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Ciao a tutti, sono un orecchio! - Come sarebbe a dire che sei un orecchio - vi chiederete voi! La mia storia è molto lunga, e se avete voglia ve la racconto. Tanto tempo fa, a quest'unico orecchio che mi rimane, c'erano attaccati una testa, un collo, un corpo e quattro fra braccia e gambe. Insomma, ero una persona normalissima! Un unico fatto mi distingueva dal resto dell'umanità, avevo perso un dito mentre cucinavo. Non me lo ero tagliato, lo avevo proprio perso. Stak, mi è caduto, mi si è staccato ed io sono rimasto senza. Anche senza quel dito, potevo fare tutto, pescare, guidare, leggere, scrivere e cucinare, perciò non me ne preoccupai più di quel tanto. I problemi iniziarono alcuni mesi più tardi, quando un altro dito mi si staccò. Stavo assaggiando una salsa, e spok, anche il pollice destro mi lasciò per sempre. Ora non potevo più afferrare niente, qualsiasi cosa afferrassi mi scivolava e spesso si frantumava. Decisi di farmi visitare da un dottore e presi appuntamento. Il giorno prestabilito mi recai nel suo studio. Feci per stringere la mano al medico, ma anche quella era sparita, portando con se l'intero braccio. Non me n'ero neanche accorto. Tutti i capelli mi caddero per lo spavento. Il medico mi visitò e non trovò niente d'anomalo o che potesse ricondurre alla perdita dei miei pezzi. Passo un mese in cui persi solo alcune dita dei piedi, ma la faccenda diveniva sempre più preoccupante. Per svagarmi almeno un po' decisi di fare un viaggio al mare, e chissà che l'aria salmastra e iodata non potesse farmi bene. Presi il mio maggiolino verde e trotterellai con calma verso l'autostrada, dopo alcuni chilometri, mi venne fame, un invitante autogrill si parava all'orizzonte. Posteggiai l'auto ed entrai nello stabile. Ordinai un caffè, e dopo averlo bevuto mi recai nelle toilette. Mi calai i calzoni e iniziai a fare pipì, ma... plof, mi si staccò e cadde nella tazza. Oh Dio, questa perdita mi scocciava davvero! < Per quel giorno avevo avuto anche troppe emozioni, mi tolsi le scarpe e le calze, e feci un breve inventario di ciò che avevo perso. Poi sfinito mi sdraiai nel mio letto. La mattina mi svegliai con qualcosa di grosso, freddo e molliccio nel letto, accesi la luce e trovai la mia gamba. Saltellando, mi feci una doccia, stando attento che i denti che si stavano staccando non finissero, nello scarico. Mi misi il costume e mi precipitai zoppicando al mare. Entrai nell'oceano, dopo pochi minuti galleggiavano nell'acqua brandelli di me. Agitato uscii dall'acqua, mi rimaneva soltanto il collo la testa e le orecchie. Piansi dall'unico occhio che mi rimaneva. Poi, dopo che anche il collo mi si era staccato, mi rotolai fin verso l'albergo. Davanti alla mia stanza persi la testa, ed eccomi qua! Cosa dici? Mi si sta staccando il lobo? |
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