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| Ogni riferimento con persone o fatti realmente vissute o accaduti è da considerarsi puramente casuale! La bionda perfida Già da tempo avevamo capito che dietro alla bionda chioma della professoressa Norfa Lorenzi si celava qualcosa di strano. Lo avevamo intuito anche dal ghigno diabolico che appariva sulla sua faccia quando segnava le numerose insufficienze sulla tabella. Quell'aria gaia e felice che aveva ogniqualvolta che ci riconsegnava le prove di Tedesco e Francese pieni di segni rossi, non poteva non farci insospettire! Quando poi sfrecciava veloce sulle strade di P. nella sua BMW viola metallizzata ci guardava in modo strano, come se ci stesse gettando una maledizione. La stravagante borsa a righe multicolore di provenienza misteriosa che amava portare con sé, aveva un qualcosa di strano. Leggende metropolitane narravano che la avesse rubata ad una regina sudafricana. Aveva anche una doppia personalità, quando ci faceva lezione era severa, antipatica, ingrugnata e sprizzava odio da tutti i pori. Quando qualcuno s'introduceva nell'aula, l'esperta di Tedesco peresempio avveniva in lei un cambiamento repentino. La smorfia di disgusto perennemente stampata sulla sua faccia lasciava posto ad un angelico sorriso, la fronte incrucciata si distendeva e gli occhi si ravvivavano. La voce prima rauca e stridula diventava suadente e mielosa. Tutto in un tratto diventava una bomba di simpatia. Appena richiusa la porta tornava l'arpia maligna di sempre. Aveva anche un fidanzato di nome Venturo Sandrelli con cui passava molto tempo. Era anche lui professore. Un giorno incuriositi da tutti questi misteri, decidemmo di organizzare una spedizione. La sera stessa io ed un mio compagno c'intrufolammo nella casa della professoressa Lorenzi. Salimmo dalla grondaia per raggiungere la finestra aperta, con un salto entrammo in casa. Percorremmo un lungo e squallido corridoio illuminato soltanto da tubi fluorescenti. Arrivammo in una stanza immersa nella penombra. I pavimenti erano coperti da raffinati tappeti persiani, le pareti erano ricoperte da strani geroglifici. Un candelabro a sei bracci rischiarava debolmente la stanza. Su di un tavolino a tre gambe d'ebano scuro erano ammassati sacchetti di sale, spilloni d'argento, bastoncini d'incenso, fiammiferi e mozziconi di candele. Una grande croce trilobata di metallo lucido era appesa al soffitto. Negli angoli oltre a vari cuscini multicolori, prendevano posto ampolle fumanti piene di liquidi colorati gorgoglianti. Nella penombra scorgemmo anche una gabbia coperta da un pesante panno nero. Sentimmo avvicinarsi dei passi, rapidamente ci nascondemmo dietro ad un paravento di carta decorato a motivi cinesi. La professoressa Norfa e il fidanzato Venturo si sedettero su di un cuscino. Noi nascosti osservavamo la scena. Norfa prese dal tavolino un sacchetto di sale, lo baciò e fece dei grossi cerchi sul tappeto. Poi dalla borsa a righe estrasse una miriade di bamboline di Juta rappresentanti figure maschili e femminili. Li disposero in gruppi misti, una ventina di soggetti in ogni cerchio. Sembravano delle classi di scuola! Venturo era immobile con lo sguardo perso nel vuoto. La professoressa tolse dal piccolo tavolo gli spilloni d'argento e con calma, iniziò a pungere le sagome. Si divertiva, era esaltata, saltava per la stanza punzecchiando e dando pizzicotti. Gridava e cantava frasi incomprensibili. Aveva gli occhi rossi, quasi di fuoco. Le ombre tremolanti sulla parete assumevano mostruose sembianze. Poi si calmò, si sedette e prese una bambolina maschio e la mise in un vaso pieno d'acqua, io mi sentii mancare, non riuscivo più a respirare, per fortuna mi tolse dal liquido e ripresi a vivere normalmente. Ad una ad una le torturò tutte, ad alcune gli pestava i piedi con un martello, ad altre gli staccava la testa, altre erano fritte nell'olio o bruciate sopra alla fiamma di una candela. Poi si calmò e noi quatti quatti uscimmo dalla casa. Il giorno dopo ci recammo a scuola, erano molti gli assenti, i presenti non stavano bene. Dagli altoparlanti fu diffusa una voce che ci invitava a trasferirci in aula magna. Con un irreale silenzio ci spostammo fino alla grande sala. Sul palco tutti i professori erano allineati contro il muro. Norfa con un abito scintillante iniziò a parlare. Ci spiegò che veniva da un altro pianeta, e che era venuta sulla terra molti secoli prima, con lo scopo di catturare delle persone. Le avrebbe poi trasportate su di un'astronave nascosta dietro alla coda della cometa Hale Bopp Poi schiaccio un tasto e dai condizionatori d'aria uscì un sibilo e il gas Nervino ci entrò nei polmoni... In sala operatoria Al mio tre: uno..due..tre. Intuba! Intuba! Dategli 3mg di morfina. Non trovo la vena. Dobbiamo aprire, ordina un kit operativa e chiama la sala operatoria! Presto, facciamo presto... bisturi, divaricatore, aspira il sangue presto! Pinze, forbici... datemi una cannula francese da tre! Presto... facciamo presto, ho il suo cuore in mano... Iniettateli quattro unità d'A positivo, endovena! Chiama rinforzi... muovetevi. Cazzo ha smesso di battere! Presto, la stiamo perdendo, defibrillatore, 100, carica, libera! Niente, riproviamo a 200, carica, libera, presto o la perderemo. Encefalogramma piatto. Riproviamo un ultima volta! 250, carica, libera. Niente! Non possiamo più fare niente. Ora del decesso 17.02. Avverti i parenti, che la signora Lorenzi è morta. Orecchini platinei Che strano! La nostra professoressa di tedesco e francese, Norfa Lorenzi, ogni giorno arriva a scuola con un vestito diverso, come farà? Non porta mai due giorni di seguito le stesse scarpe, un giorno quelle di coccodrillo, il giorno dopo quelle di vernice nera, poi quelle di raso, e quelle di pelle. Nel suo armadio, le pellicce non scarseggiano di certo, a scadenza bisettimanale, compare un nuovo visone, oppure una stola di ermellino o un giaccone di martora. Foulard di seta orientali, accompagnati a pregiate e vistose cinture completano la sua sfarzosa persona. Il collo addobbato con preziosi collier d'oro e diamanti, le orecchie piene di smeraldi e rubini incastonati in preziosi orecchini platinei e le dita inanellate mettono in mostra il borghese tenore di vita della professoressa. Si cosparge poi, dei migliori e più cari profumi francesi e si spalma in faccia, senza risultati visibili, chili e chili di creme abbellenti e cosmetici di ogni genere e provenienza. Tutto ciò ci sembrava molto, ma molto strano! Anche tenendo conto che un professore di Scuola Media guadagna molto, e Norfa vive sola assieme a Venturo Sandrelli, anche lui con un reddito sicuramente alto, non si spiegano tutti questi sperperi! E che ci fosse sotto qualcosa? Indagammo e scoprimmo un'incredibile e terribile realtà ! Il lavoro alla scuola era solo una copertura, in realtà, Norfa Lorenzi era a capo di un traffico internazionale di organi umani. Alcuni suoi complici, rapivano persone in Cina, le trasportavano in alcuni container in condizioni disumane fino alla sua casa a P. Li, lei eseguiva l'esportazione degli organi, poi li rivendeva a cliniche zurighesi. Il resto del cadavere lo scioglieva nell'acido muriatico. Norfa Lorenzi, fu arrestata e condannata alla pena capitale! |
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