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Gianfranco Beltrami

Nato a Milano ha svolto per anni l'attività
di architetto, sino al 1977 quando una crisi lo ha dirottato verso la pittura.
Una crisi autentica, una crisi spirituale articolata e complessa in cui
si poneva quelle domande di fondo che ogni uomo dovrebbe, ad un certo punto
della vita, porsi. Ma l'abbandono dell'architettura per la pittura fu condotto
con estrema serietà, nel senso che Beltrami andò a cercarsi
maestri di valore indiscutibile e tra questi
Pietro
Annigoni.
Nella sua innata predisposizione per l'arte,
Gianfranco predilige il quadro esoterico attraverso il quale riesce ad
esprimere tutti i suoi segreti, trasmettendo ad ognuno una sensazione diversa.
Questo artista è in grado di esprimere
una tradizione pittorica dei maestri di altri tempi, di gestire colori
a tempera, oli, pastelli, carboncino, matita, penna e china con la padronanza
di colui che, quando prende in mano il mezzo per esprimere ciò che
ha dentro, sa come trattarlo e come ottenere quanto desiderato.
I risultati si vedono in splendidi
ritratti
e
olii,
cavalli a
pastello
in sfrenato movimento,
grafiche
di una delicatezza di linee quasi irreale, copie d'autore da far
invidia all'autore stesso,
acquarelli
che rivelano una magistrale sapienza nel disegno, una capacità da
maestro antico. Una mano che obbedisce ad un occhio che vede con decisione
e bene, che sa tradurre autentiche emozioni. Non da ultimi affascinano
i suoi meravigliosi "
trompe
l'oeil", un'antichissima forma di
decorazione utilizzata dai greci e dai romani che identifica una tecnica
pittorica che imita il reale tanto da poter eliminare una parete esistente
e farla diventare un giardino, un terrazzo, una vista sul mare….
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