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En esta página iremos poniendo diferentes citaciones de poemas y obras del Profe hechas por otros colegas suyos.
Por el momento ahí va ésta de un poeta suizo del Ticino, Fernando Grignola:
Ma la poesia va ben oltre tutto ciò!
"La poesía es la recreación escrita de las emociones humanas. Considerada el más refinado de los géneros literarios, la poesía es una especie de reflexión emotiva, a veces individual y a veces memoria de un pueblo, acerca de las vivencias que el poeta considera dignas de preservarse; es asimismo una experiencia estética, una osada incursión en el lenguaje, y una especie de exorcismo del alma, mediante el qual los sentimientos afloran y dejan salir todo lo que el poeta lleva dentro de sí: amor, celos, deseos, temores, gozo". (v. Nota').
' "La poesia è la ricreazione scritta delle emozioni umane. Considerata il più raffinato dei generi letterari, la poesia è una specie di riflessione emotiva, a volte individuale e a volte memoria di un popolo, vicino alle vicende che il poeta considera degne di preservare; come pure una esperienza estetica, una ardita incursione nel linguaggio, e una specie di esorcismo dell'anima, mediante il quale i sentimenti affiorano e lasciano salire tutto quello che il poeta porta dentro di sé: amore, passioni e ardori, desideri, timori e paure, gioie e allegria". (Libera traduzione dell'estensore di questa prefazione). In: Acerca de la poesia, introduzione all'antologia En torno a claros días dell'importante poeta messicano vivente Alejandro Avilés, nato nel 1915, maestro, periodista (Excé1sior y El Universali y escritor, direttore della Scuola di giornalismo "Carlos Septién García", già direttore de La Nacíon, e conduttore del programma Poetas de México, su Canal H. Oltre ai familiari in Messico, il figlio Alejandro - alla cui consorte debbo la preziosa selezione dei libri originali - abita ad Agno. (En torno a claros días, Edizioni Instituto de Seguridad y Services Sociales de los Trabajadores del Estado, 06030 Mexico, 2000).
La nuova raccolta, è suddivisa in due sezioni, Aria da cà, e Al nòss vödamm; e già i due titoli sono indicativi dei rispettivi contenuti. Nella prima, Aria da cà, il filo conduttore è la memoria; del topos e della gens giubiaschesi. S'intrecciano passato e presente, evocazioni, luoghi e personaggi, umori, profumi, spacchi di paese e commozioni, affetti, nel ricordo o nella contemporaneità del quotidiano vissuto o da vivere. Tuttavia Lavelli è attento a che il ricupero memoriale non assuma mai la dimensione della pura nostalgia, ma che liricamente possa diventare il suo paesaggio dell'anima. E cito ancora versi di Alejandro Avilés (cfr. nota') da De don del viento (1979) che suggellano idealmente le mie convinzioni a proposito di infanzia memorabile per un poeta: "¿Cuál la celebración de aquella infancia? /Tú apenas la recuerdas. /Yo entre sombras la tengo sepultada."
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Estratto dalla Prefazione di Fernando Grignola al libro di Gian Paolo Lavelli: Da saa e da zücar, Poesie in dialetto di Giubiasco dei nostri giorni, Edizioni ADV Publishing House.
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