Bollettino informativo del CUSI - Gennaio, Febbraio, Marzo 2001

EDITORIALE

Carissimi amici

Dopo le esperienze colte al 9° Simposio Mondiale sugli UFO tenuto dal 16 al 18 marzo ’01, eccomi a voi con alcune riflessioni. Il nostro centro cerca, come sicuramente saprete, di fare del suo meglio per l’informazione ufologica ed abbiamo avuto modo di esporre a San Marino ad un pubblico attento le nostre opinioni per quanto riguarda l’ufologia in Ticino, che comunque, anche se riscontra spazi più ampi di comprensione tra la popolazione, non ha ancora raggiunto la considerazione che meriterebbe. Soprattutto desidererei vedere il giorno, in cui in televisione ci verrà dato il giusto spazio d’informazione per una tematica così importante come la nostra, che non sia un ritaglio di tempo tra canzonette e tombole televisive. Ringrazio la TSI per averci invitati a programmi come "compagnia bella" o "100% in compagnia", ma credo francamente che meritiamo di più. A San Marino si sono esposti studiosi ed accademici di tutto il mondo per sostenere questa importante realtà, tra cui il fisico e consulente del CNR (Centro Nazionale di Ricerca) Massimo Teodorani, il fisico olandese Eltjo Haselhoff, confermando l’autenticità dei pittogrammi, Nike Pope, referente sulla questione ufologica presso il Ministero della Difesa britannico, che ha sottolineato l’ufficialità, l’attualità e la concretezza dei fenomeni ufo. Molti altri referenti come Javier Sierra, giornalista spagnolo, Antonio Huneeus, responsabile del MUFON e giornalista cileno, Boris Shurinov, ufologo e ricercatore russo, Gildas Bourdais, scrittore ed ufologo francese, Richard Boylan, psicologo americano, Paola Harris, giornalista italo-americana e molti altri hanno evidenziato l’importanza della ricerca ufologica ed di un’adeguata informazione che va tutta a nostro favore, poiché riguarda il nostro presente e soprattutto la nostra futura evoluzione. Ospiti d’onore indubbiamente il prof. Frank Drake, responsabile del progetto statunitense SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence), proggetto finalizzato alla ricerca di vita intelligente nello spazio tramite trasmissione di onde radio captate da giganteschi radiotelescopi (ricordate il film "Contact" con Jodie Foster) e Carlos Diaz, fotografo e contattista messicano, il caso di contattismo più trasparente nel mondo ufologico, di cui vi faremo vedere i filmati che ha presentato a San Marino mostranado le stupende navi di luce multidimensionali, con cui lui è in contatto da ben 20 anni, durante la nostra prossima conferenza che terremo il 4 di maggio ’01, ore 20.30 nell’Aula Magna della STS di Canobbio. Sarete in ogni caso meglio informati su questa manifestazione.

Nulla di nuovo per quanto concerne la presenza del CSU locarnese, che ad un convegno mondiale sull’ufologia ha mostrato l’elenco dei propri soci, in parte portati via dal CUSI al momento della formazione del loro centro, come sappiamo. In un contatto interpersonale dove si percepisce nettamente la loro presa di posizione di rivalità nei nostri confronti, non sono stati realizzati colloqui costruttivi. Fa niente, noi continueremo, come sempre, facendo il nostro lavoro. Vi saluto con molta amicizia, sperando di rivederci tutti a Canobbio.

Vostra amica e presidente, Candida.

 

Alla realizzazione di questo numero hanno contribuito con articoli,

Candida Mammoliti Presidente del CUSI
Alfredo Lissoni del CUN che ci ha concesso alcuni suoi articoli publicati in rete
Roberto Pinotti Presidente del CUN
Dario Mammoliti Socio CUSI
Roberto Doz Analisi Filmato
Maurizio Beccarini Socio CUSI per l’impaginazione


Psicoanalisi e contatto cosmico
di Candida Mammoliti

"Non so quanto ognuno di voi sappia sulla psicoanalisi dalle letture o per sentito dire. Sono comunque obbligato a rendere noto, che essa rappresenta un cammino irto di difficoltà e di affermazioni sgradevoli che urtano contro pregiudizi intellettuali ed estetico-morali".

Inizia così una delle numerose relazioni di Sigmund Freud, colui che è considerato a tutt'oggi il padre della psicoanalisi, presentata ad un pubblico accademico nell'Università di Vienna all'inizio di questo secolo. "La prima di queste sgradevoli affermazioni della psicoanalisi", continua Freud, "è che i processi psichici sono di per sé inconsci e che di tutta la vita psichica sono consce soltanto alcune parti e alcune azioni singole. Tenete presente che, al contrario, noi siamo abituati ad identificare lo psichico con il cosciente. La coscienza è da noi ritenuta addirittura la caratteristica che definisce lo psichico, la psicologia la dottrina dei contenuti della coscienza. Questa equiparazione ci sembra talmente ovvia, che crediamo di avvertire come palese controsenso ogni sua contestazione. Tuttavia la psicoanalisi non può fare a meno che sollevare questa contestazione, né può accettare l'identità di cosciente con psichico, bensì deve sostenere che esiste un pensiero incon- scio e un volere di cui si è inconsapevoli." Sigmund Freud, nato il 6 maggio 1856 a Freiberg, in Moravia, uno dei più insigni studiosi dell'animo umano, era abituato a giocarsi la simpatia di tutti gli amici della sobrietà scientifica del suo tempo. I suoi studi e le sue teorie innovative pubblicate in numerosi saggi hanno voluto scuotere le fondamenta di una civiltà sostanzialmente moralista e pervasa da condizionamenti etico-religiosi. Freud suddivide l'interiorità individuale in una parte psichica, fondamentalmente inconscia, che definisce "il cieco ES", nell'IO, ovvero parte razionale e cosciente, espressione dello stato evolutivo dell'individuo e nell' "SUPER-IO", che significa letteralmente "ciò che è al di sopra dell'Io", inteso come rigida strutturazione sociale, le norme e le leggi che regolano la vita degli uomini. L'Io si troverebbe dunque teso tra gli impulsi psichici inconsapevoli e le regole di adattamento alla società in cui vive. Carl Gustav Jung, nato il 26 luglio 1875 a Kesswil, nel cantone svizzero di Turgovia, medico e psicologo dalle conoscenze enciclopediche, si spinse oltre le teorie freudiane, sostenendo l'esistenza dell'inconscio collettivo, una "zona transpersonale" situata nelle profondità del nostro essere, scenario inesplorato, luogo di manifestazione dei fenomeni "dell'anima dei popoli", una sorta di "piazza" dove ci siamo noi con la nostra individualità e dove evidentemente ci sono anche "altri" o quantomeno i loro influssi. Oltre all'inconscio collettivo, Jung studiò molti altri aspetti dell'indole umana con tutte le sua caratteristiche, osservandone attentamente le sue interrelazioni con l'ambiente circostante, inteso come vicino, immediato, etnico-sociale, universale. Di particolare importanza ritengo siano state le sue ricerche riferite all'energetica psichica, su cui intendo soffermarmi. Jung sostiene che sia stato dibattuto a lungo il problema se l'evento psichico possa o no essere sottoposto anch'esso a una concezione energetica. Non esiste a priori nessun motivo per cui ciò non dovrebbe essere possibile, poichè non vi sono ragioni di distinguere l'evento psichico dai dati obiettivi dell'esperienza, dal momento che anche ciò che è psichico può essere a sua volta oggetto d'esperienza. Il concetto di energia psichica è da un punto di vista scientifico altrettanto legittimo quanto quello di energia fisica e l'energia psichica ha le stesse misure quantitative e le stesse diverse forme dell'energia fisica. Inoltre egli dichiara di essere persuaso che l'energia psichica sia intimamente connessa con il processo fisico, benché al momento attuale non siamo a perfetta conoscenza come ciò avvenga. La relazione psicofisica è, a suo parere, un problema che un giorno sarà risolto. Intanto però, la psicologia non deve lasciarsi arrestare da questa difficoltà, ma può considerare la psiche come un sistema relativamente chiuso che merita essere trattato come un fenomeno in sé e non come epifenomeno della chimica organica del nostro corpo.Possiamo quindi affermare quanto segue:

  1. Le energie psichiche sono quantità e grandezze analoghe alle energie fisiche.
  2. Esse sono reciprocamente trasformabili l'una nell'altra, in quanto forme diverse del lavoro psichico e della potenzialità psichica.
  3. Possono ugualmente essere trasformate in energie fisiche e viceversa grazie all'intervento dei processi fisiologici.

Le energie psichiche non sono quindi da ritenere un epifenomeno biologico, bensì un sistema relativamente chiuso. Ma dove potremmo ubicarlo? Molte culture antiche ammettevano l'esistenza di un altro corpo oltre al nostro corpo fisico. Possiamo definirlo un doppio energetico avente le stessi forme di quello fisico. In Egitto era noto come ka, i Greci lo conoscevano come eidolon, i Romani come larva, mentre nel Tibet ancor oggi è chiamato il corpo bardo. In Germania era ed è denominato energetischer Doppelgänger, oppure Astralkörper, in Norvegia è il fylia, gli antichi britannici gli davano vari nomi: fetch, waft, task e fye. Per i cinesi è il thankie, per gli indù il pranamayakosha. Il doppio energetico, o semplicemente il corpo astrale, è a sua volta formato da diversi corpi sottili e composto da diverse "sostanze". I fenomeni astrali sono da anni oggetto di intenso studio presso la Society of Psichical Research a Londra. Uno dei maggiori studiosi in questo campo è l'inglese Robert Crookall, biologo e geologo, che ha aggiunto una gran mole di dati alle già esistenti conoscenze in questo indubbiamente difficile settore. In base alle sue ricerche egli evidenzia una componente semifisica del corpo astrale, costituita da ectoplasma, o da ciò che egli chiama "la parte ultra-gassosa ed elettromagnetica dell'intero corpo fisico". Vi è anche la prova che il doppio energetico è fondamentalmente di natura elettrica, la cui funzione è interconnessa con quella degli elettroni; ma non solo, tutti i campi elettrodinamici che tengono insieme il nostro organismo sono in interrelazione con il veicolo astrale. Veicolo astrale, si perchè di un "veicolo" in realtà si tratta, il quale, in particolari circostanze, può essere proiettato dall'individuo fuori dal corpo fisico. Rimanendo pur sempre collegato tramite il cosiddetto "cordone argenteo" al corpo materiale, esso può viaggiare oltre la dimensione fisica e sensoriale in maniera appunto extra-corporea, extra-sensoriale e riportare a livello conscio, inconscio oppure onirico dell'individuo tutte le esperienze raccolte durante la proiezione fuori dal corpo. Il veicolo astrale è chiaroveggente ed emotivamente ricettivo oltre la soglia del proprio essere in un modo che posso solamente definire collettivo. Esso sarebbe inoltre in grado, per sua affinità naturale, di assorbire energia cosmica, una forza presente ovunque. Osservando le tradizioni di antichi popoli e tribù, che troppo spesso nelle nostre latitudini sono spregevolmente definiti "primitivi", scopriamo quanto profonda sia la loro saggezza. I Dakota, per esempio, concepiscono così questa forza: il sole è wakanda, non il wakanda o un wakanda, ma semplicemente wakanda. La luna è wakanda, e così pure il tuono, il fulmine, le stelle, il vento. Sono wakanda anche gli animali, gli uomini, specialmente gli sciamani, e così pure i demoni degli elementi e gli spiriti. L'espressione wakanda può forse essere resa, a preferenza di ogni altro termine, con "segreto", ma anche questo concetto è troppo ristretto, perciò wakanda può significare anche sacro, vecchio, grandezza, animato, immortale. Analogamente al wakanda dei Dakota, l'oki degli Irochesi, il manitù degli apache, sono usati da questi popoli nel significato astratto di "energia produttiva". Wakanda è la concezione di un'energia vitale o di una forza universale diffusa ovunque, invisibile, ma che può essere maneggiata e trasferita. Molto simile è il concetto di wong presso i popoli della Costa d'Avorio. Wong può essere un fiume, un albero, un amuleto e così pure laghi, sorgenti, termitai, alberi, coccodrilli, serpenti, uccelli. Wong sta a dimostrare un rapporto dinamico tra l'uomo e la creazione. Le ricerche dell'etnologo C. Lumbholtz, pubblicate nel suo libro "Unknown Mexico", hanno dimostrato che anche i Huichol messicani possiedono una concezione fondamentale di una forza che circola tra gli uomini, gli animali, le piante e che è presente in tutto il creato. E che dire degli antichi celti, che con i loro riti druidici e le loro conoscenze sulle leggi che governano la natura erano in grado di porsi al di sopra della realtà materiale e visibile per mettersi "in contatto con una realtà superiore", una dimensione che andava ben oltre la percezione sensoriale. Narra Tuan Mac Carell, un capo irlandese della contea di Donegal, nel suo libro scritto attorno il 1100 d.C., che in tempi remoti e imprecisabili scese dal "cielo" un popolo di divinità denominato "Tuatha de Danann", definizione questa significante "le genti del dio la cui madre è Danu". Talvolta Danu porta anche il nome di Brigit, una dea tenuta in grande onore nell'Irlanda pagana. Danu era figlia del dio Dagda, "il buono" e madre di Ecne che significa "sapienza e poesia". La tribù a cui diede il suo nome rappresenta la personificazione più chiara delle potenze della luce e della sapienza che si trova nei miti irlandesi. Bisogna ricordare che tra tutte le tribù mitiche, Tuan Mac Carell attribuì la qualifica di "dei" soltanto al popolo di Danu, definito da lui stesso (Mac Carell) anche "popolo dei megaliti" e divinità tutelari delle scienze e della poesia, conoscitori delle energie universali. Ritornando ai nostri giorni e da quanto fin qui esposto possiamo dedurre che siamo sostanzialmente energia e che ogni forma fisica è un'espressione dell'energia stessa che la contiene. Abbiamo evidenziato che il nostro raziocinio, legato com'è ai nostri sensi, non può inabissarsi fino in fondo al nostro mondo interiore. Rimane quindi in noi una "zona inesplorata", l'inconscio personale o collettivo che sia, dal quale emergono in continuo impulsi e sensazioni che il nostro stato cosciente cerca di elaborare. In ufologia abbiamo potuto ripetutamente constatare nell'ambito dello studio degli incontri ravvicinati del terzo e del quarto tipo, che sono esattamente le nostre energie, oltre alla nostra biologia, a destare particolarmente l'interesse di coloro che ci contattano e evidentemente ci studiano, l'utilizzo delle loro energie mentali, spirituali o altamente tecnologiche, le terminologie si confondono, nell'avvicinarci e nel comunicarci sin dai tempi remoti messaggi universali. Evidentemente ciò non sarebbe possibile se tra noi e loro non esistessero delle similitudini ed affinità. Una volta in più ci si rende conto, che occuparsi di ufologia e di fenomeni extraterrestri significa al medesimo tempo cercare di capire meglio chi siamo, da dove proveniamo e dove siamo diretti. Banditi i fanatismi e gli aspetti patologici del contattismo ci troviamo di fronte ad una palese realtà che ci mostra che per nostra integra e naturale costituzione siamo da sempre compartecipi ad un universo multidimensionale, di cui noi stessi ne rappresentiamo con tutte le nostre caratteristiche uno specchio. Siamo un microcosmo nel macrocosmo, popolato da creature diversificate tra di loro, così come d'altronde lo siamo anche noi. Sono persuasa, che nella nostra interiorità vi siano tutte le soluzioni e le risposte ai nostri grandi enigmi ed interrogativi esistenziali, ma che queste giacciano nascoste in quella parte di noi che i padri della psicoanalisi Freud e Jung appunto hanno denominato "l'inconscio", personale o collettivo. Se lo desideriamo veramente, nulla ci potrà distogliere dal riconoscerle, a tempo debito, inseguendo il nostro cammino evolutivo su questo pianeta, che irrefrenabilmente, nonostante le macchinazioni e le menzogne legate a sinistre forme di abuso di potere, ci condurrà ad una consapevolezza maggiore di noi stessi e, a mio avviso, ad un inevitabile contatto cosmico tutto da scoprire al quale siamo storicamente destinati.


UNO SCONVOLGENTE REPORTAGE SVELA INEDITI RETROSCENA SUL PREMIO NOBEL GUGLIELMO MARCONI
di Alfredo Lissoni

Anche Marconi credeva negli alieni!

Mentre proseguono le ricerche sugli X-files di Mussolini, il ritrovamento di un documento d'epoca dimostra che il padre della radio credeva fermamente nella vita extraterrestre. Proseguono le indagini sui files fascisti. Ed intanto nuove prove giungono a favore della veridicità di questi documenti. Ultima fra le tante, quella che vede il fisico Guglielmo Marconi, ritenuto il capo del team investigativo UFO fascista Gabinetto RS/33, entusiasta sostenitore dell'ipotesi extraterrestre. Si tratta di un nuovo volto del fisico italiano, un aspetto decisamente poco noto. Già perché, al di là dei libri celebrativi sulla figura di Marconi, o delle citazioni nei volumi scolastici, non è che poi sia tuttora disponibile una ricca bibliografia specifica su questo grande studioso, che ha rivoluzionato le telecomunicazioni. Ed il motivo, forse, è presto detto. Trasformato dal Regime in un simbolo del fascismo, lo scienziato Marconi è

Guglielmo Marconi Guglielmo Marconi a Santa Margherita Ligure,

accanto alla caratteristica antenna parabolica da

lui inventata e usata per gli esperimenti sulle

onde corte effettuati nel golfo del Tigullio

dal 1931 al 1934

stato, col dopoguerra, volutamente "dimenticato" ed accantonato (a differenza di quanto accadde in Gran Bretagna ed in America, ove esiste addirittura un giorno a lui dedicato...). Per questo motivo condurre delle ricerche più approfondite sul capo del Gabinetto RS/33 è stata impresa particolarmente ardua, pur trattandosi, paradossalmente, di un genio di casa nostra, le cui gesta ed aderenze avrebbero dovuto essere più note. Un libro utile, alla fine, l'abbiamo scovato. Si tratta di un volume oltremodo raro, scritto durante il fascismo da un certo Mario La Stella, un giornalista "di regime", che non perdeva occasione per esaltare "l'italica genialità". Giornalista scientifico controcorrente, La Stella ha legato il proprio nome anche ad opere sulla rabdomanzia e l'alchimia. Il testo in questione si distingue per essere tecnico, documentato e scientifico; rifugge qualsiasi forma di superstizione o di misticismo ed anzi bolla con raro scetticismo voci e leggende nate attorno alla figura di Marconi. Si intitola "Marconi - mago dell'invisibile, dominatore degli spazi" ed è stato pubblicato dalle edizioni sarde Aurora nel 1937, poco prima della scomparsa del premio nobel .MESSAGGI EXTRA TERRESTRI La voce che Marconi credesse negli alieni circolò per poco tempo, in Italia; ne aveva parlato, con una brevissima battuta, il giornalista Pietro Cimatti in un articolo apparso sulla "Settimana Incom" l'1 maggio 1966; ma che non si trattasse solo di una voce ce lo conferma, citazioni e fonti alla mano, proprio La Stella. E questo spiega perché nel '33 Mussolini, fra tanti scienziati, abbia deciso di mettere proprio il fisico a capo del Gabinetto RS/33 al posto di un astronomo, come suggerito dallo stesso Marconi, o di un ingegnere aeronautico. Ma vediamo cosa ci dice questo introvabile libro, da noi recuperato in una bancarella d'antiquariato di Milano: "Riguardo alla possibilità di comunicare per mezzo della radio con altri pianeti, il pubblico ricorda che notizie del genere, scheletriche come contenuto, pieni di punti interrogativi più che di affermazioni, ritornano di quando in quando a fare la loro comparsa sulle colonne dei quotidiani. Forse la più sensazionale è quella del 1920, quando un giornale inglese, il 'Daily Mail' del 26 gennaio, dopo avere narrato che da parecchio tempo gli operatori della telegrafia senza fili registrano di giorno e di notte strane interruzioni dei loro segnali, che sembrano inviate da grandissima distanza, intervista sul fatto Marconi, il quale dichiara: 'Noi riceviamo occasionalmente dei segnali che potrebbero venire da un punto situato fuori del globo terrestre. Abbiamo osservato che questi segnali formano delle lettere, di cui alcune, e particolarmente tre punti della lettera S, vengono ripetute con maggiore frequenza delle altri; ma in nessun caso questa riunione di lettere permette di formare un messaggio intelligibile. Questi segnali non solo sono stati registrati simultaneamente a Londra e a New York (qui Marconi parla dati alla mano, facendo continuamente la spola fra queste città. N.d.A.) e in queste due città la loro intensità era identica, ciò che sembra indicare che essi emanino da un punto oltremodo lontano, in confronto del quale i cinquemila km che separano Londra da New York sono una piccola distanza". "Dopo pochi giorni", aggiunge La Stella, "Marconi è nuovamente intervistato giacché diversi scienziati hanno mosso delle obiezioni alle sue dichiarazioni. Non solo il Mago riafferma la possibilità che le onde radiotelegrafiche possano superare gli spazi interplanetari, ma precisa che gli esperimenti pratici sinora eseguiti possono far credere che tutto il problema si colleghi unicamente nella maggiore o minore lunghezza delle onde". Le convinzioni di Marconi, che da queste dichiarazioni sembra essere addirittura coinvolto negli esperimenti, si dovettero rafforzare presumibilmente quattro anni dopo, quando accadde l'episodio che stiamo per raccontare. CAPTATO UN VOLTO All'epoca gli alieni erano i marziani; così almeno si credeva. Dunque per ventiquattr'ore, dalle 22.50 del 21 agosto 1924, quando Marte si era venuto a trovare in prossimità della Terra, per ordine del governo statunitense tutte le radiotrasmittenti americane avevano taciuto permettendo così ad un inventore a nome Francis Jenkins di mettere in funzione un apparecchio destinato a captare presunti "programmi televisivi dei marziani". Nonostante l'improbabilità dell'esperimento, Jenkins e gli altri studiosi coinvolti captarono una successione indecifrabile di punti e linee, ma anche una serie di segni che, curiosamente, ricordavano dei profili vagamente umani (uno, in particolare, venne intercettato dal radioamatore David Todd). Le attuali conoscenze ci inducono certo a sorridere di un tentativo condotto con mezzi così poco sofisticati, oggi rifiutato dalla scienza ufficiale. Ma in ogni caso, quale che fosse la reale natura dei radiomessaggi ricevuti, essi contribuirono notevolmente ad aumentare le convinzioni degli astronomi di frontiera, quali Desiderius Papp, che per anni ribadirono pubblicamente che il pianeta rosso poteva essere abitato. Il 15 dicembre 1931, due anni prima di diventare il capo effettivo del Gabinetto RS/33, sempre Marconi ribadiva le proprie convinzione al quotidiano "Evening Standard", ma questa volta con i toni prudenti di chi non voleva più essere attaccato dall'establishment ufficiale (evidentemente non molto dissimile da quello attuale):"Ammesso che le stelle siano abitate da esseri intelligenti, che abbiano una natura simile alla nostra, non vedo perché non dovremmo comunicare con loro per mezzo delle onde hertziane", riferisce La Stella. Un seme era stato gettato. Due anni dopo, con l'atterraggio lombardo del giugno del '33, di cui si parla nei files fascisti, questa profezia in parte si avverava. Il governo italiano scopriva gli extraterrestri.

Alfredo Lissoni


La Storia dei files fascisti (Parte prima)

Ricerche storiche a cura di Alfredo Lissoni e Roberto Pinotti

UNA SEZIONE SEGRETA DELL’OVRA (LA POLIZIA FASCISTA) STUDIAVA GLI UFO GIÀ NEGLI ANNI TRENTA!!COMUNEMENTE SI INDICA NEL 1947 IN USA IL PRIMO MANIFESTARSI DEL FENOMENO DEGLI UFO (OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI) E DEL SUO STUDIO. MA E' UN ERRORE. OGGI, IL CENTRO UFOLOGICO NAZIONALE (CUN), IL PIU' AUTOREVOLE ORGANISMO CHE DA 35 ANNI SEGUE IN ITALIA IL PROBLEMA, HA INFATTI VERIFICATO CHE GIA' NELL'ITALIA FASCISTA UN GRUPPO DI ESPERTI ERA INCARICATO DI OCCUPARSI SEGRETAMENTE DELLA QUESTIONE DEI "VELIVOLI NON CONVENZIONALI" SEGNALATI AL DUCE, CHE PAVENTAVA UNA RIVOLUZIONARIA AVIAZIONE STRANIERA IN GRADO DI METTERE IN CRISI L'APPARATO MILITARE AERONAUTICO ITALIANO DELL'EPOCA.IL CUN, NELLA PERSONA DEL SUO PRESIDENTE - IL SOCIOLOGO E GIORNALISTA ROBERTO PINOTTI -,HA DIFATTI RECUPERATO DIVERSI DOCUMENTI ORIGINALI GRAZIE AI QUALI, EFFETTUATI RISCONTRI INCROCIATI E APPROFONDIMENTI DAL SEGRETARIO DEL CENTRO UFOLOGICO NAZIONALE E PUBBLICISTA ALFREDO LISSONI, SI E' RICOSTRUITA L'ESISTENZA REALE DI UNA COMMISSIONE TOP SECRET DENOMINATA "GABINETTO RS/33". IL PRIMO TEAM UFOLOGICO GOVERNATIVO DELLA STORIA FU VOLUTO DAL DUCE E DIRETTO DAL FISICO GUGLIELMO MARCONI, EBBE SEDE ALL'UNIVERSITA' LA SAPIENZA DI ROMA; COMPOSTO DA UNO STAFF SCIENTIFICO - SENATORIALE, RACCOLSE DOCUMENTI E SEGNALAZIONI SU AVVISTAMENTI UFO ITALIANI DAL '33 AL '40, IL PIU' ECLATANTE DEI QUALI FU ADDIRITTURA IL RECUPERO DI UNO DI QUESTI ORDIGNI NEL GIUGNO DEL '33 IN LOMBARDIA (CUI SEGUI' LA PRONTA CENSURA SULLA STAMPA, L'ALLARME DELLE STRUTTURE OVRA, IL COINVOLGIMENTO DELL'OSSERVATORIO DI BRERA). DOPO UN'INDAGINE DURATA DUE ANNI, AL CUN E' INFINE RIMASTO SOLO DA FARE PERIZIARE I DOCUMENTI PERVENUTI, CHE FRA L'ALTRO PARLANO DI SEGNALAZIONI COINVOLGENTI PILOTI DELLA REGIA AERONAUTICA. E LA PERIZIA, ESEGUITA DA UN ESPERTO DEL TRIBUNALE DI COMO, HA INFINE DATO ESITO TOTALMENTE POSITIVO, CONFERMANDO CHE LA DOCUMENTAZIONE IN QUESTIONE RISALE AGLI ANNI TRENTA.

Gabinetto RS/33: dagli UFO arrivò il raggio della morte

Proseguono le ricerche sui files fascisti. Secondo questa documentazione, recentemente emersa ed inviata a più riviste di settore, fra il 1933 ed il 1940 presso l'università La Sapienza di Roma avrebbe segretamente operato un team di scienziati impegnati a capire la natura di strani velivoli non convenzionali (che oggi chiamiamo UFO), dopo che uno di essi sarebbe atterrato presumibilmente in Lombardia nel ‘33, recuperato in tutta fretta dalla polizia segreta fascista e fatto sparire nel nulla. Nel precedente numero di UFO Notiziario abbiamo sottolineato come tali documenti siano stati inviati in forma anonima sia al CUN che ad altre associazioni da un misterioso personaggio che abbiamo ribattezzato ‘Mister X’. É stato Mister X - il cui coraggio non possiamo non sottolineare - che ha fatto conoscere alla comunità ufologica italiana l’esistenza del team di studio UFO fascista, noto come 'Gabinetto RS/33, che avrebbe avuto come braccio armato la polizia politica segreta di Arturo Bocchini (l'O.V.R.A.), incaricata di bloccare qualsiasi fuga di notizie; che avrebbe operato con la copertura delle massime autorità del regime (Mussolini, Balbo e Ciano), delle prefetture, dell'Agenzia di stampa Stefani; che sarebbe stato fondato su proposta di Giovanni Gentile e capitanato nominalmente dal fisico Guglielmo Marconi (peraltro sempre assente volontario) e de facto da un certo dottor Ruggero Costanti Cavazzani (pseudonimo probabilmente ricavato dal cognome di un noto politico popolare filofascista) e dall’astronomo Gino Cecchini (in seguito direttore dell’Osservatorio di Pino Torinese). Sempre secondo Mister X, nel 1940 il controllo pressoché totale sui dati raccolti dal Gabinetto, i cui membri erano più propensi a credere alla tesi delle armi segrete Alleate, sarebbe passato ai nazisti.

LA STORIA HA INIZIO

Copertina Notiziario UFONei limiti del possibile, abbiamo verificato tutti gli elementi fornitici col contagocce da Mister X. Impresa non facile, visto che l’anonimo dei componenti il Gabinetto aveva fornito soltanto i cognomi (due dei quali scritti in maniera errata, per di più). Ma ciò che abbiamo scoperto ci porta a ritenere le rivelazioni altamente credibili. Vera è la storia che Marconi non partecipò mai alle sedute del Gabinetto; il diario della figlia Degna (abbiamo cercato di contattarla, ma i parenti ci hanno detto che si è spenta tre anni fa) riferisce che nel ‘33 il fisico stava effettuando il giro del mondo, nel corso di una serie di test sulla radiotelegrafia; dunque, non poteva certo essere parte attiva nelle riunioni del Majestic 12 fascista. Quanto al referente del Duce nel team supersegreto, il conte Cozza di cui parla Mister X, è esistito ed altri non era che il senatore Luigi Cozza, conte e presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Credibili anche gli altri membri del Gabinetto RS/33, senatori i burocrati dirigenti, scienziati non troppo in vista (e dunque con garanzia di maggiore riservatezza) i tecnici.

Costoro, per come li ho identificati, erano: il chirurgo e biologo sperimentale Filippo Bottazzi dell'università di Napoli; l'ingegnere aeronautico Gaetano Arturo Crocco, fondatore della Società Italiana Razzi e teorizzatore della colonizzazione dello spazio; il botanico Romualdo Pirotta della Sapienza di Roma (intimo amico di quel professor Filippo Eredia che nel 1946 screditò un'ondata di avvistamenti di razzi fantasma sull'Europa); il genio matematico Francesco Severi, che fu insegnante alla Sapienza e, nel 1940, alla Pontificia Accademia delle Scienze; Giancarlo Vallauri (che Mister X chiama erroneamente 'Dallauri'), insegnante di elettrotecnica e ferromagnetismo ed Accademico dei Lincei; il chimico Francesco Giordani dell'Università di Napoli; un certo Debbasi, più probabilmente Dante De Blasi, medico igienista che insegnò alle università di Napoli e Roma e che nel '42 divenne un accademico pontificio (come Severi).

Il fatto che Cecchini, l’unico astronomo, pare non fosse poi parte attiva, sembra confermare quanto sostenuto da Mister X, cioè che il team propendesse per una spiegazione convenzionale del fenomeno UFO. O quanto meno, una parte del team; non si spiegherebbe altrimenti la presenza di un chimico, un biologo ed un medico (ma forse nuovi documenti, magari riferiti ad IR-3, debbono ancora vedere la luce, riservando ulteriori sorprese). Elemento interessante di questa UFO-connection è che il team presentasse esperti in campo spaziale, aeronautico, chimico-biologico ed elettrotecnico; sette su sette legati all'Accademia dei Lincei, tre in stretto rapporto col Vaticano, tre dipendenti de La Sapienza di Roma, tre in seguito facenti parte del CNR, quel Comitato Nazionale per le Ricerche fondato nel 1923 da Giovanni Gentile (membro del Gabinetto RS/33) e riorganizzato a Roma nel '33 su un progetto del conte Cozza (del Gabinetto RS) e diretto dal '27 al '37...da Guglielmo Marconi! Il dato curioso è che a tutt’oggi il CNR, i cui vertici forse qualcosa sanno, ha sempre espresso pareri negativi sul fenomeno UFO (cover up?), sia quando dopo l’ondata del 1978 l’allora Ministro alla Difesa Spadolini cercò di incaricare il centro delle ricerche sui dischi volanti, sia all’epoca del flap belga, sulla cui genuinità il CNR espresse forti dubbi, nonostante l’accredito dei militari di Bruxelles. L’insieme di coincidenze che legano tutti questi personaggi è troppo corposa per essere casuale e gioca a favore dell’autenticità dei fatti; in alternativa, avevo pensato ad un falso molto ingegnoso ideato da persona particolarmente addentro all’establishment citato, dunque membro egli stesso del CNR. Ma era un’ipotesi assai remota, che la perizia sui documenti originali ha allontanato definitivamente. In più, sapevo che di eventi UFO nel ‘33 ve ne furono effettivamente. Ne abbiamo trovato traccia in un libro di Pinotti (1), che ha scritto: "É il 14 agosto 1933. Il sig. Elvano Ferrini, allora sedicenne, osserva con molti altri testimoni un sigaro volante che attraversa, apparendo e scomparendo fra le nuvole, tutta la volta del cielo in una trentina di secondi, verso le 14.30, maestoso e velocissimo. ‘Né prima né dopo ho mai visto qualcosa di simile’, ci ha dichiarato il testimone nel 1991". Il luogo dell’avvistamento? La città di Forlì, curiosamente proprio uno dei luoghi da cui Mister X ha spedito parte dei documenti.

IPOTETICI SCENARI

Un elemento che mi ha fatto molto riflettere è stato il coinvolgimento di Marconi nel Gabinetto RS/33. Un elemento curioso, che qui presento a mero titolo speculativo, è che costui avrebbe - gli storici non sono concordi - costruito sul finire degli anni Trenta un misterioso raggio della morte in gradi di paralizzare all’istante i sistemi elettrici dei motori. Sarà solo un caso ma oggi sappiamo, col senno di poi, che questa è una prerogativa degli UFO! E trovare proprio lo scopritore del raggio della morte in una commissione di studio UFO inevitabilmente adombra il sospetto che i fascisti studiassero... retroingegneria aliena! É solo un’ipotesi, per carità; ma in questa indagine le combinazioni che stanno sostenendo queste ipotesi diventano oggi giorno sempre più numerose. Che dire, del raggio della morte? La maggior parte degli storici e degli scienziati pensano fosse una bufala propagandistica messa in giro da Mussolini; secondo lo storico Ugo Guspini dietro questa leggenda si sarebbe celato in realtà il progetto segreto di costruzione del radar (2); per Antonio Spinosa era invece un’arma in grado di carbonizzare le persone (3); parzialmente scettico si è detto un altro storico, Aurelio Lepre (4), ma un suo collega, Bruno Gatta (5) la pensa diversamente: "Negli ultimi mesi, negli ultimi anni della vita di Marconi ricorre più di una volta la voce della sua scoperta del cosiddetto raggio della morte. L'incredibile invenzione è respinta da alcuni, ma trova conferma in un ultimo documento mussoliniano del 20 marzo 1945, più che un'intervista un soliloquio alla presenza di un giornalista, Ivanoe Fossani, nell’isoletta di Trimefione, nel Garda, di fronte a Gargnano. Quella sera, fra tante cose, si parlò anche di Marconi e dei suoi ultimi esperimenti ai quali assistette il duce. ‘Sulla strada di Ostia, ad Acilia, ha fermato i motori delle automobili, delle motociclette e dei camion. Nessuno sapeva rendersi conto dell'improvviso guasto. L'esperimento venne ripetuto sulla strada di Anzio con i medesimi risultati. Ad Orbetello due apparecchi radiocomandati vennero incendiati ad oltre duemila metri di altezza. Marconi aveva scoperto il raggio della morte! Sennonché egli, che negli ultimi tempi era diventato religiosissimo, ebbe uno scrupolo di carattere umanitario e chiese consiglio al Papa ed il Papa lo sconsigliò di rivelare una scoperta così micidiale. Marconi, turbatissimo, venne a riferirmi sul suo caso di coscienza e sull’udienza papale. Io rimasi esterrefatto. Gli dissi che la scoperta poteva essere fatta da altri ed usata contro di noi, contro il suo popolo; per rasserenarlo lo assicurai che il raggio non sarebbe stato usato se non come estrema risoluzione, avevo fiducia di poterlo convincere gradatamente. Invece Marconi moriva improvvisamente. Da quel momento temetti che la mia stella incominciasse a spegnersi’, disse il Duce". Questa versione è stata confermata ad un giornalista anche da Claretta Petacci, che del Duce fu amante e confidente.

IL RAGGIO DELLA MORTE

Vero o falso? La leggenda vuole che Marconi, in crisi esistenziale, rifiutò di cedere ai fascisti il brevetto di un'arma così pericolosa; aveva il Papa dalla sua (e che i due fossero amici è testimoniato dalla figlia, che ricorda una celebre udienza in Vaticano nel '33. Non dimentichiamoci poi che fu Marconi l’ideatore della Radio Vaticana. Con il Pontefice era dunque in strettissimo rapporto). Pochi mesi dopo, prosegue la storia, il fisico moriva improvvisamente, solo e dimenticato (in realtà non era affatto solo; al suo capezzale c'erano il medico e la figlia Degna), portandosi nella tomba i segreti di quest’ipotetica arma. In ogni caso, Mussolini qualcosa sapeva; ed anche i nazisti, in conseguenza: forse per volere dello stesso Duce o, peggio ancora, grazie ai maneggi della Gestapo. Solo l'anno scorso si è scoperto, difatti, che Claretta Petacci, l'amante di Mussolini, spiava il Duce e passava informazioni alla polizia segreta nazista (6); secondo uno studio dello storico Marino Viganò, la Petacci avrebbe passato al Reich documenti trafugati fra il 1944 ed il 1945, ma, aggiungiamo noi, non si può escludere che le azioni spionistiche andassero avanti da anni. Non si spiegherebbe altrimenti l'episodio che stiamo per raccontare. Nel libro Situation red, the UFO siege! (7) Leonard Stringfield, il primo fra gli ufologi a dare credito, vent'anni fa, alle rivelazioni militari sugli UFO-crashes, cita en passant un episodio sbalorditivo. Scriveva Stringfield nel 1977: "Secondo una fonte piuttosto attendibile, il figlio di un ex membro del Ministero degli Interni degli Stati Uniti che lavorava per il servizio segreto in Germania nell'estate del '39, un avvenimento estremamente insolito avvenne nella città di Essen. Nell'ora di punta del traffico si fermò tutto ciò che era elettrico e meccanico: automobili, autobus, tram, motociclette, orologi. Il padre, che era ad Essen, ricordava che quando il momento di depressione fu al culmine, durante una decina di minuti, le automobili non erano nemmeno in grado di suonare il clacson". "A quei tempi", prosegue Stringfield, optando però per la tesi ufologica, "la risposta era scontata: una manovra sperimentale delle armi segrete di Hitler! I giornali tedeschi non parlarono dell'episodio, ma i dati informativi che descrivevano gli effetti dell'arma sospetta furono trasmessi a Washington agli enti competenti". Conclude Stringfield: "Naturalmente il tempo a dimostrato che i tedeschi non possedevano un'arma di tale potenza, altrimenti la guerra avrebbe avuto un esito disastroso per gli Alleati". Se questa storia non è una panzana, forse Stringfield si sbagliò: gli UFO centravano solo indirettamente; il black out di Essen era stato realmente causato dal raggio della morte che i nazisti avevano - forse - sottratto ai fascisti. Cronologicamente, tornerebbero i conti con la progressiva militarizzazione nazista del Gabinetto RS/33 sul finire del ‘39 e con certi esperimenti di radiodisturbo effettuati dai tedeschi, i più famosi dei quali videro la costruzione di dischi volanti infuocati e radiocomandati (le feuerball o palle di fuoco), che interferivano con i radar ed i motori degli aerei (8). Certo, sappiamo che il raggio della morte, se mai è esistito, non venne portato a termine; forse, come per le V-7, ci volle troppo tempo per perfezionarlo, o fu impossibile gestire una simile tecnologia avanzata.

IL GIORNO DOPO LA ROSWELL ITALIANA

Molto probabilmente, lo abbiamo già detto nel precedente articolo, i files fascisti diedero un impulso alla costruzione dei dischi volanti nazisti, le V-7. Che i tedeschi iniziassero nel 1941 a costruire velivoli discoidali, in tutto e per tutto simili agli UFO, è un dato di fatto confermato pubblicamente, negli anni Cinquanta, da diversi personaggi che presero parte a questi esperimenti, dal pilota Rudolph Schriever, la cui V-7 venne testata a Praga il 14 febbraio 1945, all'ingegnere milanese Giuseppe Belluzzo, che ammise di avere costruito i velivoli discoidali, ad Andrea Epp, ingegnere del Reich che costruì un minidisco a Bremerhaven nel ‘43, con il quale sognava addirittura di colonizzare la Luna e che nel maggio del 1969 ne presentò la ricostruzione alla fiera di Padova (9). I diversi autori, come pure gli storici che si sono occupati della vicenda quali Rudolf Lusar (10), concordano nel ritenere che lo sfondamento del fronte russo impedì al Reich di perfezionare quella che oggi definiremmo retroingegneria aliena; i dischi volanti nazisti vennero distrutti dai tedeschi o - in minima parte - recuperati ed occultati dai russi (che negli ultimi cinquant'anni, difatti, ne hanno costruito diverse versioni, dai modelli Rossyia all'Ekip, tutte scarsamente funzionanti). Ma il ricordo delle ricerche nazi-fasciste in qualche modo rimase, presso i vertici militari Alleati. E certamente contribuì a diffondere, presso certi strati dell’Intelligence russo-americana, la credenza che gli UFO fossero in realtà prototipi di brevetti nazisti sviluppati dalla controparte, durante la Guerra Fredda. A cominciare dall’avvistamento di Kenneth Arnold. Già perché nel 1933 due ufficiali nazisti, Walter e Reimar Horten, iniziavano a progettare degli ordigni triangolari. Costruirono i primi prototipi nel 1936 a Cologna e ne testarono i successivi sviluppi a Goettingen nel ‘44; erano degli UFO terrestri a forma di V, detti ali volanti o modelli Horten (11). Alla fine del conflitto, l’Horten cadde nelle mani degli americani e venne nascosto nella base di Silver Hill, nel Maryland. Grazie a quel modello, gli USA realizzarono nel 1947 l'ala volante Northrop, e molti anni dopo lo Stealth. Quando, proprio nel 1947, esplose la mania dei dischi volanti, quei pochi ufficiali dell'Intelligence che erano al corrente di questi progetti, e fors’anche dei files fascisti, pensarono che gli UFO altro non fossero che armi segrete. Kenneth Arnold diceva di averne visti nove, di questi ordigni e, sebbene la stampa li raffigurasse circolari e a coda di rondine, avevano la forma di una mezzaluna (basti vedere i disegni originali del pilota americano). Erano probabilmente i nove Northrop Flying Wing Bombers costruiti nella celebre base (ritenuta "degli UFO") di Muroc. L'US Aire Force in seguito fece sparire ogni traccia di questo progetto (12). Ma c'è una prova, una rarissima fotografia che mostra i nove ordigni tutti in fila. Tutto ciò nulla toglie all'ipotesi extraterrestre dei dischi, ma mi induce a riflettere su quanto poco si sappia, a distanza di oltre mezzo secolo, dei maneggi dei governi sui dischi volanti. Alieni e non.

TUTTI I MEMBRI, MINUTO PER MINUTO

Alfredo: misterioso personaggio cui è rivolta una lettera Stefani che fa riferimento al Gabinetto RS/33. Potrebbe trattarsi del giornalista milanese Alfredo Rizza, agente segreto dell’O.V.R.A. che agiva sotto uno pseudonimo numerico (203), come presumibilmente le persone implicate nei files fascisti.

De Santi: è probabilmente il più inafferrabile e sfuggente degli 007 fascisti, uomo di punta per i contatti con le spie naziste; per capire quanto fosse in gamba si pensi che, dopo la guerra, riuscì a spacciarsi per antifascista e venne persino premiato con una medaglia da De Gasperi in persona; per molti anni si pensò che non esistesse nemmeno; la sua esistenza venne poi provata al di là di ogni ragionevole dubbio solo l’anno scorso dallo storico Arrigo Petacco, che ha identificato in De Santis, Nostromo, Luigi Grassi, Grossi o David (tutti pseudonimi) un certo Tommaso David, colonnello di Frosinone fondatore del gruppo spionistico Volpi Argentate ed in seguito capo dei servizi segreti di Salò.

Marconi: credeva negli extraterrestri, ed ha rilasciato al riguardo diverse dichiarazioni; riteneva si potesse comunicare con loro via radio; inoltre, dopo i fatti del ‘33, ebbe un misterioso incontro in America con David Sarnoff, persona di spicco dell’Intelligence USA (coinvolto nell’ondata di razzi fantasmi del ‘46 e nello studio di un celebre avvistamento UFO filmato nel 1966).

L’O.V.R.A.: secondo Mister X il Gabinetto avrebbe avuto il pieno sostegno dell’O.V.R.A. Tutto ciò è plausibilissimo. Fra il 1931 ed il 1933 la polizia segreta di Mussolini visse la sua fase di massimo attivismo. Nucleo portante di tutta la struttura fu proprio la Lombardia, ove sarebbe stato recuperato il disco; la sola Milano coordinava con 24 agenti la rete lombarda, diretta da Francesco Nudi, dal commissario Tommaso Petrillo e dal commissario aggiunto Giovanni Di Salvia. Forse era di Di Salvia (e non di De Santi) la sigla ‘D.S.’ che appare in uno dei files fascisti.

Zerbino: è il nome che appare, per esteso ed in sigla, in calce ad alcuni documenti fascisti (la firma non è particolarmente leggibile e, paradossalmente, potrebbe invece corrispondere a Foschini, capo dei servizi segreti SID durante la Repubblica di Salò); ma è anche il nome di una villa ove Marconi era solito trovarsi con alcuni suoi amici altolocati, quella dei marchesi Gropallo di Genova. Zerbino era forse il nome in codice di Marconi? O il nome di un covo del Gabinetto RS/33?

Fine prima parte


Messaggi da forze sconosciute
Le Impronte del Graal
di Candida Mammoliti

La relazione tre gli antichi miti arturiani, UFO e cerchi nel grano.

cerchio nel granoUn soffio di vento scivola tra le opulente messi di grano dell’Inghilterra meridionale. " un calda notte d’estate, rischiarata da un cielo stellato e immersa nel silenzio, interrotto solo dal canto dei grilli. All’improvviso un agricoltore della zona ode uno strano rumore, simile ad uno scricchiolio di paglia schiacciata, e nota in cielo una luce candida ed abbagliante che si mette a danzare per qualche istante e poi scompare. L’indomani mattina, impresso in un campo di grano, viene trovato inspiegabilmente un pittogramma, detto la chiave, che punta con precisione su Silbury Hill, la più grande collina europea eretta da mani umane, un tumulo funerario riferito all’antico culto druidico. Il pittogramma si estende maestoso sulle messi. un disegno di assoluta perfezione, dai contorni nitidi, scolpiti nel grano. Le sue forme sono date dalle spighe piegate al suolo secondo un sistema a spirale di perfezione matematica. Ma questo non è l’unico pittogramma ritrovato in ciò che oggi viene definito un Paesaggio Sacro nella "Terra degli Angeli", l’Inghilterra (England, da "Angel-Land" ).cerchio nel grano Dal 1990 sono centinaia i simboli misteriosi rinvenuti nei campi di grano, segale o colza nelle immediate vicinanze della Tor Hill, una collina sacra che, a dire degli storici, avrebbe permesso agli uomini del passato l’accesso ad un’altra dimensione. Lo stesso fenomeno si è verificato a Glaston-bury e Avebury, nelle quali la tradizione identifica rispettivamente la mitica Avalon dell’epoca arturiana e Camelot, residenza di re Artù. Non di meno accade a Stonehenge, che studiosi ed astronomi ipotiz-zano trattarsi di un osservatorio astronomico formato da megaliti, vecchio almeno quanto le piramidi d’Egitto. Una specie di "compu-ter astronomico della preistoria", luogo operativo degli iniziati celti come Merlino, concepito da una vergine e da un demone che aveva abusato di lei nel sonno. Merlino il grande Druido ereditò così la scienza infusa e la conoscenza delle cose passate e future. Il tentativo di comprendere l’apparire dei misteriosi simboli nel grano ci spinge nel passato, dove nel vissuto di personaggi remoti risiedono le radici di questi fenomeni, e forse anche la loro chiave di lettura.

Un fascio di luce dalle stelle

Primo secolo dopo Cristo. Giuseppe di Arimatea, discepolo di Gesù, dopo un lungo viaggio dal Medio Oriente intrapreso con alcuni pellegrini, giunge a Glastonbury, portando con sè un sacro calice, forse lo stesso usato durante l’ultima cena, il Graal. Si tratta di un oggetto prezioso, dal quale scaturiscono energie apportatrici di benefici e chiaroveggenza, nonché virtù di luce, di rivelazione e di mantenimento della vita oltre i limiti umani. Il materiale di cui è composto il Graal è ignoto, ma viene definito pietra celeste o pietra della luce. Attentamente sorvegliato e custodito da alcune vergini nel castello del Graal, esso assume il significato di cuore di Cristo o anche centro del mondo, ed ha la proprietà di apparire soltanto a coloro che vi cercano l’origine di ogni cosa, il Sè. Chi si avvicini necessita una preparazione spirituale intensa. Come per l’albero della vita nella Genesi, ne fa la guardia la potenza Cherubim. Infatti difeso da una forza distruttrice, che fulmina o ferisce gli imprudenti. Gli elementi di questa narrazione non sono frutto di leggende o antiche credenze popolari, la loro presenza nella tradizione del Graal è ben reale. cerchio nel granoEssi costituiscono anzi il filo conduttore per riconnettere all’aspetto metastorico ed iniziatico della leggenda del Graal anche l’aspetto storico, relativo ad avvenimenti particolari. Lungi dall’essere primitive nel senso di originarie, gran parte delle tradizioni in questione altro non sono che riferimenti ad antiche civiltà, forse non terrestri. Così oggi Ë impossibile capire cosa fosse il "fascio di luce proveniente dalle stelle" che illuminò una roccia nella piazza della cittadina di Carduel, una notte di Natale del sesto secolo dopo Cristo, nel meridione della terra Anglosassone. Una luce dalla quale discese una spada, che si conficcò fino all’elsa nella pietra, detta anche pietra nascosta o materia prima. La spada raffigura l’arma della cono-scenza, che si ricava da se stessi e che potrà rivelarsi nel momento opportuno. Quando nelle cose umane e nelle umane istituzioni ci si trova in un vicolo cieco, bisogna rimettersi al potere divino. Excalibur, la spada della verità, viene estratta dalla roccia senza alcun sforzo dal sedicenne Artù, figlio illegittimo di Uter Pendragon, re di Logres, e di Ingerne, moglie del duca di Tintagel. Artù, inconsa-pevole delle sue discendenze regali e incaricato dal destino di risco-prire le sue origini, creerà l’unione cavalleresca della Tavola Roto-nda. Formazione istituzionale, questa, basata sull’uguaglianza (tavola rotonda, cioè senza angoli contrapposti gli uni agli altri), e di cui fecero parte numerosi cavalieri appartenenti alla Cavalleria Spirituale.

I cavalieri della Tavola Rotonda

Non se ne conosce il numero esatto, ma pare siano stati oltre cinquanta, tra cui Galvano, Parsifal il visionario, Lancelot du Lac, Gahariet, Agravain e molti altri, tutti personaggi impegnati nella cerca del Graal. Sarebbe troppo complesso descrivere le loro molteplici avventure iniziatiche, teniamo dunque presente solo alcuni aspetti. Tali avventure o prove possono essere distinte in due gradi:

  1. Conferma delle qualità guerriere e virili dei cercatori del Graal.
  2. L’iniziale atteggiamento psicologico aggressivo e bellicoso è destinato a trascendere la forza fisica per raggiungere la sapienza ed una vocazione interiore.

Queste caratteristiche vengono incarnate dalla Dama che contempla, l’amante immortale o spirito immanente.cerchio nel grano La dama ed il Graal sembrano fondersi talora in un solo ed unico fine, quello di condurre i cavalieri erranti alla conoscenza di una originaria verità ultraterrena. Così, per esempio Parsifal, dopo essere divenuto cavaliere della Tavola Rotonda, viene rapito dal canto degli uccelli ed inizia così a obbedire alla sua vera natura, concretizzando i suoi desideri più profondi. Un simbolismo cui possiamo solo accennare. Gli esseri dell’aria, gli uccelli, in molte tradizioni, compresa quella cristiana, hanno simboleggiato nature ultraterrene, dèi o angeli, così come la lingua degli uccelli ha simboleggiato la lingua degli dèi, compresa in una fase di risveglio interiore del proprio essere. Parsifal ed altri cavalieri della cerca "cadevano sporadicamente nel sonno iniziatico", di cui non ricordavano alcunché, e durante le loro avventure venivano spinti sull’isola-rotante o isola-torre, dove appariva la nave. Questa nave intro-duceva il motivo del mandato o compito, essa conteneva infatti la spada e la corona aurea, in relazione con l’albero delle vita e la regalità sacra (re David).

Pittogrammi e antichi luoghi di culto

Ecco altri pittogrammi scoperti nelle immediate vicinanze di antichi luoghi di culto nell’Inghilterra meridionale ed in Germania: Alton Barnes, luglio 1990. Il colossale pittogramma si estende per 168 metri in lunghezza. I suoi disegni fanno pensare a chiavi, ruote o dischi. Migliaia di visitatori sono accorsi per vederlo. Alton Barnes, 2 luglio 1991. Poco lontano dal luogo dove era apparso il precedente pittogramma, ne appare un altro, detto il manubrio. Misura circa 90 metri in lunghezza. Barbury Castle, 16 luglio 1991. Ai piedi della fortezza collinare, risalente all’età del ferro, appare un pittogramma dalla geometria sacra. Secondo lo studioso del fenomeno John Michell, questo simbolo racchiuderebbe in sè il principio del Tre in Uno, in quanto la superficie del cerchio centrale è esattamente la somma delle superfici dei tre cerchi che lo circondano. Grasdorf, Bassa Sassonia, 22 luglio 1992. Questo gigantesco pittogramma non è stato scoperto in Inghilterra bensì in Germania, nelle vicinanze di Thierberg, luogo di culto germanico, e si estendeva su ben 5000 mq di grano, per una lunghezza di 100 m. ed una larghezza di 50 m. La figura era costituita da sette simboli e tredici cerchi. Nel mezzo di quello centrale, una croce, l’antico simbolo del Sole. Nell’insieme ricordava il noto graffito scandinavo del Carro del Sole, venerato dai germani del nord. Il due agosto si presentò sul posto un uomo in tuta azzurra da lavoro, munito di un costoso metal detector, il quale trovò nel pittogramma tre piastre metalliche del diametro di circa 25-30 cm., del peso di cinque chilogrammi l’una, che recavano impresso lo stesso motivo. Interpellato, il gioielliere della città constatò che le piastre erano costituite di tre strati sovrapposti, uno di oro di grande purezza, il secondo di argento ed il terzo di bronzo. Non si Ë potuto sapere più nulla dello strano personaggio in tuta da lavoro azzurra e nemmeno si sa chi abbia sotterrato le piastre nel campo di grano in questione.

Pensionati e Porcospini

Nonostante la massiccia presenza di centinaia di crop-circles in Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Svizzera, Ungheria, Canada, Giappone, Australia, Porto cerchio nel granoRico e altre nazioni, c’è chi sostiene che si tratti di falsi. Però è certo che non sono stati i pensionati britannici Doug Bower di 70 anni e Dave Chorley di 65 anni a costruire con l’inganno e l’aiuto di qualche asse da cantiere edile i primi cerchi, e nemmeno alcuni studenti buontemponi tedeschi. Non si tratta né di turbini di vento, né di forze geomagnetiche. Tra le varie ipotesi fornite, ecco la più divertente: i cerchi potevano essere stati impressi nel grano da ricci e porcospini nel momento della copula dai loro rivali in amore, che, quali involontari spettatori della scena, corre-vano in tondo ad una certa distanza dalla coppia, marcando così il bordo esterno dei cerchi. Tuttavia, per gli ormai noti motivi di debunking o cover-up, qualcuno si Ë divertito a creare artificia-lmente dei cerchi nel corso del 1992. Ma le differenze sono evidenti, come mostrato dalle immagini. Non si tratta di forme geometriche perfette, e le spighe risultano essere state calpestate e danneggiate. Secondo Sun Bear (orso solare), anziano e saggio guaritore indiano dei Chippewa, i cerchi nel grano sono simboli simili ai cerchi rituali degli antenati del suo popolo, come quelli che si trovano dipinti o incisi sulle pareti delle caverne e sulle tombe preistoriche in Europa e nel resto del modo. Sono i cerchi della antica religione materna, in cui la Terra veniva venerata come "madre dispensatrice di vita". "Dobbiamo tornare ad onorare e rispettare la Terra", dice Sun Bear, "ritrovare il rispetto per la natura equivale al rispetto per noi stessi".I pittogrammi, a mio parere, possono essere interpretati come messaggi simbolici provenienti dal cosmo, una forma di scrittura universale ed ancestrale che, attraverso bellissime immagini, vuol farci capire a livello subcosciente una realtà fondamentale. Qualcuno che non è da considerare un abitante del nostro pianeta ci parla da millenni, ma oltre le parole vi sono anche dei fatti. Riferendomi alle esperienze dei personaggi medievali, non credo sia illecito supporre un intervento extraterrestre che oggi definiremmo un incontro ravvicinato del 3° o 4° tipo, mirato soprattutto ad interferire nella sfera psicologica e istituzionale degli uomini, a scopo di favorirne l’evoluzione.

Excalibur e il potenziale umano

In questo senso, Excalibur è la spada che conduce, tramite un doloroso cammino, alla comprensione della vera natura della nostra esistenza. La roccia, raffigurante la materia prima indifferenziata, Ë quindi simbolo del potenziale che giace incompreso in noi e che prima o poi dovremo evidenziare. Considero inoltre Excalibur una prima tappa evolutiva, e mi auguro che la seguente sia meno dura. Vi propongo in conclusione un testo di un poeta britannico del 19° Secolo, William Blake: "E un tempo questi piedi non hanno forse camminato sulle verdi colline d’Inghilterra? E il Santo Agnello non è stato forse visto saziarsi sui suoi opulenti pascoli? E non era qui forse, sopra le nubi di questi colli che la Grazia di Dio splendeva più luminosa? E Gerusalemme non è stata costruita qui, in mezzi a questi mulini infernali? Portatemi un arco d’oro incandescente! Portatemi le frecce del mio desiderio! Portatemi la lancia, oh nubi squarciatevi! Portatemi il mio carro di fuoco! Io non desisterò dai miei sforzi, e la spada non mi cadrà dalle mani finché Gerusalemme non sarà stata ricostruita sui verdi e fertili prati d’Inghilterra!" Che cosa si può dedurre da questi crop circles? Se lo sono chiesti diversi studiosi e cereologi, tra cui l’ingegnere elettrotecnico britannico Colin Andrews, l’ingegnere elettrotecnico Pat Delgado, che ha lavorato per anni per l’aeronautica militare inglese e per la NASA come esperto missilistico, il pilota civile Busty Taylor, l’ingegnere Thomas Roy Dutton, capo del settore ricerca della British Aerospace, nonché l’antropologo ed ufologo tedesco Michael Hesemann. Questi ed altri giungono alla stessa conclusione: i cerchi sono opera di un’intelligenza non umana, la cui natura ci Ë ancora ignota. Ecco alcune caratteristiche dei pittogrammi:

1- la maggior parte dei cerchi rappresenta figure geometriche di notevole precisione, dalla forma circolare, ad anello, ellittica o quadrangolare. C’è una netta definizione fra il grano piegato e quello ancora ritto, e solo in pochi casi i cerchi oltrepassano i confini del campo.

2- Appaiono per lo più sui campi di grano ed orzo, a volte in quelli di colza, avena e sull'erba alta da foraggio, per lo più tra maggio e settembre, quando le spighe hanno raggiunto una certa altezza.cerchio nel grano

3- Al momento della scoperta di un cerchio, gli steli delle spighe risultano dolcemente piegati in intrecci o ramificazioni, mai spezzati o danneggiati, e in genere continuano a crescere in posizione orizzontale fino a completa maturazione.

4- Nelle spighe prelevate dai cerchi i nodi degli steli sono più grossi di quelli delle spighe rimaste in piedi nel campo, mentre i chicchi delle spighe risultano deformati, al contrario di quelli del restante raccolto.

5- le direzioni possono essere in senso orario, antiorario, centrifugo, rettilineo, a svastica, composito e altre, ma sempre precisi matematicamente e geometricamente.

6- I cerchi singoli e le composizioni sono posti parallelamente alla conformazione del terreno o ai solchi lasciati dall’aratro, si formano di notte e quasi sempre in assenza di testimoni oculari. I campi che hanno già impressi dei cerchi vengono rivisitati per deporne altri o per completare quelli esistenti, e come luogo scelgono di preferenza zone nelle immediate vicinanze di località preistoriche o di tumuli funerari.

7- E’ straordinaria la varietà sia dei disegni che delle composizioni; il diametro dei cerchi va da un minimo di 1,5 metri a un massimo di 60 metri la lunghezza delle formazioni dai 14 ai 200 metri, e la loro complessità è aumentata tra il 1978 e il 1992.

8- In alcuni casi si sono avuti avvistamenti di UFO poco prima o contemporaneamente alla formazione dei cerchi, vengono avvertiti insoliti rumori, sui nastri magnetici sono registrati ronzii e rombi di cinque kilohertz. Sul posto rimangono energie residue, che possono essere localizzate dai rabdomanti (bombardamenti da micro-onde, radioattività).Dalle reazioni e discussioni dei ricercatori del fenomeno risulta quasi unanime l’opinione che si tratti di tentativi di comunicare con il genere umano e di indirizzarlo in una precisa direzione, da noi non ancora pienamente afferrata.

Note bibliografiche:

Julius Evola, "Il mistero del Graal", ed. Mediterranee
Norma Lorre Goodrich, "Il Santo Graal", ed. Rusconi
Dominque Viseux, "L’iniziazione cavalleresca nella leggenda di re Artù", ed. L’opera segreta, Mediterranee


Intervista rilasciata da Alfredo Lissoni in esclusiva per il nostro bollettino a Dario Mammoliti

- Quando e da cosa è nata la ricerca dei File Fascisti?

Nel 1999, dopo che la rivista del contattista Giorgio Bongiovanni ha pubblicato i primi telegrammi dell'Agenzia fascista Stefani (da poco ricevuti) in cui si annunziava il recupero segreto di un UFO nel '33. A quel punto, parlandone con Roberto Pinotti del CUN, ho saputo (anche se la notizia, a grandi linee, mi era gia' stata data anni prima) che anche lui aveva ricevuto del materiale, questa volta in originale (diversi carteggi contenenti disegni di UFO visti nel '36) e che da tempo anche lui si era attivato in questa ricerca che pero', in mancanza di ulteriori elementi, era stata momentaneamente accantonata. Ho chiesto ad entrambi di avere copia del materiale da studiare e poco alla volta e' stato possibile ricostruire la vicenda. In pratica, l'anonimo mittente di questi documenti, che ho ribattezzato "Mister X", stile il film "La nona porta" aveva spezzettato le informazioni e le aveva inviate in giro a diversi giornali e riviste (anche al quotidiano bolognese "Resto del Carlino"), spedendo ad ognuno solo un pezzetto della storia che, una volta ricostruita, e' risultata essere assai ben piu' articolata di una serie di avvistamenti tra il '33 ed il '40 o del semplice recuperato di un disco volante. In buona sostanza, nel '33 Mussolini aveva istituito una commissione segreta di studio sugli UFO, la prima della storia contemporanea; il team, denominato "Gabinetto RS/33", aveva raccolto testimonianze, foto e filmati dei misteriosi oggetti, per forma e prestazioni identici ai moderni UFO.

- Hai incontrato grosse difficoltà a trovare i riscontri?

Enormi; i testimoni son tutti morti o irrintracciabili; gli archivi dell'epoca sono stati distrutti dai bombardamenti durante la guerra o misteriosamente bruciati dopo la guerra (con la scusa del dover "fare spazio", come e' accaduto con l'Archivio di Stato di Bergamo); altra parte del materiale e' stata secretata dai militari. Il tempo, poi, lavora contro questa ricerca; due testimoni chiave, un veneto che avvisto' gli UFO sul capoluogo nel '36 (caso descritto dettagliatamente in un rapporto fascista), ed un tecnico bresciano che ha ricostruito il disco volante recuperato nel '33, sono morti alcuni anni fa, a causa dell'età avanzata.

Inoltre una parte consistente dei testimoni di quegli eventi venne uccisa durante la guerriglia partigiana. Fortunatamente "Mister X" ha rintracciato (casualmente) un memoriale scritto direttamente da un membro del team fascista che studio' gli UFO; era un suo parente e gli ha lasciato in eredita' diversa documentazione originale segreta. Cio' che Mister X ha scoperto e' stato - a suo dire - talmente sconvolgente da spingerlo a celare la propria identita' e a depositare il principale documento (originale), il memoriale, presso un avvocato.

- Hai notato qualche reazione da parte di qualche organo ufficiale Italiano?

Si' ; ma preferisco non parlarne. E' facile intuire chi si sia mosso...

- Di questo caso si può parlare di evento UFO=ET?

Certo; non solo. Questa scoperta dimostra inequivocabilmente che gli UFO sono extraterrestri; che non sono un mito del dopoguerra, in quanto retrodatano la nascita ufficiale dell'ufologia dal '47 al '33, spostandola dall'America all'Italia. Nessun mito, dunque, ma velivoli non terrestri.

- Si può paragonare al caso Roswell e se si quali analogie troviamo?

Si', con la differenza che il crash di Roswell si verifico' in una repubblica democratica e la notizia, pur se in seguito occultata, filtro' massicciamente alla stampa di tutto il pianeta; nel caso del crash italiano la polizia segreta fascista - che operava in una dittatura - lavoro' meglio dei servizi segreti USA; e per piu' di mezzo secolo nessuno ha mai saputo nulla.

- Oggi intorno all'ufologia c'è grande confusione e si assiste alla nascita continua di nuovi gruppi, alcuni dopo poco tempo spariscono, altri invece continuano e seguono la corrente a loro più congeniale, qual'è il tuo pensiero in merito?

Che chi ha veramente nel cuore la fiamma dell'ufologia va sempre avanti, al di la' delle bandiere, dei gruppi, delle tifoserie. Importante non e' l'appartenenza ad un centro, ma che la ricerca vada avanti.

- Puoi darci una tua opinione su: Roswell - Corso - Area 51 - Lazar

Roswell, vero crash alieno, con tanto di insabbiamento. Troppi testimoni credibili hanno confermato la vicenda; inoltre abbiamo i giornali dell'epoca, oltre duecento testimonianze registrate o filmate di protagonisti di quei fatti, persino frammenti del disco volante. Più di così...

Circa Corso, non ho prove certe che abbia raccontato la verita' nel suo celebre libro; posso solo basarmi su delle impressioni, maturate parlandogli, in quanto Corso ha rivelato molte vicende segrete ma non ha fornito prova alcuna che quanto dicesse fosse vero. Secondo me aveva veramente visto un alieno morto; quando ne parlava aveva la tipica inflessione vocale, lo sguardo ed il trasporto emotivo di chi racconta eventi reali, e non di chi mente. So che questo per la scienza non è una prova, certamente... Per questo dico che la mia impressione - e non potrei basarmi su altro - era positiva. Cosi' come il suo libro "Il giorno dopo Roswell" presenta una miriade di eventi e connessioni logiche decisamente pertinenti; il volume, a parte alcune parti dubbie (come ad esempio i veri prototipi tecnologici ricavati da un processo di retroingegneria aliena), appare molto credibile; anche la ricostruzione storica, sia del periodo descritto (dal Quaranta agli anni sessanta), sia del crash di Roswell e' in larga parte coerente. Senz'altro, poi, il Pentagono studio' la retroingegneria aliena (sarebbero stati degli sciocchi, a non farlo); non so quanto cio' abbia realmente influito sulle nostre conoscenze tecniche. Non credo invece che Corso abbia avuto contatti telepatici ed incontri con gli alieni, come rivelato a posteriori.

Circa l'Area 51, esiste ed e' stata fotografata in lungo e in largo sin dagli anni Sessanta dai satelliti sovietici; indubbiamente al suo interno custodisce segreti ben piu' importanti degli aerei invisibili; troppi episodi confermano che la tecnologia che si sviluppa al suo interno va ben oltre quella terrestre: decine e decine di video che mostrano ordigni decisamente non terrestri librati (alcune volte addirittura immobili a mezz'aria) in volo sopra la base; processi ed azioni legali, volte a gettare luce sui black projects della base, regolarmente bloccate dalle alte sfere governative USA; decine di testimoni intimiditi perche' avevano solo osato avvicinarsi alla base; piloti (c'e' un caso documentato dell' '82) sottoposti a cancellazione "selettiva" della memoria (distruzione dei ricordi compresi entro un ristretto arco di tempo, con una tecnica sconosciuta alla nostra scienza, ma ricorrente nei casi di rapimento UFO) e solo perche' avevano osato atterrare senza permesso nel perimetro della base; ex militari che hanno confessato di avere visto al suo interno tecnologie non terrestri; ma cio' che sconcerta e' l'imperforabile cappa di segretezza stesa sulla base dalla Presidenza degli Stati Uniti, che ha permesso che: 1) da sempre la localizzazione della base non sia segnalata su alcuna cartina geografica; 2) le vedove dei tecnici impiegati a Dreamland e morti per contaminazioni varie non subissero alcun risarcimento perche' tuttora, ufficialmente, "la base non esiste"; 3) venisse concessa licenza di uccidere alla polizia ed ai soldati (privi di alcun segno di riconoscimento) che trovano curiosi aggirarsi nel perimetro (sterminato) della base); 4) venissero acquistati i diecimila acri di terreno circostante per impedire ai curiosi (perlopiu' ufologi) di filmare a distanza le apparizioni di UFO sopra le installazioni militari terrestri; 5) si attuassero minacce e boicottaggi verso tutte quelle persone che hanno osato parlare della base, dal giornalista Tony Pelham sino al regista D. Emmerich, che oso' svelare in un film ("Independence Day") l'esistenza di Area 51.

Se il governo USA tiene cosi' tanto alla segretezza di questa base, e non di altre, un motivo ci deve essere. E deve essere un motivo di notevole spessore.

Quanto a Lazar, e' un personaggio considerato assai controverso da molti ufologi, ma credo veramente che abbia lavorato per un certo tempo a S-4 (il suo nome compare in un'agenda scovata all'interno della base); l'ufologo Jacques Vallée, che l'ha intervistato, afferma che il suo background e' realmente quello di un fisico; ritengo sia sincero, anche se credo che, dopo le prime interviste (evidentemente ben pagate) si sia fatto prendere un po' la mano e si sia abbandonato a dichiarazioni un po' sensazionalistiche. Ma nel complesso, a naso, gli darei un alto grado di credibilita'.

- Cosa pensi del contattismo?

Che per molti e' una fantasia compensativa; per 50 anni i contattisti di tutto il mondo ci hanno raccontato storie diversissime e spesso risultate infondate, a differenza dei testimoni di avvistamenti UFO (o addirittura di rapimenti), che riferiscono tutti le stesse cose, pur senza nulla sapere degli UFO o degli altrui racconti. D'altra parte, essendo il contattismo una "tecnica" in larga parte mentale, non disponiamo di alcuno strumento che ci permetta di verificare se il contattista stia veramente ricevendo messaggi. Nell'ottica dell'ufologia "viti e bulloni" il contattismo stona (ed anzi, scredita); per l'ufologia parafisica, ricevere messaggi da mente a mente è invece possibile. A parte questo, non si può escludere che alcuni contattisti abbiano effettivamente filmato o fotografato qualcosa di reale; quanto al fatto di essere stati investiti dall'alto di una missione superiore, beh, questo è da vedere (e da dimostrare).

- Pensi che un giorno la scienza ufficiale si occuperà del fenomeno ufologico come materia di studio, oppure resterà chiusa a riccio come è oggi?

La scienza ufficiale non ama essere messa in discussione, ne' perdere di autorita' o credibilita', e l'ufologia ha in se' una carica innovativa dirompente. E' dunque piu' facile che vi sia un giorno un riconoscimento se si attivera' un gruppo di scienziati dissidenti; la scienza legata all'establishment non ha alcun interesse a mettere in discussione le proprie comode, sicure e ben pagate posizioni ufficiali.

- Tre anni fa fu firmata la carta di San Marino da parte dei partecipanti al Congresso e provenienti da tutto il mondo. Con questa carta veniva chiesto che i Capi dello Stato e del Governo della Repubblica di San Marino presentino alle Nazioni Unite una mozione sollecitante "la costituzione di una Agenzia o Dipartimento delle Nazioni Unite per affrontare, coordinare e divulgare i risultati della ricerca sugli oggetti volanti non identificati e i fenomeni connessi". Ha avuto un seguito, oppure è rimasta lettera morta?

E' rimasta - ahime' - lettera morta. Segno che l'ONU non ha intenzione di "sporcarsi" nuovamente le mani con gli UFO.

- Grazie per la tua disponibilità e a rivederci presto a Lugano.

Sara' un piacere. Saluti
Alfredo Lissoni

 

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CUSI - Centro Ufologico della Svizzera Italiana