
Autocommiserazione o recupero: la scelta è nostra 21 febbraio
“L’autocompassione è
uno dei difetti più distruttivi: prosciugherà tutta la nostra energia
positiva”.
Testo base pag. 91
Durante
la dipendenza attiva, molti di noi usavano l’autocommiserazione come meccanismo
di sopravvivenza. Non credevamo esistesse alcuna alternativa al nostro modo di
vivere nella malattia o, forse, non lo volevamo credere. Finché ci dispiacevamo
di noi stessi ed accusavamo gli altri dei nostri problemi, non dovevamo
accettare le conseguenze delle nostre azioni; credendoci impotenti a cambiare,
non dovevamo accettare il bisogno di un cambiamento. Usare questo “meccanismo
di sopravvivenza” ci teneva lontani dall’iniziare il recupero e ci avvicinava
sempre di più, giorno per giorno, all’autodistruzione. L’autocompassione è un
elemento della nostra malattia; dobbiamo smettere di ricorrervi ed imparare ad
utilizzare i nuovi elementi che troviamo nel programma di NA.Siamo
giunti a credere che per noi è disponibile un aiuto efficace; se cerchiamo
questo aiuto, lo troviamo nel programma N.A. e l’autocommiserazione viene sostituita dalla gratitudine. Abbiamo molti
mezzi a disposizione: i Dodici Passi, l’aiuto dello sponsor, la fratellanza di
altri dipendenti che recuperano e la cura del nostro Potere Superiore.Dobbiamo
essere ben grati per tutti questi mezzi che abbiamo! Non siamo più isolati e
senza speranza; abbiamo sempre un aiuto pronto, per qualsiasi cosa dobbiamo
affrontare. Il modo migliore per essere grati è di “approfittare” dell’aiuto
che NA ci mette a disposizione e di constatare il miglioramento che il
programma porta alla nostra vita.
Solo
per oggi: Sarò grato per la speranza che NA mi ha dato. Coltiverò il mio
recupero e non più la mia autocommiserazione