L'amore della fratellanza                                                             4 gennaio

 

“Oggi, sicuri dell’amore nella fratellanza, possiamo finalmente guardare negli occhi un altro essere umano ed essere grati per quello che siamo”.

                                                                                                                      Testo base pag. 103

 

Quando facevamo uso di droghe, pochi di noi riuscivano a sostenere lo sguardo di un’altra persona, perché – chi più chi meno – ci vergognavamo tutti di noi stessi. Eravamo consapevoli che nella nostra mente non c’era posto per pensieri sani ed onesti; di conseguenza non spendevamo il nostro tempo, soldi ed energie per costruire rapporti d’affetto, per condividere la nostra esperienza o per cercare di migliorare la società. Al contrario, vegetavamo intrappolati da una spirale di ossessioni e compulsioni che avevano tutte un’unica destinazione: il nostro fallimento totale.

Grazie al recupero, la discesa in quella spirale è stata arrestata. Ma cosa ha provocato quell’inversione di rotta che ci ha spinto verso l’alto, verso lo spazio aperto di un mondo libero e illimitato? Ebbene, l’amore che abbiamo trovato nella  fratellanza. Stando in compagnia di altri dipendenti in recupero, abbiamo perso la voglia di essere rifiutati; il loro esempio ci ha mostrato come avere un ruolo positivo nel mondo in cui viviamo; e quando non sapevamo più che strada seguire, quando inciampavamo, quando ci facevamo in quattro per rimediare ai nostri errori, sapevamo che i membri della fratellanza ci erano accanto per incoraggiarci. Nel tempo abbiamo progressivamente acquisito un senso di libertà. La malattia non è più una catena  che ci tiene prigionieri: ora siamo liberi di costruire la nostra vita, di crescere e condividere con gli altri la nostra esperienza. E quando abbiamo bisogno di aiuto per fare un altro passo avanti, troviamo sempre chi ci dà una mano. La nostra nuova vita è frutto della sicurezza trovata nell’amore della fratellanza. 

 

Solo per oggi: Senza nessuna vergogna posso guardare negli occhi chiunque, ed essere grato per l’aiuto affettuoso che ha reso questo possibile.