Quali sono alcune delle difficoltà psicologiche della bulimica ?
Forte preoccupazione per il cibo
Molte bulimiche riferiscono che passano fino al 95 per cento delle ore
in cui sono sveglie a pensare cosa mangiare, quando mangiare, dove mangiare,
come abbuffarsi senza farsi scoprire, dove vomitare, come e se usare diuretici,
lassativi o pillole dimagranti, quando fare attività fisica e quando digiunare
o stare a dieta. Di solito questa preoccupazione per il cibo e i comportamenti
legati all'alimentazione è una conseguenza della dieta. Con la dieta, la
bulimica rende il cibo e il mangiare più importanti. Più specificatamente,
più si priva del cibo, più forte diventa la spinta fisiologica e psicologica
ad abbuffarsi
Ricerca continua di una forma e di un peso ideali
Purtroppo la bulimica attribuisce in maniera molto riduttiva al termine
"ideale" il significato di magro e perfetto. È convinta di poter
essere felice soltanto se è magra a sufficienza da raggiungere la forma
perfetta. Questa ricerca, già di per sé illusoria, è ulteriormente complicata
dal fatto che non può diventare magra (perfetta) "a sufficienza".
Inoltre, questo concentrarsi su una forma fisica irrealistica le impedisce di
vivere la sua vita (per esempio cercare un lavoro, frequentare gente, fare
amicizie).
Bassa autostima
Tra le bulimiche è diffuso un senso generale di scarsa autostima. La
bulimica vede poche cose in cui è brava e poi svaluta le poche abilità,
capacità o attitudini che è disposta ad ammettere di possedere. Le qualità o
i risultati positivi vengono attribuiti alla fortuna o a qualche altra
forza esterna. La scarsa autostima contribuisce alla bulimia che, a sua volta,
conferma ulteriormente il basso senso di autostima della bulimica.
Scarso senso di autocontrollo
Uno dei problemi di cui soffrono molte bulimiche è quello definito come
mancanza di controllo degli impulsi. Cioè, per loro è difficile controllare
gli impulsi o i bisogni. In parte questo è dovuto ad una limitata tolleranza
alla frustrazione e all'ansia. L'abbuffarsi è soltanto un altro impulso che
hanno difficoltà a controllare.
Depressione, rabbia e ansia
Ci sono molti sentimenti, nascosti e non, che la bulimica può
sperimentare. In genere il più comune è la depressione, ma può trattarsi di
rabbia, ansia o altri sentimenti spiacevoli o di una combinazione qualsiasi di
emozioni.
Pensiero assolutistico
Il pensiero assolutistico è a volte chiamato pensiero tutto-o-nulla,
oppure bianco-o-nero. Si tratta del modo in cui la bulimica concettualizza il
suo mondo. Vede i comportamenti, i fatti e le circostanze come tutti buoni o
tutti cattivi; e, soprattutto, vede se stessa come grassa o magra, di solito
grassa. Per la bulimica non esiste una via di mezzo.
Difficoltà ad esprimere le emozioni in modo diretto
La maggior parte delle bulimiche non ha mai imparato come esprimere
direttamente le proprie emozioni. Inoltre, molte temono che queste possano
sfuggire al controllo o dispiacere a persone che per loro sono importanti. Le
bulimiche usano il mangiare come mezzo per distrarsi (proteggersi) dai
sentimenti.
Abitudini e comportamenti alimentari insoliti
Abbuffarsi e vomitare sono certamente comportamenti insoliti legati
all'alimentazione. Ma la bulimica può avere anche molte altre abitudini
alimentari che non rientrano nella norma. Le ore in cui mangia, il modo in cui
prepara (o non prepara) il cibo e le persone con cui mangia o non mangia possono
essere tutte situazioni con caratteristiche inconsuete. È possibile che ogni
cosa debba essere mangiata "semplice" (senza alcuna aggiunta), oppure
che vengano eliminate intere categorie di cibo, come carne o latticini.
Nonostante anche molte persone non bulimiche debbano affrontare una o più delle otto difficoltà citate sopra, la bulimica deve lottare con la gran parte di queste, se non con tutte. Un modo di pensare a tali difficoltà psicologiche è di considerarle fattori di rischio. Pertanto, maggiore è il numero di questi problemi psicologici, maggiore è il rischio di sviluppare la bulimia.