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E-MAIL il giornale: l'aria di domani - ultimo aggiornamento: Thursday, 07 February 2008 |
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l'aria
di domani:
Mercoledì 6 febbraio 2008; ore 23:59. |
NOTA SUI FUNERALI DI DAMIANO torna alla home page |
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Ho vissuto i funerali di Damiano a stretto contatto con i miei colleghi giornalisti, cameraman e fotografi del Ticino, della Svizzera, e anche dall'estero. Alcuni li considero dei fratelli. Insieme abbiamo vissuto praticamente tutte le situazioni di crisi del Paese negli ultimi trent'anni. Per me sono dei grandi maestri, come i genitori di Damiano. Al termine del loro lavoro ho accompagnato alla stazione quelli cui sono più affezionato, quelli che stimo di più. Prima di abbracciarli e di infilarli verso il Gottardo ho sentito il loro parere sulla giornata di ieri. Dicono che è andata persa una grandissima occasione per dire qualcosa di Damiano. Vero. Abbiamo sentito, nei discorsi, tanti richiami a condanne esemplari, vari - giustissimi - riferimenti alla saggia lettera dei genitori, ma di Damiano, nei discorsi ufficiali dell'autorità politica, militare e religiosa, non siamo stati capaci di dire quasi nulla. Anzi: effettivamente nulla. In questi giorni non ho smesso per un secondo di pensare al profilo psicologico di Damiano, studente di scienze politiche e tenente dell'esercito svizzero. Sono intimamente convinto del fatto che ci sia una relazione di causa-effetto fra il fatto che Damiano era un tenente dell'esercito svizzero e il fatto che si sia sentito in dovere di fare da mediatore per tentare di evitare una montata di violenza che era nell'aria. Lui è morto per questo. Quindi per me Damiano è un eroe. Mi viene in mente Giovanni Falcone, che citava Kennedy (credo): "Disgraziato quel Paese che ha bisogno di eroi". Purtroppo in questi anni siamo entrati anche noi nella schiera dei Paesi che hanno bisogno di eroi. Stavolta ne abbiamo avuto uno e lo abbiamo perso, in una manciata di secondi. Ma ricordiamoci che non è morto per aver sbagliato una curva al rientro da una discoteca, bensì per aver tentato di difendere la pace del nostro Paese, come gli hanno insegnato la nostra scuola, il suo parroco, il nostro esercito, i suoi meravigliosi genitori, i suoi nonni.
Possiamo vivere e gestire una storia terribile come questa
con tanto patriottismo, ma senza altro odio. Con amore e tenacia si può
trovare tanta luce anche nel nero più denso e il bello di questa storia è
proprio la luce che emana dal profilo umano della vittima. |
| Firmato da Sidney a nome di tutti noi |
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l'aria
di domani:
Martedì 5 febbraio 2008; ore 22:45. |
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Nel pomeriggio il capo del Dipartimento delle istituzioni
Luigi Pedrazzini ha preso contatto con noi chiedendoci di precisare
un'informazione che gli sta particolarmente a cuore. L'affermazione
riportata sotto, nel testo del nostro comunicato di ieri ("io stasera
non esco... vadano pure gli altri a fare il carnevale..."), per quanto
fedelmente riportata, non è stata pronunciata sabato sera, da Pedrazzini,
ma domenica. Sabato sera, come tutti sanno, il capo delle istituzioni era
presente sull'epicentro di questa tragedia, nella sua città. Sappiamo che
con altri si è prodigato nel cercare di alleviare le sofferenze umane
laceranti che questa tragedia ha scatenato in una manciata di secondi.
Quindi non è giusto dire che si è ritirato in casa a riflettere. In realtà
quella che appariva come una telefonata registrata del giorno prima
era una presa diretta di domenica.
La nostra conversazione è stata particolarmente intensa e Pedrazzini è riuscito a farci capire molto bene i propri sentimenti, peraltro identici ai nostri. Siamo dunque lieti di rendergli giustizia correggendo l'imprecisione. Voglio però sottolineare che le nostre critiche di
fondo, relative alla mancanza di un'adeguata La via ce l'hanno indicata con magistrale chiarezza i genitori di Damiano nella lettera aperta che hanno pubblicato oggi. Un invito alla pace, a lasciar da parte le strumentalizzazioni politiche e i conflitti etnici. Una grande lezione di vita. Ieri questo sito internet è stato visitato da mezza Svizzera perché abbiamo proposto un'interpretazione dei fatti che mette in giusta luce la bella persona di Damiano, il suo tentativo disperato e fatale di mediare una soluzione pacifica e stingere la violenza che stava montando nell'aria. Siamo fieri di aver contribuito alla verità. Sidney Rotalinti |
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l'aria
di domani:
Lunedì 4 febbraio 2008; ore 13:00. |
La morte di Damiano Tamagni è stata sottaciuta all'opinione pubblica per
non interrompere i carnevali ticinesi e viene rivelata dai media solo domenica all'alba. Di chi è la responsabilità politica? |
| Luigi Pedrazzini trova facile chiedere 'condanne esemplari' per gli autori, dimenticando il principio della separazione dei poteri e della presunzione d'innocenza. Senza conoscere i fatti che sono ovviamente di competenza e rilevanza penale. Il suo è un comportamento molto grave perché sabato sera, dopo la morte di Damiano, il capo del Dipartimento delle Istituzioni della Repubblica del Canton Ticino avrebbe dovuto fare qualcosa in più di ciò che ha... detto - "io stasera non esco, vadano pure gli altri, se vogliono, a fare carnevale, io sto a casa a riflettere...". Luigi Pedrazzini avrebbe dovuto, come minimo, convocare una riunione di crisi con i rappresentanti della polizia, magistratura e dei Comuni competenti. Questa riunione avrebbe dovuto prendere atto dell'estrema gravità di ciò che era avvenuto e rivalutare completamente la sicurezza e la fattibilità dei carnevali in corso. Invece Pedrazzini si è chiuso in casa e la morte di Damiano qualcuno l'ha tenuta nascosta fino a demenica mattina, a "festa finita". | |
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Un'altra risultanza va detta immediatamente: |
L'aria
di domani
ha avviato una propria indagine su
quanto è avvenuto a Locarno. Stiamo verificando alcune contingenze
particolarmente gravi che riveleremo appena possibile, appena sentiti
tutti i testimoni. Un'unica anticipazione: i tre ragazzi arrestati dopo la
morte di Damiano, come noto, si erano recati a Bellinzona per continuare
la serata. Alcuni testimoni (che ci hanno chiesto l'anonimato) sostengono
che al mortale pestaggio di Damiano avrebbero preso parte ben "più di
tre persone". Ecco una fra le molte ragioni per cui il capo del Dipartimento delle Istituzioni, sabato sera, non avrebbe dovuto chiudersi in casa ad aspettare "condanne esemplari" , ma fare ciò per cui è pagato. |
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COMUNICATO
STAMPA |
Sulla tragica vicenda che sabato |
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