lessico
di pedagogia
autonomia (ideologia dell'
...) dicembre
2011
Il neo liberismo ha un concetto del tutto economico della conoscenza
conoscenza = capitale umano = risorsa da investire.
Considerata la conoscenza quale capitale umano, il neo liberismo
si avvale degli apprendimenti formali, degli apprendimenti informali
e degli apprendimenti autonomi (altrettante forme dell’apprendimento
permanente – vedi informale (apprendimento ...)
in questo stesso lessico).
(...) In verità il concetto di Autonomia, nella società
capitalista, é il Cavallo di Troia, la punta di diamante,
della penetrazione del neo liberismo nella scuola.
continua
...
alto
potenziale cognitivo
“Non si può fare” (5:2=?)
“Non si può fare”. Questa la risposta
di un docente.
Quella la risposta alla domanda formulata da un suo allievo, in
seconda elementare:
“Quanto fa 5 diviso 2 ?”.
Il docente, incapacitato a considerare l’universo numerico
oltre i numeri naturali, ha risposto:
“non si può fare”.
Poi il bambino, tornato a casa, interpella i genitori e chiede
cosa è tutta quella furfanteria dei numeri con la virgola.
Un imbroglio, visto che il maestro ha detto che non si può
fare 5 diviso 2. Preso poi il porcellino dei suoi risparmi, contandoli,
infine considerava che in numeri non erano solo quelli della sua
scuola.
Un’attitudine rispettosa ed intelligente avrebbe detto:
“Sai ... tu devi considerare che in seconda elementare
questi calcoli non si fanno. Ma a te, che sei così curioso
e perspicace, te lo posso insegnare”.
E poi ... in qualche modo avrebbe potuto proporre una attività
o un percorso cognitivo che lo spingesse ad affrontare, o fors’anche
solo sorvolare, gli universi dei numeri: i numeri naturali, i
numeri interi relativi, i numeri razionali, i numeri reali, i
numeri complessi ...
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note
sparse
Valore d'uso
Sono necessarie le bandiere (rosse, nere, arcobaleno,
ecc.) per rivendicare il valore d’uso?
In questi giorni molti osservatori degli ultimi disordini giovanili
zurighesi (esperti o semplici cittadini) si chiedono come mai
dei gruppi di giovani si ritrovano lì, il sabato sera,
per spaccare vetrine, vandalizzare qualche strada e quant’altro.
Ci si chiede, si chiedono, questi osservatori, come mai succedono
queste cose. Come é possibile, perché? Si cercano
delle spiegazioni. Ci si interroga su quale disagio sociale o
clinico questi giovani portano su di sé per sfogarsi in
quella maniera. E allora si dà il via ai criteri psichiatrici
- “sono malati”,
hanno avuto una gioventù disagiata”, le famiglie
di origine hanno perso i “valori” - o criteri politici
“sono gruppi eversivi” e quant’altro. Insomma
si cercano elementi di spiegazione in qualche supposto criterio
della devianza.
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alto
potenziale cognitivo
I bambini ad alto potenziale cognitivo
traduzione del sottoscritto dal francese de
Les enfants à haut potentiel
intellectuel, edito dalla ASEP
(Association Suisse pour les Enfants Précoces)
Mito: un piccolo genio, dalla conoscenza enciclopedica,
studioso, con la risposta a tutto,
sempre pronto ad andare avanti in classe ...
La realtà deriva da un terribile equivoco:
i bambini il cui quoziente intellettivo è nella fascia
medio-alta (tra 100 e 125/130) attivi, attraenti, con buone competenze
linguistiche, che
iniziano a leggere e scrivere facilmente verso i 6 - 7 anni, sono
talvolta identificati dagli
insegnanti come bambini ad alto potenziale, quando in verità
si tratta di bravi allievi, applicati
e socievoli (spesso si confonde, a torto, l’efficienza cognitiva
con l’efficacia scolastica).
In realtà il ragazzo ad alto potenziale cognitivo (QI tra
125/130 e 160) è spesso un bambino
difficile che ha incontrato rapidamente dei problemi d’integrazione
nella scuola. In classe,
l’allievo ad APC evita, in generale, di farsi notare troppo
performante; consapevole della sua
differenza, cerca di nasconderla facendo a volte volontariamente
degli errori ...
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articoli
e documenti di lavoro
Favola. Autonomia a scuola?
Il neo liberismo ha un concetto del tutto economico della conoscenza.
Conoscenza quale “capitale umano”, risorsa da investire.
Tale economia (?) - il punto di domanda ci sta visto lo spreco
energetico di risorse umane e materiali che il capitalismo comporta
- tale economia neo liberista della conoscenza ha sviluppato il
concetto di autonomia fra gli istituti come strumento di competizione
e di produttività; sullo slancio dei suoi successi (si
fa per dire) sociali ed economici, il neo liberismo in espansione
stimola l’utilizzazione concettuale (egemonica), sociale
ed individuale dell’autonomia nel campo dell’apprendimento,
per la crescita degli allievi. Considerata la conoscenza quale
capitale umano, si avvale degli apprendimenti formali,
degli apprendimenti informali e degli apprendimenti autonomi
(tutte forme dell’apprendimento permanente).
In verità il concetto di Autonomia, nella società
capitalista, é il Cavallo di Troia, la punta di diamante,
della penetrazione del neo liberismo nella scuola.
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lessico
di pedagogia
PISA, Invalsi, HarmoS (sui confronti
delle competenze) novembre
2010
Quale la funzionalità della misura delle competenze? Quale
la funzionalità dei confronti fra istituti, o fra sistemi
scolastici?
In che maniera i confronti (PISA, Invalsi, HarmoS) fra istituti,
o sistemi scolastici hanno a che fare con le leggi del mercato?
E cosa hanno a che fare con lo sviluppo del mercato?
In quale maniera questi confronti hanno a che fare con l’aziendalizzazione
della scuola?
Ammettiamo un confronto tra un istituto A e un istituto B, oppure
tra un sistema scolastico nazionale A ed un sistema scolastico
nazionale B.
Consideriamo, dopo debita misura e controllo dei risultati degli
allievi, che A è migliore di B, che i risultati di A sono
più alti.
Ne consegue che A > B.
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lessico
di pedagogia
Formale – non formale (Pubblico
– privato) novembre 2010
La distinzione tra “apprendimento formale” ed “apprendimento
non formale” indica due modalità dell’apprendere.
L’apprendimento formale è quello che avviene a scuola.
L’apprendimento non formale o informale é l’apprendimento
che si sviluppa fuori dalle scuole.
La definizione di formazione continua non formale
racchiude tutte le forme d’insegnamento non dispensate dal
sistema scolastico istituzionale.
La definizione di apprendimento informale racchiude le attività
intraprese con uno scopo esplicito d’apprendimento escludendo
le attività effettuate in una relazione d’insegnamento.
(...)
La coppia “formale – non formale”, sostituisce
la coppia “pubblico – privato” (vedi lessico).
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...
articoli
e documenti di lavoro
Percezione,
rappresentazione, organizzazione, ri-cognizione di un bambino
di un percorso aritmetico differenziato. (casi clinici 5)
1. Le righe seguenti possono essere considerate
sotto la metafora della finestra.
1.1 Cosa é la finestra? La cornice che la
contiene o l’apertura contenuta, con eventualmente tutto
l’orizzonte che ne può trasparire? Per finestra,
il dizionario considera l’apertura praticata in un muro,
il parlar comune dice “apri la finestra”, così
da arieggiare un locale. Il dizionario, per finestra, considera
però pure i battenti, le persiane. Ma se il muratore dice
“ho fatto un’apertura”, nel senso di aver aperto
una finestra, pure il falegname dice ho “fatto una finestra”,
nel senso di averla sagomata oppure posata … Insomma supporto
fisico, intelaiatura, o vuoto spazio che da su di un orizzonte
… con finestra intendiamo molte cose differenti fra loro.
1.2 … insomma tratterò di due cose:
di esecuzione, di posa, … e di sguardo.
Eseguire una finestra, posare una finestra, guardare oltre la
finestra. Questi gli oggetti cognitivi di queste riflessioni.
Da un lato tratteremo di tecniche, di meccaniche; tratteremo di
elementi esecutivi e di elaborati manuali o fisici, di algoritmi
ripetuti e ripetibili.
Dall’altro tratteremo di logiche e di rappresentazioni,
di pensieri, di narrazioni, di sguardi …
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lessico
di pedagogia
Valutazione (primato della
...) ottobre
2010
Il “new public management” si presenta nelle finanze,
nella salute, nell’educazione, in ogni settore della pubblica
amministrazione.
Uno dei segni della penetrazione del pensiero aziendale ed economico
(neo-liberista) nella scuola è l’esercizio della
valutazione.
La pratica della valutazione deriva dall’interesse per la
produzione ed il suo controllo. Le competizioni PISA non sono
che un esempio, fra i maggiori, se non il maggiore, del confronto
e della competizione (silenziosa, tacita) fra sistemi educativi.
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lessico
di pedagogia
Standard in educazione, settembre
2010
A molti è noto il dibattito sui pericolosi
ed involutivi effetti pedagogico-didattici degli standard in educazione.
La letteratura critica sugli "standard" prodotta da
parecchio tempo nei paesi anglosassoni (soprattutto negli Stati
Uniti), dimostra che l'utilizzo degli "standard di performance"
produce un rischio enorme: il cosiddetto "learn to test".
Vale a dire che si "impara a riuscire le verifiche":
gli insegnanti modellano così i loro corsi in modo da assicurare
la migliore riuscita ai test. Di conseguenza, le competenze definite
all'origine dei piani di studio non sono realmente applicate dato
che l'obiettivo da raggiungere è quello di raggiungere
i migliori risultati "misurabili".
Insomma non si certifica quanto si insegna ma si insegna quanto
si certifica.
Ma se il pericolo di appiattimento degli insegnamenti sugli standard
è così pericoloso e forte, quale la ragione della
loro applicazione sistematica?
La verità è che, in qualche maniera, la definizione
degli standard ha a che fare con le leggi del mercato, e non con
la pedagogia.
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lessico
di pedagogia
Opportunità (pari
...) maggio 2010
Il sistema scolastico, che si vuole e si dice democratico, il
sistema che dichiara e dice di perseguire le pari opportunità,
funziona ugualmente e specialmente sui modi e sui ritmi del capitalismo
(competitività, individualismo, “meritocrazia”),
sulle disuguaglianze in genere.
La nostra società, capitalista, iper competitiva, deve
misurare il merito individuale.
Ed il merito viene ben mascherare un principio ben conosciuto
in fabbrica: il principio del lavoro a cottimo.
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articoli
e documenti di lavoro
la nostra armonizzazione, i nostri standard
Per un Manifesto per la scuola pubblica e il diritto
alla formazione.
0. Ogni scuola é l’espressione e il prolungamento
di una formazione socio economica. Chiedere di cambiare la scuola
significa quindi cambiare nel contempo la formazione socio-economica
che la regge e la finanzia.
Ogni scuola necessariamente assume un’organizzazione, propone
dei contenuti e dei metodi che sono diretta espressione dei rapporti
di forza fra le forze produttive della società civile.
Riproduce la stratificazione sociale della popolazione, avendo
come scopo, e sua macro - organizzazione interna, quella di proporre
la competizione e la divisione dei saperi.
La scuola, che oggi regge la formazione della gioventù,
è una scuola capitalista.
I suoi obiettivi e metodi sono quelli propri al capitalismo: la
crescita della produttività, l’ottimizzazione e la
razionalizzazione delle risorse, la competizione, la formazione
di una élite.
La sua struttura e organizzazione è pure propria al capitalismo:
oltre la scuola dell’obbligo, tutta la formazione è
iscritta in una logica di mercato, di difficile accesso per i
più (che sia informale o post-obbligatoria).
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articoli
e documenti di lavoro
7 lezioni
per una pedagogia di classe. Note attorno a allievi stranieri,
alloglotti, poveri,
Giovanni Galli
Quando si sente parlare di bambini stranieri nella nostra scuola
spesso se ne parla come se rappresentassero un problema, o una
ricchezza per i “nostri” bambini.
Un problema, in quanto il ritmo e la qualità del lavoro
scolastico ne risentirebbero in maniera fortemente penalizzante.
Una ricchezza, in quanto la diversità delle origini, delle
lingue e così via, permetterebbero un contesto di lavoro
arricchito e maggiormente stimolante da un punto di vista culturale
e sociale.
Alla prima osservazione - “con tanti stranieri il livello
e il ritmo di lavoro scolastico sono penalizzati, chi ne risente
sono i nostri bambini” - si tende a controbattere con la
seconda: “é vero che può essere difficile,
ma ci guadagniamo nello stare assieme”.
Non si dà quindi una risposta specifica e diretta alle
preoccupazioni dei genitori.
Gli si gira solo attorno, si cincischia.
Ma non sono mica tutti scemi ...
continua ...