www.olmo.too.it
 
Miscellanea
CES: alternativa applicata
[una via di fuga?]
Ces come via di fuga?

"Ces è fuori dal mondo ma non isolato: Ces vuol uscire all'esterno e presentare alternative!" Nelle motivazioni, scritte durante l'estate, osservavo che avrei voluto conoscere i grandi limiti di un progetto come Ces, e la possibilità che esso rappresenti una via di fuga.
Dopo tutto questo tempo e con il lavoro ormai svolto credo che si possa azzardare una risposta. Mi pare evidente che Ces sia comunque una realtà ancora molto legata con il tessuto sociale che la circonda. Sono poche le persone che rimangono molto a lungo a Ces, la maggior parte dei frequentatori sono persone che nel resto dell'anno sono inserite in ambienti i più diversi (lavoro, famiglia, scuola). Non esiste qui la figura dell' "eremita" che passa un lungo periodo della sua vita isolandosi sull'alpe".
Ces è una realtà aperta, ci transitano molte persone, provenienti dai luoghi più disparati, con alle spalle vissuti ed esperienze differenti. Nel villaggio si ha la possibilità di fondere queste caratteristiche positive, scambiare conoscenze ed informazioni: evolvere!
Non sarebbe pensabile inoltre immaginare Ces lontana da tutto. Anche volendo, i problemi ecologici (per esempio) hanno assunto un carattere molto esteso. Non basta più rifugiarsi su di una montagna per schivare le piogge acide, l'inquinamento dell'aria o ancora peggio le mortali radiazioni nucleare. È sintomatico l'episodio accaduto a seguito dell'incidente Nucleare di Chernobyl dell'86: il tentativo di coltivazione di erbe aromatiche è fallito per l'avaria di una centrale nucleare distante migliaia di chilometri.
È evidente quindi che chi desidera vivere in modo sano in una piccola comunità come Ces è costretto a mantenere un occhio attento alla situazione mondiale.

In più punti di questo lavoro ho sottolineato che le condizioni di vita urbane stanno sempre di più peggiorando, quindi in questo senso Ces può rappresentare una via di fuga.
La società odierna non permette a chi è sensibile e fragile, e a chi non si fa imbambolare da illusioni e promesse, di vivere serenamente. Per sopravvivere nella rete sociale bisogna essere molto bravi ad accettare dei compromessi, chi non è in grado di fare questo deve provvedere altrimenti. Può scegliere una via più accettata socialmente, che è quella di rifugiarsi in attività che compensano il malessere (iperlavoro, teledipendenza, abuso di farmaci, psicofarmaci o droghe, violenza), oppure una scelta più difficile, che porta ad alienarsi dal mondo alienato (e quindi tornare ad uno stato più vicino alla realtà) quale è quella di intraprendere una piccola rivoluzione personale.

Nel suo "Fahrenheit 451" Ray Bradbury ipotizza un futuro in cui le macchine sfrecciano a velocità elevatissime ed i cartelloni della pubblicità per essere visibili a quelle velocità devono essere sempre più grandi. Tutto questo ha il secondo fine di impedire alla gente di pensare. Non siamo ancora arrivati a questi livelli, ma il principio di fondo è simile. Se occorre fuggire per un attimo da questa realtà che ci pare l'unica plausibile, per ritornare con più esperienza e capacità di osservare criticamente il mondo e di cambiarlo, non perdiamo tempo: facciamolo!

  • Altre pagine su Ces...

     

  • www.olmo.too.it indice miscellanea - fai commenti - segnala un errore


    Vai...