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Musica dedicata al cuore. Chitarre che
armoniosamente accompagnano il sogno di una vita migliore. Parole che
sfiorano i misteri della vita e i sentimenti, accarezzandoli. Giochi di
sensazioni che si traducono in una musica a volte dolce, a volte dai
sapori etnici o, ancora, medievali. Albino Montisci è questo, e ad
ascoltarlo viene in mente un gran falò intorno al quale radunarsi.
Qualcuno lo ha definito menestrello. Può darsi. C'è però dell'altro nella
storia di questo cantautore, che non vuole soltanto proporre la sua
musica, ma uno stile di vita. Albino Montisci va fiero della sua origine
sarda. Forse sono la sua terra, il vento e i profumi dell'isola ad
ispirarlo da giovanissimo.
Ha soltanto 11 anni quando si avvicina per la prima volta a una chitarra.
Ne e così affascinato che si lascia rapire dalla bellezza del suono. Le
sue dita esplorano le corde frettolosamente. Non ha nemmeno il tempo di
accorgersene
e Albino è già lì, con la musica ogni giorno più presente, a far parte di
gruppi che della musica seguono la modernità. Poi la voglia irrefrenabile
di saperne di più. Da questa, l'ingresso al Conservatorio di Torino, lo
studio della chitarra classica e il debutto con ensemble di musica da
camera, che mettono in rilievo le sue ottime qualità di solista. Poi la
voglia di trasmettere la sua conoscenza agli altri lo porta per anni a
insegnare nelle scuole e nei licei. E, improvvisa, una sensazione che
stravolge la vita di Albino Montisci oltre alla musica.
E' il 1978 quando si converte a Dio. Una sete di pace interiore, che lo
accompagna nella scoperta, pagina dopo pagina, del Vangelo. Un amore,
quello che cresce dentro Albino, che lo spinge ancora di più verso la
musica. Comincia così a comporre canti e le sue esibizioni si trasformano
con lui. Albino cresce, e spicca il salto naturale che lo porta ad essere
non soltanto un musicista, ma anche un cantautore. I suoi testi
riconducono a Dio, ma non soltanto. Parole, le sue, che non hanno nulla
dell'improvvisazione, ma che rivelano una profonda riflessione. "Guardo il
ciclo rosso dietro me, so che parla di Qualcuno e che presto mi consolerà
la Sua luce chiara in me...". Ma ce ne sono anche di splendide dedicate a
chi vive di arte, annusando l'aria impolverata del palcoscenico, il trucco
e le prove...come al clown della piazza di Dresda, o al "Mimo che commuovi
anche il nostro cuore, chi sei o chi vorresti essere?" o più semplicemente
per la ballerina silenziosa di un carillon..."Non c'è nessun confine
dietro le ciglia chiuse, la tua felicità resta per noi un mistero".
I suoi
trascorsi rock e pop e la sua specializzazione nella musica classica si
sposano, così, per fondersi in un'unica armonia. Il classico e il barocco
giocano con i ritmi pop in modo equilibrato. E c'è dell'altro a rendere
unici i pezzi di Albino Montisci. I testi sono frutto dell'amore per sua
moglie Cinzia. E' proprio lei, ispirata dalla creatività del marito, a
scriverne alcuni, mentre altri sono realizzati a quattro mani, in perfetta
sintonia. Così, questa unione non soltanto artistica ma basata su una
profonda compatibilità, prende per mano Albino Montisci, che si avvia alla
sua prima performance, nel 1982, in Olanda. E' in occasione del Christian
Artist's Seminar in De Bron. Da qui, una grande popolarità e la richiesta
di una lunga serie di concerti in gran parte d'Europa: Svizzera, Belgio,
Olanda, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Scandinavia, Austria e Francia.
Poi il debutto in grandi Festival, come Vindonissa e Rolle (Svizzera),
Fievo Totaal (Olanda), Nacht der Lieder (Germania). Nel 1987 Albino
Montisci vince in America l' International Gospel Music Association Award
come musicista e autore in lingua non inglese. La sua musica raccoglie,
così, il consenso di un pubblico sempre più ampio. Le sue performances
sono riprese dalla Nos (televisione olandese), dalla Sdr (televisione
tedesca), dalla Tv svizzera e dalla Rai.
Ma la creatività di Albino Montisci va oltre. Non si limita a proporre la
sua musica. Seguendo l'esempio del Christian Artist's Seminar di De Bron,
diventa nel 1984 l'iniziatore del Christian Artist's Seminar in Italia,
collaborando alla
sua fondazione a Firenze. In uno di questi concerti. Albino Montisci
debutta insieme con il popolarissimo chitarrista americano Phil Keaggy.
Adesso, nel cuore di Albino c'è un bruciante desiderio di riuscire a
motivare e risvegliare lo scenario della musica in Italia, e tra poco
vedremo come.
Ad oggi ha inciso dieci lavori discografici. Nel suo penultimo lavoro,
"Dietro l'Anima", si legge un linguaggio simbolico e ricercato. Più
diretto, invece, il suo ultimo lavoro "Semplicemente lode". E' il primo
volume di una raccolta di musiche e canti interamente pensati per la
Chiesa italiana "per darle – si legge nell'introduzione - uno strumento in
più per lodare e danzare come una sposa". La ricerca musicale è ampia,
spazia dall'etnico al rap. Flauti, chitarre, percussioni, piano...c'è di
tutto, compreso un ottimo coro gospel. Un progetto molto sentito,
destinato a far cantare molti giovani. Albino ha pensato anche a chi vuole
non solo ascoltare il suo Cd, ma anche cantare e suonare. Chi ha
installato sul proprio PC Acrobat reader può non soltanto s caricare
i testi dei brani, ma anche gli spartiti. Un artista completo, quindi, che
vuole cantare Dio, e non solo Lui. Albino sa farsi capire da chi parla il
linguaggio della fede, ma piace anche a chi della verità è ancora alla
ricerca. Forse spera che con i suoi canti molti altri giovani possano
dire, come lui, "ti ho visto mio Signore tra gli Angeli del cielo....e ti
ho contemplato luce, vita mia....e io credo solo in te". Ma può darsi che
sia già felice così, perché ha avuto l'opportunità di tradurre in note e
armonia un sentimento profondamente radicato nel suo cuore...
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