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I giovani, gli anziani e i malati Purtroppo, costoro tollerano meno gli effetti collaterali causati dagli antidepressivi tradizionali, oppure trovano che questi ultimi interagiscono negativamente con i medicinali che stanno già assumendo. Dati i suoi ridotti effetti collaterali, l'apparente assenza di interazioni con gli altri farmaci e il costo relativamente basso, l'iperico si propone dunque come la scelta ideale per alleviare i sintomi depressivi soprattutto nei soggetti più giovani, in quelli anziani e nei malati. Bisogna comunque essere estremamente cauti nel prescrivere farmaci ai bambini. Il loro sistema nervoso infatti è ancora in fase di sviluppo, e per questo motivo il medico è spesso restio a prescrivere antidepressivi ai bambini. Con l'iperico tale preoccupazione si riduce di molto. Nei giovani e negli anziani, invece, di solito la depressione viene liquidata con frasi del tipo: "È una fase passeggera" (per i primi) o: "È una fase del processo d'invecchiamento" (per i secondi). Se però la "fase" dura più di due settimane, allora siamo in presenza di una depressione. Il semplice " invecchiare ", inoltre, non dovrebbe mai includere i sintomi della depressione su base evolutiva. Come ha riferito il dottor Michael Jenike, curatore del Journal of Geriatric Psychiatry and Neurology:
"I ridotti effetti collaterali rendono l'iperico particolarmente indicato per la cura delle forme lievi e moderate di depressione nei nostri pazienti anziani ". Nei malati, infine, i sintomi della depressione spesso si confondono con quelli della malattia fisica: astenia, dolori, confusione, ansia ... Eppure, giacché una grave malattia può innescare una depressione, a maggior ragione va tenuta presente l'eventualità che un individuo in condizioni fisiche non buone sia depresso. È dunque sbagliato liquidare sbrigativamente quei sintomi come " inevitabili conseguenze della malattia ". |
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1996 by Harold
H. Bloomfield, M.D. and Peter McWilliams