La crescita                                                                                     8 gennaio

 

“Le nostre condizioni spirituali stanno alla base di un recupero ben riuscito, capace di offrirci una crescita illimitata”.

Testo Base pag. 51

 

Quando i membri della fratellanza festeggiano i loro compleanni di solito dicono che in NA sono cresciuti. Bene - pensiamo - ma cosa vuol dire? E cominciamo a domandarci se siamo cresciuti anche noi. Se guardiamo la nostra vita, la si direbbe una vita adulta: abbiamo figli, lavoro, responsabilità e un’agenda piena d’impegni. Ma interiormente ci sentiamo ancora dei ragazzini: abbiamo un’idea confusa di cos’è la vita e non sempre sappiamo come muoverci. A volte ci chiediamo se siamo cresciuti davvero o piuttosto siamo dei bambini finiti chissà come in corpi adulti, bambini prigionieri di responsabilità troppo grandi per loro.

Il modo corretto di misurare la crescita non è certo l’età anagrafica e neppure la quantità di cose di cui siamo responsabili. Il metro migliore per verificare la crescita è la nostra condizione spirituale, la vera base del recupero. Se dipendiamo ancora da persone, posti e cose per sentirci interiormente soddisfatti, come un bambino che dipende dai genitori per qualunque necessità, allora c’è bisogno di crescere ancora. Ma se restiamo saldamente ancorati alle nostre fondamenta spirituali e teniamo presente che prendercene cura è la nostra responsabilità primaria, allora possiamo ritenerci maturi. Su queste basi le nostre opportunità di crescita sono illimitate.

 

Solo per oggi: La mia maturità si misura in proporzione a quanto mi prendo responsabilità e cura della mia spiritualità. Oggi questa è la mia priorità assoluta.