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DEP - depressione
Risposte del Prof. Paolo Pancheri, direttore della clinica Psichiatrica III dell'universita' di Roma "La Sapienza"
 (Tratto dal libro "100 domande e 100 risposte")

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Come si cura la depressione ?

Come funzionano i farmaci antidepressivi?

Per capire come funzionano i farmaci antidepressivi occorre fare una breve premessa sulla fisiologia delle nostre emozioni.
Nel cervello esistono delle strutture che l'uomo ha in comune con tutti gli altri mammiferi e che si attivano quando vengono provate delle emozioni o quando vengono messi in atto comportamenti sotto la spinta delle emozioni.
Queste strutture si trovano alla base del cervello, al di sotto della corteccia e fanno parte del "sistema limbico". Tristezza, gioia, rabbia, ostilità, aggressività, euforia risultano associate a dei cambiamenti funzionali (trasmissione nervosa) di vari gruppi di cellule (neuroni) di questa parte del nostro cervello.
Queste cellule, per funzionare in stretto rapporto le une alle altre, hanno bisogno di comunicarsi delle informazioni e lo fanno attraverso dei messaggeri chimici (neurotrasmettitori).
I messaggeri chimici vengono liberati in uno spazio in cui il neurone che manda il messaggio si trova in stretto contatto con quello che lo riceve (cellula ricevente) riuscendo così a stimolare delle strutture della cellula ricevente (recettori) che metteranno in moto una risposta nervosa.

In un continuo scambio di informazioni le cellule di particolari centri nervosi controllano l'umore, la reattività, l'iniziativa, la volontà e così via in risposta a stimoli che provengono dall'esterno e dall'interno del nostro organismo.
Quando questo equilibrio si rompe per qualsiasi motivo (cause interne o esterne) e i vari messaggeri chimici funzionano in modo alterato compaiono i sintomi psichici.
Nella depressione si è visto che vi sono delle alterazioni di alcuni tipi di neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina, dopamina) e dei loro corrispondenti recettori. Più in particolare si è visto che i sintomi della depressione sono associati ad una riduzione di questi neurotrasmettitori e ad una variazione della sensibilità dei corrispondenti recettori.
È importante tener presente che queste alterazioni chimiche del cervello possono essere indotte sia da cause "biologiche" (una predisposizione genetica, un fattore tossico ecc.) che da cause "psicologiche" (una perdita affettiva, un conflitto interno insuperabile ecc.).
Nella depressione-malattia queste alterazioni tendono a stabilizzarsi e, per renderle irreversibili, occorre un intervento terapeutico.
I farmaci antidepressivi hanno la funzione di ripristinare e ristabilire il normale equilibrio tra neurotrasmettitori e recettori, e lo fanno con diversi e complessi meccanismi a seconda del tipo di antidepressivo.
La funzione principale degli antidepressivi è dunque quella di riportare il cervello al suo normale livello di funzionamento. Ottenuto questo risultato, nella gran parte dei casi i farmaci possono essere ridotti e poi sospesi.


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