La
brocca
Il
maestro Pai-chang voleva scegliere un monaco cui affidare l'incarico di aprire
un nuovo monastero. Convocò i suoi discepoli, pose una brocca sul pavimento
e disse loro: "Sceglierò chi saprà descrivere questa brocca senza nominarla".
"È un vaso di forma rotondeggiante, con un manico e un becco" rispose il più
colto dei suoi allievi. "È un recipiente di colore grigio e serve per contenere
acqua o altri liquidi" disse un altro. "Non è uno zoccolo" intervenne un terzo
più spiritosamente. Gli altri monaci non dissero nulla, perché erano convinti
di non poter escogitare definizioni migliori. "Non c'è nessun altro?" domandò
il maestro. Allora si alzò Kuei-shan, che nel monastero era un semplice inserviente.
Egli prese la brocca in mano e la mostò a tutti senza dire nulla. Pai-chang
dichiarò: "Kuei-shan sarà l'abate del nuovo monastero".
Commento: Il nome
- la parola, la definizione - indica la cosa ma non è la cosa. Non bisogna
mai confondere il piano dei concetti - il livello mentale - con il piano della
realtà. Nessuna descrizione della brocca potrà mai sostituirsi alla brocca
stessa. Quale sarà dunque la natura ultima delle cose? Certamente, (non) quella
definibile con parole o con idee. Nella meditazione Zen, ci si rapporta alle
cose senza il velo delle parole e dei pensieri: si cerca di scoprire la realtà
al di là della mente condizionata.