
“Oggi, sicuri dell’amore nella fratellanza, possiamo
finalmente guardare negli occhi un altro essere umano ed essere grati per
quello che siamo”.
Testo
base pag. 103
Quando facevamo uso di droghe, pochi di noi riuscivano a
sostenere lo sguardo di un’altra persona, perché – chi più chi meno – ci
vergognavamo tutti di noi stessi. Eravamo consapevoli che nella nostra mente
non c’era posto per pensieri sani ed onesti; di conseguenza non spendevamo il
nostro tempo, soldi ed energie per costruire rapporti d’affetto, per
condividere la nostra esperienza o per cercare di migliorare la società.
Grazie al recupero, la discesa in quella spirale è stata
arrestata. Ma cosa ha provocato quell’inversione di rotta che ci ha spinto
verso l’alto, verso lo spazio aperto di un mondo libero e illimitato? Ebbene,
l’amore che abbiamo trovato nella
fratellanza. Stando in compagnia di altri dipendenti in recupero,
abbiamo perso la voglia di essere rifiutati; il loro esempio ci ha mostrato
come avere un ruolo positivo nel mondo in cui viviamo; e quando non sapevamo
più che strada seguire, quando inciampavamo, quando ci facevamo in quattro per
rimediare ai nostri errori, sapevamo che i membri della fratellanza ci erano
accanto per incoraggiarci. Nel tempo abbiamo progressivamente acquisito un
senso di libertà. La malattia non è più una catena che ci tiene prigionieri: ora siamo liberi di
costruire la nostra vita, di crescere e condividere con gli altri la nostra
esperienza. E quando abbiamo bisogno di aiuto per fare un altro passo avanti,
troviamo sempre chi ci dà una mano. La nostra nuova vita è frutto della
sicurezza trovata nell’amore della fratellanza.
Solo
per oggi: Senza nessuna vergogna posso guardare negli occhi chiunque, ed essere
grato per l’aiuto affettuoso che ha reso questo possibile.