Il dono più grande                                                                                                          28 febbraio

 

“La nostra fede rinnovata è lo stabile pilastro del coraggio per il futuro”

                                                                                                                                                                            Testo base pag. 107

 

Cominciando a frequentare le riunioni, sentiamo altri dipendenti parlare dei doni che hanno ricevuto da questo programma, cose che mai prima d’ora avevamo considerato “doni”. Uno di questi doni è la nuova capacità di provare le emozioni che ci eravamo negati per lungo tempo usando droghe. Non è difficile pensare alla gioia, all’amore, alla felicità come doni, anche se era tantissimo tempo che non li provavamo. Ma, che dire dei “cattivi” sentimenti come rabbia, tristezza, paura e solitudine? Queste emozioni non possono esser viste come doni, ci diciamo. Come si può essere grati per cose dalle quali vorremmo fuggire? Nella vita, possiamo essere grati anche per queste emozioni se le collochiamo nella loro giusta prospettiva. Dobbiamo ricordare che siamo giunti a credere in un Potere Superiore amorevole, e che abbiamo chiesto a questo Potere di prendersi cura di noi e che il nostro Potere Superiore non commette errori! I sentimenti che proviamo, “buoni” o “cattivi”, hanno la loro ragione per esserci: ricordandocelo, ci rendiamo conto che i “cattivi” sentimenti non esistono, sono solo degli insegnamenti. La fede ed il Potere Superiore ci danno il coraggio che ci serve per affrontare ogni tipo di sentimento che possiamo provare ogni giorno. Come abbiamo sentito all’inizio del recupero: “il tuo Potere Superiore non ti dà nulla di più di quello che puoi gestire nella tua giornata”. E la capacità di provare ogni tipo di emozione è uno dei doni più grandi del recupero.

 

Solo per oggi: Darò il benvenuto alle emozioni, credendo fermamente che avrò il coraggio di affrontare qualsiasi emozione proverò nella mia vita.