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DEP - depressione
Risposte del Prof. Paolo Pancheri, direttore della clinica Psichiatrica III dell'universita' di Roma "La Sapienza"
 (Tratto dal libro "100 domande e 100 risposte")

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Come si manifesta la depressione ?

La depressione si manifesta sempre con gli stessi sintomi?

I quadri sintomatologici della depressione sono assai variabili e, sulla base della prevalenza di alcuni tipi di sintomi su altri, vengono distinte numerose varietà cliniche.

Accanto ai sintomi tipici della depressione il paziente può presentare delle componenti distinte quali agitazione, ansia, deliri, alterazioni delle capacità cognitive, disturbi dello stato di coscienza e così via.

Il disturbo depressivo acquisisce quindi dei caratteri particolari e viene di volta in volta definito in modo diverso. Ad esempio si parlerà di "depressione agitata", "depressione rallentata", "depressione delirante" in rapporto ai sintomi dominanti.

  • Nella depressione agitata il paziente, oltre ad avere i classici sintomi della depressione (tristezza, disinteresse, inattività ecc.), appare teso, irrequieto, si muove continuamente, non riesce a mantenere una posizione costante, parla sovrapponendo il suo discorso a quello degli altri. Spesso si mostra irritabile, può divenire aggressivo e cambiare facilmente umore e atteggiamento. Questo insieme di sintomi viene considerato da molti psichiatri una manifestazione degli "stati misti" (presenza contemporanea di sintomi depressivi e sintomi maniacali) che si osservano molto frequentemente nei pazienti affetti da Disturbo Bipolare.

  • Al contrario, nella depressione rallentata il paziente mostra una grave riduzione dei movimenti spontanei, della mimica e del corso del pensiero. Emerge una certa difficoltà nel passare da un discorso ad un altro e, se gli vengono rivolte delle domande dirette, il paziente risponde dopo un certo intervallo di tempo e quasi sempre molto brevemente. Il tono della voce è in genere basso ed il viso inespressivo. Queste forme possono raggiungere elevati livelli di gravità ed evolvere in veri e propri quadri di "arresto psicomotorio" (il cosiddetto "stupor melanconico").

  • La depressione delirante è contraddistinta dalla presenza di manifestazioni psicotiche (deliri), vale a dire di sintomi caratterizzati da un'alterata interpretazione della realtà. Più specificamente il paziente depresso può avere una convinzione irreale riguardo diverse tematiche. Ad esempio può essere convinto di aver mandato a rotoli la propria famiglia con i suoi errori, e per questo si sente in colpa e costretto ad espiare (delirio di colpa). In altri casi il paziente è convinto di essere in miseria o in gravi difficoltà economiche, anche se i familiari lo rassicurano o danno prove del contrario (delirio di rovina). Talvolta, sempre per gravi colpe, si sente incapace e indegno di meritare l'affetto dei familiari (delirio di indegnità). Più raramente il paziente può sentirsi al centro di un complotto, perseguitato, deriso o preso in giro da qualcuno (deliri di persecuzione e di autoriferimento). Molto più raramente si possono manifestare delle allucinazioni, vale a dire delle percezioni in assenza di uno stimolo reale.

  • Nella depressione con disturbi cognitivi o "pseudodemenza" prevalgono alterazioni delle funzioni intellettive quali memoria, attenzione e capacità di ragionamento. Questi sintomi, che si manifestano più frequentemente nei pazienti anziani, pongono il problema di una distinzione della depressione rispetto ai veri e propri quadri di deterioramento intellettivo (demenza). Nel caso della depressione con disturbi cognitivi le alterazioni della memoria e dell'attenzione sono variabili, sono generalmente associate alla riduzione dell'umore e la loro comparsa è sempre successiva al disturbo depressivo. Inoltre i sintomi cognitivi migliorano con il migliorare della depressione, mentre nella demenza restano invariati o peggiorano nonostante le terapie.

Queste ed altre forme cliniche, con variabili combinazioni di sintomi, devono essere attentamente valutate e riconosciute dal medico per poter intraprendere la terapia più adeguata ed efficace.

È quindi molto importante che i familiari dei pazienti osservino e descrivano allo specialista tutti i sintomi emersi e gli eventuali cambiamenti o evoluzioni del quadro clinico in corso di terapie farmacologiche.


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