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3.3      Il DAT (Digital Audio Tape)

 

 

 

Storia:

 

Questo supporto è stato ideato grazie alla collaborazione tra Sony e Philips negli anni ’70. In quegli anni però il DAT era adibito solo ad uso professionale. Verso la fine degli anni ’80 è stato immesso sul mercato, quindi è diventato accessibile a tutti.

 

 

 

Introduzione:

 

Il DAT (Cassetta audio digitale) come dice già il nome è una cassetta che permette di registrare informazioni audio sotto forma di segnali digitali. La qualità registrata su questo supporto è paragonabile a quella del CD. Un motivo per cui il DAT non ha subito preso piede come supporto amatoriale è dato dal fatto che fino alla fine degli anni ’80 non si era scoperto un sistema per evitare le copie illegali di cassette.

 

 

 

Caratteristiche fisiche:

Qui affianco è possibile notare un DAT. Le dimensioni di questa cassetta valgono: 73 mm x 54 mm x 10,5 mm. Il nastro è protetto da uno sportello che non è possibile aprire, e che si apre solamente quanto la cassetta viene introdotta nel lettore. L’involcruo della cassetta è costruito con una plastica molto resistente, questo fa si che la cassetta possa essere portata in giro senza troppe accuratezze.

 

 

 

 

   

 

 

Lettura e scrittura:

 

Essendo un sistema di scrittura digitale, ogni suono che vogliamo registrare deve essere convertito da analogico a digitale, tramite un A/D (analog to digital converter). In lettura invece dobbiamo fare esattamente l’opposto, vale a dire che dobbiamo convertire il segnale digitale letto dal nastro in un segnale analogico che possiamo poi applicare alle cuffiette o a degli altoparlanti mediante un amplificatore. Per effettuare questo abbiamo bisogno di un D/A (digital to analog converter). Questi sono degli ulteriori componenti che il nostro registratore DAT deve possedere. Le due funzioni vengono svolte da un microcontrollore che inoltre deve svolgere altre mansioni. Come si nota dalla figura qui a fianco i dati vengono registrati sul nastro in modo trasversale, e non in modo longitudinale come capitava nella cassetta audio. I dati vengono scritti in questo modo perché si può sfruttare meglio il nastro e farlo scorrere davanti alla testina più lentamente.

I dati vengono scritti in PCM (Pulse Code Modulation) che è un formato non compresso e contiene sia il canale destro che il sinistro. Mediante il DAT sono possibili tre frequenza di campionamento: 48 kHz, 44,1 kHz (qualità CD) e 32 kHz. Mentre per quanto riguarda la quantizazione sono possibili due scelte, la prima è 16 bit lineare, mentre la seconda è 12 bit compressi. Nei due pezzi trasversali di traccia prima e dopo il pacchetto PCM abbiamo altre informazioni. Il rettangolo che nella figura è contrassegnato dal numero 1 contiene le informazioni inerenti la sincronizzazione. Il numero 2 invece contiene i sottocodici (subcode), mentre il rettangolo numero 3 non contiene alcuna informazione. L’ultimo vale a dire il numero 4 contiene il segnale ATF (Automatic Track Finding). Quest’ultimo serve al lettore per fare in modo che non perda la traccia, ossia che riesca sempre a leggere al centro di essa. I sottocodici contengono informazioni inerenti l’inizio e la fine di una traccia audio. I subcodici sono le informazioni che rendono possibile il passaggio da una canzone all’altra  (esattamente come avviene nel CD) in modo più rapido. Anche se nel CD quest’operazione è istantanea, nel DAT ha bisogno di più tempo perché se per esempio stiamo ascoltando la prima canzone e vogliamo passere all’ultima dobbiamo lasciare il tempo all’apparecchio di riavvolgere il nastro.

Il segnale di sincronizzazione ha lo scopo di indicare al lettore dove inizia e dove finisce una traccia registrata.

Il DAT ha due testine poste su di un tamburo rotante disposte una di fronte all’altra (a 180°). Il nastro scorre davanti al tamburo rotante per 90°, esso ruota su se stesso alla velocità di 2000 giri al minuto. Il nastro invece viene trainato davanti alla testina alla velocità di 8,15 mm/s. Da tutto questo ne risulta una velocità di lettura dati di 2,77 Mbit/s. La cassetta ha quindi una durata di registrazione pari a 2 ore, se invece viene utilizzata in modalità long play raddoppiamo la durata sfiorando la 4 ore. Il DAT come quasi tutti i supporti digitali ha un sistema di correzione degli errori (nel caso in cui il nastro fosse leggermente danneggiato).

 

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