinanza, le autorità e alcune associazioni hanno dedicato e dedicano al ripristino e alla conservazione delle nostre ricchezze culturali e paesaggistiche: il Convento, la valorizzazione dei monti e della collina alta ne sono esempi eloquenti. Tutto ciò costituisce un buon esempio di partecipazione attiva degli abitanti che va sostenuta anche dallo Stato.

In un mondo dove gli interessi materiali sono spesso anteposti ai veri valori, è sempre più vitale per ogni individuo avere dei punti di riferimento che vadano al cuore: salvaguardiamo perciò con tenacia il nostro prezioso patrimonio culturale! Così permettiamo alle nuove generazioni di ancorarsi ai valori duraturi da esso trasmessi. I giovani si abitueranno a sentirsi a proprio agio in questi ambienti e in questi luoghi, punti di riferimento della loro aggregazione sociale, e bisogna fare in modo che nessuno ne sia escluso... La conoscenza della nostra storia, letta dal vivo e non solo imparata sui libri, entra attraverso lo sguardo nel profondo della nostra mente. Anche nel domani, ovunque ci potremo trovare, vi attingeremo gli agganci con le nostre radici, con il nostro vissuto.

Queste sono caratteristiche del nostro paese da mantenere e difendere dalle globalizzazioni e vanno quindi sostenute attivamente nel parlamento cantonale. Perciò ringrazio i responsabili di Clessidra che, nell'occasione della mia candidatura al Gran Consiglio per le elezioni del 18 aprile, mi hanno offerto la possibilità di formulare questi brevi pensieri, permettendomi di onorare e tenere viva la memoria di mio padre.

Daniela Avilés-Nani


Daniela Avilés-Nani, docente
La scelta della professione, per me

Sin da ragazzina avevo in mente di dedicarmi all’insegnamento. Forse perché ho sempre amato il contatto con le persone: questa predisposizione unita ai miei interessi per lo studio delle lettere mi ha effettivamente condotto a questa professione. I miei genitori mi hanno sempre incoraggiata, mostrando in ciò un’apertura mentale non diffusa in quegli anni in un ambiente di villaggio (Monte-Carasso), dove noi ragazze cominciavamo sì a pensare ad una scolarizzazione più ampia, ma non necessariamente a frequentare le scuole superiori. Io ho potuto iscrivermi al liceo (c’era solo quello di Lugano!) e all’università

Da parte mia ho potuto realizzare l'aspirazione agli studi e, alla loro conclusione, ho iniziato ad insegnare al ginnasio e in seguito alla scuola media. Amo tuttora la mia professione e la svolgo con passione.

Se è vero infatti – come si dice – che al giorno d’oggi insegnare è difficile (e lo è davvero!), è altrettanto vero che la sfida è valida e pagante: i ragazzi, i giovani saranno i cittadini di domani. È necessario e imprescindibile investire molte energie nella loro educazione e nella loro formazione. Questo è il compito delle famiglie e della scuola, ma anche dell’intera società civile.

 


Daniela Avilés-Nani nell'orto
La vita quotidiana tra famiglia, scuola e impegno civile

Famiglia

Con Alejandro abbiamo avuto la fortuna di poter avere quattro figli: Domingo, Gregorio, Martino e Raissa. Abbiamo sempre cercato di vivere in modo dinamico, portando all'interno della famiglia le speranze e anche le problematiche che ci coinvolgono, sia per la vicinanza fisica, sia per interesse.

Il concetto di famiglia si è oggi allargato: famiglie monoparentali e ricostituite, famiglie affidatarie. Tutte quante famiglie "di fatto" e, bisogna ribadirlo, di "diritto". Occorre quindi lottare perché ai genitori vengano riconosciuti non solo gli obblighi ma anche i diritti e gli aiuti per svolgere la propria funzione. La società si aspetta tanto dalle famiglie, ma dà loro i mezzi?

Ho fatto l'esperienza di occuparmi da sola di casa, marito e quattro figli piccoli, cosa che devono fare la stragrande maggioranza delle mamme. Devo dire che le soddisfazioni personali avute in questo ruolo non me le toglierà mai nessuno. Tuttavia, vedo con preoccupazione che ancora dopo anni di lotta, la donna di casa non è valutata appieno per il suo compito. "Essere donna di casa è un'arte", si dice. Eppure è scarso il riconoscimento che la nostra società dà per il lavoro in famiglia.

Che cos'è per me la parità

La parità è per me il fatto che ciascun membro della famiglia possa delineare il suo ruolo all'interno, di pari passo con quello all'esterno.

L’ambiente che ci circonda e tutto il creato

E’ possibile avere una società sana in un ambiente degradato?

Oppure, è la società degradata che produce un ambiente degradato?

Sin da bambina ho vissuto su una strada cantonale. Ho visto aumentare il traffico di anno in anno. Mi sono resa conto che esso peggiora la qualità di vita: rende tesi, nervosi, costituisce un pericolo, per vecchi e bambini in modo particolare.

Quando sono nati i miei figli, la mia sensibilità a questo fenomeno è aumentata. Logico: quando i problemi si vivono sulla propria pelle si capiscono meglio e si è ancor più stimolati a trovare una soluzione.

Sta di fatto che l'impegno in prima persona è essenziale: l'attenzione alle piccole cose, ai compiti quotidiani (la cura dei figli, la casa, l'orto) sono tutte cose che vanno praticate e, a tempo debito, trasmesse ai figli... e ai mariti!

Ecco un altro aspetto della parità: i mariti sono bravi, nelle loro cose; noi nelle nostre. Ma un interscambio è sempre possibile, nevvero?



Foto della candidata Daniela Avilés-Nani
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Elezioni cantonali 1999
Daniela Avilés-Nani, candidata No. 44
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