:: Storia della città::

Situata in uno scenario suggestivo, circondata dai monti Brè e San Salvatore lugano deve molto al lago omonimo, senza il quale perderebbe gran parte del suo fascino. Questo anfiteatro naturale costituito dalle due cime, dalle colline e dai monti nord della città, infatti, diventa un tutt'uno con il lago creando un paesaggio naturale di indiscussa bellezza. La città ha subito nel corso di questi anni profonde trasforamzioni culturali, sociali ed economiche. Diventa quindi difficile, sia per un abitante della città che per un turista, individuare luoghi cari alla memoria storica come, ad esempio il borgo dei pescatori.

Solo il nome di due tra le più antiche contrade ricordano efficacemente il primo nucleo borghigiano: via Nassa, che deve il suo nome al noto strumento di giunco o di filo tessuto a maglia per prendere i pesci, e via Pessina, dal latino "piscium". La Lugano di allora (900-1200) era compresa in uno spazio geografico a forma quasi triangolare, che aveva per vertici l'attuale piazza Battaglini, il Crocicchio di Cortogna e il "bel San Lorenzo".Della cattedrale di San Lorenzo, i cui rifacimenti si susseguirono nel tempo, si hanno notizie fin dall'875. All'originaria costruzione romanica si aggiunse la bella facciatà rinascimentale, in seguito, nel 1640, per ragioni di staticità, si trasformò la torre campanaria conferendole l'aspetto naturale.

Questa sistemazione piacque tanto alla comunità che, quando nel 1905, l'architetto Guidini propose di ritornare all'antica torre romanica, i luganesi si opposero, quella cupola era ormai entrata a far parte del paesaggio e della storia della città.Oggi la robusta torre appare dolcemente ingentilita dalla cupola e dai quattro finestroni disegnati e realizzati dall'architetto Tencalla. Dal sagrato di San Lorenzo, la scalinata che si affaccia su via Cattedrale ci porta direttamente in piazza Cioccaro (dalla voce dialettale "ciocchè", campanile) dominata a nord ovest dalla bella facciata di Palazzo Riva, fatto costruire intorno al 1740 da Antonio Riva.


L'entrata principale e il cortile del Palazzo, che si aprono su via Francesco Soave, rappresentano un raro esempio monumentalità settecentesca giunta a noi nella sua veste originaria. Proseguendo per via Soave, incrociamo via Pessina dove possiamo ammirare lo splendido porticato ottocentesco che con il suo gioco di colonne ed archi si presta a suggestive inquadrature fotografiche. La contrada di Pessina si presenta profondamente mutata rispetto al passato. Sono scomparse, infatti, le botteghe artigiane che hanno lasciato il posto a negozi di vario genere. Uno scorcio di fine secolo si può ritrovare verso piazza Maraini, dove l'iniziativa di un intrapprendente commerciante ha, di recente, dato via a botteghe che ricordano molto quelle scomparse: la bottega del pane, quella della frutta e della verdura, della gastronomia, la bottega del fiorista, il negozio del vino.


Prima di avviarci verso i portici di via Nassa, attraverso piazzetta Maraini, diamo uno sguardo a piazza Riforma ove troneggia la bella facciata del Palazzo Civico, costruito nel 1848 dall'architetto Moraglia per ospitare la sede del Governo cantonale. La maestria di quest'ultimo è ravvisabile anch nello splendido porticato del cortile interno. La struttura ospita opere d'arte di varie epoche storiche, degne di nota.

Abbiamo parlato di piazza Grande perchè questo era l'antico riferimento toponomastico a quella che oggi è conosciuta come piazza della Riforma, che Mario Agliati ha ribattezzato con affascinante ispirazione "la piazza della variata storia". Oltre alle numerose banche, si affacciano sulla piazza i luoghi di ritrovo della città: "il "Caffè Federale" e "l'Olimpia" già Jacchini e Centrale. Vero punto di incontro, il luogo è animato ogni martedì e venerdì dalla presenza del mercato. Attraversata la piazza e procedendo verso levante, ci si inoltra in via Canova dove dell'antico aspetto, poco è rimasto. Sulla facciata della Basilese, al numero civico 7, possiamo trovare la lapide che, ricordano lo scontro avvenuto nel 1798 tra Cisalpini e Volontari Luganesi, evoca il sacrificio del Taglioretti.

Più in là troviamo la sede del museo Cantonale d'Arte, di sicuro interessante culturale. Sullo stesso lato possiamo ammirare la bella palazzina Albertolli, oggi sede della Banca Nazionale:fu costruita fra il 1815 e il 1818 su una parte del sedime dell'ex convento di San Francesco. La facciata che guarda verso piazza Magatti non è stata per nulla deturpata dalla recenti modifiche, anzi la nuova pavimentazione lastricata ha conferito al luogo una certa rispettosa aristocraticità. Un lato della piazza è chiuso dalla sobria facciata della Chiesa di San Rocco, realizzata nel 1910 dall'architetto Paolo Zanini. Ogni sabato un gruppetto di "brocants" popola simpaticamente questo grazioso angolo della città con pittoresche bancarelle.

Da piazza Maghetti si accede, per il vecchio chiostro, al recentissimo quartiere omonimo; si tratta di una importante realizzazione che ha mutato in modo sostanziale il tono sociale di questa porzione della città.

Torniamo sui nostri passi e avviamoci sotto i portici di via Nassa. Come è avvenuto in via Pessina, anche qui sono scomparse tutt le botteghe artigianali, la cui costruzione risale alla fine del XV secolo.
Venne completamente restaurata fra il 1927 e il 1930 con grande perizio dal pittore Edoardo Berta. Fu un restauro archeologico e artistico, all'epoca forse il più significativo del Cantone, che restitui all'edificio il suo primitivo aspetto. Si tratta, a nostro avviso, del più importante monumento religioso della città, ricordiamo che all'interno si trova il magistrale affresco rinascimentale di Bernardino Luini, raffigurante la crocefissione. Procedendo verso Paradiso incontriamo il Museo d'Arte Moderna di villa Malpensata con le sue mostre periodiche di grande richiamo ed interesesse culturale. Come accennavamo all'inizio di questo itinerario, la città è stata protagonista di un profondo cambiamento, verso la metà del secolo scorso venne realizzata la prima parte di quello che i luganesi, con un simpatico francesismo,ancora chiamano il "quai". Il progetto di Pasquale Lucchini interessò il tratto che va da piazza Alessandro Manzoni (ex piazza Bandoria) alla Chiesa di Santa Maria degli Angioli, oggi va da Villa Ciani a Paradiso.

Dal 1950 al 1900, la città vive un importante mutamento economico e una rivoluzione demografica:basti pensare che in questo periodo il numero degli abitanti raddoppia, da poco più di 5000 a poco meno di 10000. Gli uomini di quel tempo si contraddistinsero per la loro inventiva, la voglia e la capacità di rischiare, ma soprattutto per la loro libertà intellettuale e morale. All'illuminazione a gas, segue quella elettrica, vongno creati l'acquedotto comunale e le fognature, si costruiscono i bagni pubblici. Si pensa a rendere più agibile il trasporto attraverso un collegamento ferroviario con i cantoni d'oltralpe e con la vicina Italia, inizia la navigazione a vapore.
 

[di chi era lugano] [Alcune foto di un tempo]
 

I testi sono stati presi dalla Guida della città di Lugano
redatti dal signor Angelo Brocca