I tranquillanti minori sono, tra le categorie di psicofarmaci, quelli più utilizzati, e l'Italia è addirittura al primo posto tra i paesi europei, e non certo, pensiamo, per il fatto che gli italiani siano più ansiosi di altri. Tali sostanze sono usate in Italia da circa 8/10 milioni di consumatori saltuari. Le ragioni di questa smisurata somministrazione di psicofarmaci sono ancora una volta da ricercare negli enormi interessi economici organizzati sapientemente e sottilmente intorno ad un fenomeno di portata mondiale dalle industrie farmaceutiche e dalle lobbies più rappresentative di psichiatri e ricercatori. Basti pensare che l'immensa varietà e disponibilità di prodotti farmacologici in commercio non è giustificata, in relazione alla differente e potenziale "efficacia terapeutica", dalla gran parte degli studi commissionati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Negli Stati Uniti, in Inghilterra e nei paesi scandinavi esiste, inoltre, un controllo più attento sull'uso di tali psicofarmaci. Il farmacista, ad esempio, è tenuto a dare al "paziente" solo la quantità di farmaco prescritta dal medico. In Italia, al contrario la quantità non è indicata sulla ricetta, che, tra le altre cose, è molto spesso ripetibile. Tale modalità rende possibile e quasi naturale il fenomeno dell'autoprescrizione da parte degli stessi "pazienti". Questo può essere uno dei motivi per cui in Italia si vendono più farmaci. Di fatto, questa leggerezza nel controllare e limitare l'uso di tali farmaci significa per le case farmaceutiche moltiplicare mercati e profitti e per i cosiddetti pazienti fare incetta di Tavor o o di Roipnol quando e ovunque lo vogliano. Ma, come se non bastasse, rincarando volutamente "le dosi e le iniezioni di fiducia", molti psichiatri vanno dicendo che grazie a questi prodotti è "risolto" o quasi il problema dell'ansia generalizzata, dell'insonnia, etc... Queste dichiarazioni, suffragate da nulla, si ripetono ciclicamente ogni quattro o cinque anni in concomitanza con il lancio di nuovi prodotti e sono operazioni di tipo commerciale che servono a tenere vivo il mercato per non far crollare le vendite. Questi farmaci, infatti, presentati come nuovi, non sono tali , ma sono in realtà vecchi farmaci le cui formule sono state solo parzialmente riviste. Nel confronto tra popolazioni di consumatori, i tranquillanti minori sono utilizzati prevalentemente da donne (65%, con punte anche del 70%), forse perché a reali problemi, relativi a una condizione non sempre acquisita di parità ed autonomia, è più semplice rispondere con l'uso di psicofarmaci, piuttosto che con un profondo cambiamento delle condizioni di vita.
Sono la categoria principale e più rappresentativa degli ipnotico-sedativi. Si distinguono in quelle che vengono eliminate lentamente dal nostro organismo, i cui nomi di prodotti in commercio sono: Frisium, Transene, En, Librium, Psicofar, Reliberan, Seren Vita, Madar, Madar Notte, Aliseum, Ansiolin, Eridan, Noan, Tranquirit, Valium, Vatran, Dalmadorm, Felison, Flunox, Midorm A.R., Remdue, Valdorm, Anseren, Nobrium, Domar, Prazene, Trepidan, Oniria, Quazium, Darkene, Roipnol, Valsera, Mogadon, Tri. E quelle benzodiazepine che vengono eliminate più celermente (usate nel trattamento dell'insonnia): Control, Lorans, Quavit, Tavor, Tavor Expidet, Minias, Adumbran, Limbial, Quilibrex, Serpax, Euipnos, Normison, Mialin, Valeans, Xanax, Compendium, Lexotan, Lexotan Plus, Lendormin, EsiIgan, Depas, Pasaden, Halcion, Songar. Venendo eliminate più rapidamente evitano i fenomeni di sedazione durante il giorno. Agiscono sul sistema nervoso centrale con una azione definita "depressiva" che in questo caso si riferisce all'azione inibitoria, sedativa di questi farmaci. Come per tutte le sostanze che hanno un'azione simile, la risposta di chi prende tali farmaci dipende dal dosaggio e varia da persona a persona: a bassissime dosi eccita, alzando le dosi eccita ulteriormente, alzandole ancora di più provoca sonno e in casi di dosi estremamente massicce (sovradosaggio) porta a gravi stati di malessere psicofisico fino anche al coma. Le benzodiazepine (BDZ) vengono utilizzate per il trattamento degli stati ansiosi e dell'insonnia: dagli attacchi di panico all'agorafobia, all'ipocondria a situazioni di stress e ansia generalizzata. Tali sostanze possono nel tempo risultare molto pericolose ed il loro utilizzo può anche portare ad una crisi "psicotica" (i sintomi descritti sono deliri ed allucinazioni) che verrà poi probabilmente affrontata con i "tranquillanti maggiori" o neurolettici. Non è da sottovalutare il fatto che esse provocano, come ogni sostanza psicoattiva, dipendenza fisica, psicologica, tolleranza ( = bisogno di aumentare la dose per sentirne gli effetti) e crisi di astinenza. A meno che non intervengano gravi effetti collaterali che rendano necessaria una brusca interruzione del trattamento, la sospensione di una terapia con BDZ deve essere graduale (il tempo necessario per chi volesse sospendere il trattamento è da calcolare assieme ad un medico che valuti con attenzione le modalità di riduzione del farmaco). Infatti una brusca sospensione delle BDZ può provocare ansia, insonnia, irritabilità, nausea, cefalea, palpitazioni, tremori, sudorazione, meno frequentemente dolori muscolari, vomito, intolleranza alle luci e ai suoni e raramente convulsioni e una serie di disturbi contrastanti quali: eccitazione, tristezza, delirio, allucinazioni, difficoltà a pensare e ad esprimere le proprie emozioni.
Gli effetti collaterali frequenti a dosaggio base sono:
Bisogna fare attenzione nel combinare le BDZ con gli alcolici, tale interazione può causare, infatti, problemi cardiorespiratori, può prolungare i tempi di eliminazione delle BDZ (nel caso delle BDZ a eliminazione lenta) e provocare fenomeni di accumulo (ovvero effetti di potenziamento ed effetti eroino-simili nel caso, per esempio, dell'associazione di Tavor con alcolici). L'azione delle BDZ con altri farmaci che "deprimono" il sistema nervoso centrale provoca un aumento dell'effetto farmacologico di entrambi i farmaci. In generale andrebbe evitato il più possibile sia il consumo di psicofarmaci combinati tra loro, sia di psicofarmaci e farmaci. Infatti, le BDZ a eliminazione lenta combinate con altri farmaci quali Cimetidina (farmaco antiulcera), Propanolo (farmaco che controlla la pressione), contraccettivi (pillole) aumentano il tempo di eliminazione sia delle stesse BDZ che di questi altri farmaci, mentre con la Digossina (farmaco usato per problemi cardiaci), gli anticoagulanti e la Fenitoina (farmaco usato per epilessia e, occasionalmente, per emicranie o aritmie) aumentano il tempo di eliminazione e l'effetto di questi ultimi.
Questi farmaci presentano caratteristiche molto simili a quelle delle BDZ. Essi sono: Buspirone, Zolpidem, Zopicione, |