La                             vigilanza                                                                                                                        1 gennaio

     

    “Noi conserviamo ciò che abbiamo solo con la vigilanza….”.

                                                                                                                          Testo base pag. 68

     

    Come restare sempre vigili sul nostro recupero?

    Primo, rendendoci conto che abbiamo una malattia che ci accompagnerà per tutta la vita. Non importa da quanto tempo siamo puliti, non importa quanto siano migliorate le nostre vite o a che livello sia giunta la nostra guarigione spirituale: noi resteremo sempre dipendenti. La nostra malattia aspetta pazientemente, pronta a prenderci in trappola non appena gliene diamo l’occasione.

    La vigilanza è un compito giornaliero. Perciò dobbiamo sforzarci di stare costantemente allerta, pronti a reagire non appena avvertiamo i primi sintomi di disagio. Questo naturalmente non significa che dobbiamo vivere nell’assurda paura che qualcosa di orribile si impossesserà di noi se solo abbassiamo la guardia per un istante! Vuol dire invece che dobbiamo prendere delle normali precauzioni. La preghiera quotidiana, la regolare frequenza alle riunioni e la scelta di non scendere a compromessi con i principi spirituali per seguire la via più facile, sono tutti atti di vigilanza.

    Facciamo l’inventario quando è necessario, condividiamo con gli altri ogni volta che ce lo chiedono e nutriamo il nostro recupero con dedizione.

    Soprattutto, restiamo consapevoli!

    Finché rimaniamo vigili, veniamo quotidianamente liberati dalla nostra dipendenza: ogni giorno, portiamo i principi del recupero in tutto quello che facciamo, e ogni notte ringraziamo il nostro Potere Superiore per il dono di un altro giorno di pulizia.

     

    Solo per oggi: Resterò vigile, facendo tutto il necessario per salvaguardare il mio recupero.