Senza
parole
Un
sacerdote incontrò un giorno un maestro zen e, volendo metterlo in imbarazzo,
gli domandò: "Senza parole e senza silenzio, sai dirmi che cos'è la realtà?"
Il maestro gli diede un pugno in faccia.
Commento: Non si tratta di un
atto di aggressione, ma della risposta che il sacerdote aveva chiesto. quando,
escludendo il linguaggio verbale e anche quello del silenzio, la realtà è
affidata ai fatti. Quel pugno aveva dato all'interlocutore il (senso vivo
e diretto) delle cose. Tutti abbiamo bisogno di ricevere ogni tanto uno scossone.
Non sempre i risvegli sono piacevoli. Accettiamo quelli più dolorosi come
tentativi traumatici della vita di destarci dal sonno. E, se vogliamo evitare
o attutire questi traumi, invece di aspettare con paura i colpi della sorte,
viviamo con consapevolezza. La consapevolezza ci permette di essere all'altezza
delle situazioni, di essere presenti. Ed è la Via del risveglio.