| DocumentazioniEmulatori Errori Microsoft | Giochi PC | Home | Icone | Nokia | Loghi d'avvio Win 9x | Musica | Texas TI 89  |

 | Trucchi giochi NES | Trucchi e ottimizzazioni Windows | TV Satellitare digitale |

 

 

3.1      Disco in Vinile

 

 

 

Storia:

 

L’antenato dei moderni giradischi fu inventato nel 1877 dall’americano Thomas Edison, che lo chiamò fonografo. Esso riproduceva suoni incisi su cilindri. Il grammofono, che invece funziona con i dischi, fu inventato nel 1887 dal tedesco Emilie Berliner. Quest’ultimo fece la sua prima apparizione nel 1889 in Germania, ma i dischi furono stampati in serie solo nel 1898. Prima di allora, gli esecutori erano costretti a incidere più volte lo stesso brano, per ottenere ogni volta un solo disco.

 

   

 

 

 

 

Introduzione:

 

Il disco in vinile è un disco ove le informazioni vengono registrate in modo analogico mediante microsolchi. Questi ultimi sono scritti a spirale e partono dall’esterno del disco per terminare al centro. Di questo disco ne esistono principalmente quattro tipi: 78,26 giri (chiamato semplicemente 78 giri), 45 giri, 33⅓ giri (soprannominato 33 giri) e il 16⅔giri che avendo una qualità bassa è utilizzato solo per incidere la voce.

 

   

 

Caratteristiche fisiche:

 

Il disco è costruito con un materiale plastico chiamato “policarbonato di vinile”. I dischi a 33 e 78 sono disponibili in tre diverse grandezze, ossia 40,6 cm, 30,5 cm e 25,4 cm. Il disco a 45 giri, invece è presente unicamente nella grandezza di 17,7 cm. Queste misure non sono unitarie semplicemente per il fatto che il disco è nato in america e l’unità di misura della lunghezza è il pollice. I diametri dei dischi espressi in pollici equivalgono a 16 pollici, 12 pollici, 10 pollici ed infine il 7 pollici). Il disco in vinile possiede un vantaggio rispetto a suoi successori, ovvero è registrabile da entrambe le facce.

   

 

 

Lettura:

 

Durante la lettura il motore fa ruotare il piatto porta disco, il quale deve girare a una velocità angolare costante, pari al valore di registrazione del disco. Nei sistemi professionali questa velocità è controllata tramite molti segni neri disegnati sul piatto rotante, che permetto a una luce di riflettersi o non riflettersi. Successivamente ci sarà un circuito che provvederà a contare quante di queste linee verranno riflesse e si occuperà, nel caso in cui il numero sia sbagliato, di accelerare o decelerare il disco.

Sul disco il segnale è già presente come bassa frequenza (quello che si può ascoltare) sotto forma di variazioni del solco da destra a sinistra e viceversa. Il segnale viene letto tramite una puntina che scorre all’interno di questo solco. Nel caso in cui si tratta di un disco mono la puntina subisce solo variazioni orizzontali (come rappresentato nella figura qui affianco). Siccome la puntina è immessa in un campo magnetico queste variazioni orizzontali creano già un segnale elettrico, che è sufficiente filtrare e  amplificare per poter essere ascoltato.

La lettura di dischi stereo è invece più complessa in quanto abbiamo solamente un solco, ma due canali (destro e sinistro) che sono registrati. Tali canali sono registrati in modo trasversale a 90° di distanza uno dall’altro, e a 45° rispetto all’orizzontale (lettura mono). Il principio di lettura resta comunque lo stesso, ossia una puntina che in base alle variazioni della testina nel solco restituisce un segnale di bassa frequenza. In questo caso la puntina non  è adibita solo a movimenti in orizzontale, ma ha la possibilità di muoversi liberamente su di un campo di 90° (angolazione tra i due canali). Mediante l’angolazione che la puntina assume e alla distanza dall’asse che essa raggiunge si riesce a estrapolare il segnale per tutti e due i canali. Un disco che è stato registrato in modalità stereo resta comunque compatibile con i vecchi lettori monofonici, in quanto se lo spostamento avviene sull’orizzontatale troviamo il segnale mono.

Per quanto riguarda la puntina di lettura ne esistono di vari tipi i cui materiali di costruzione sono: cristallo piezoelettrico, magnetico e ceramico. Per quanto riguarda il magnetico posso dire che è quello di qualità più bassa in quanto è sensibili ai campi magnetici esterni che oggi come oggi sono molto presenti in quanto ogni apparecchio elettrico ne genera. Le puntine piezoelettriche sono quelle di qualità più alta in quanto non sono sensibili a campi magnetici e sono molto resistenti nel tempo, l’unico svantaggio che hanno è il costo elevato. Per apparecchi di fascia media esistono rivelatori ceramici che non sono sensibili al magnetismo, hanno durata abbastanza lunga, ma costi contenuti.

Un disco in vinile a 33 registrato sulle due facce può arrivare a memorizzare fino a 64. Grazie a questa lunga durata di registrazione questi dischi vengono comunemente chiamati “Long Playing (LP)”. La qualità registrata su quest’ultimo è abbastanza buona, infatti la sua banda passante parte da 50 Hz e arriva fino a circa 15 kHz. Un punto un po’ a sfavore per i vinili stereofonici è la diafonia (interferenza tra un canale e l’altro) che vale solamente 23dB, questo è fastidioso soprattutto se vi è molta disparità di volume tra i due canali. I dischi da 45 giri invece non sono “Long Play”, infatti riescono a riprodurre brani solamente per poco più di 5⅓ minuti, che tra l’altro è la durata di un disco di medie dimensioni che ruota a 78 giri.

Con il passare degli anni questi dischi si sono evoluti nella quantità di solchi contenuti in un pollice. Dalla tabella presente nella pagina successiva è possibile notare come variano i tempi di riproduzione per singola faccia dei vari tipi di disco.

 

 

 

   

 

Scrittura:

 

I primi dischi venivano incisi direttamente dagli artisti, mediante una sistema esattamente opposto rispetto alla lettura. Più precisamente il suono faceva vibrare la puntina, che a sua volta per mezzo delle sue oscillazioni gravava la superficie del disco rotante. Questo sistema però non permetteva di poter duplicare il supporto, quindi l’artista era obbligato a esprimersi tante volte, quanto le copie che voleva realizzare. Mediante il sistema sopraelencato si ottenevano registrazioni di qualità pessima, ma che ai tempi era già un buon traguardo. 

Con l’evoluzione si è passati alla duplicazione mediante lo stampaggio a caldo del disco. Il vinile deve essere posto tra due matrici metalliche che poi verranno chiuse a pressione (si parla di pressioni attorno alle centinaia di atmosfere). Mediante questo sistema si riescono a produrre oltre 10'000 esemplari al giorno. In questo modo l’autore per poter creare delle copie necessito di registrare solo un disco. Quest’ultimo dev’essere scritto tramite un sistema simile a quello utilizzato per creare il primo vinile, ma molto più sofisticato grazie all’elettronica. Questo disco (che in inglese si chiama master disk) è fatto in cera perché permette una registrazione più di qualità, essendo la cera molto più malleabile del vinile. Da quest’ultimo si ricavano poi le placche in metallo che fungeranno da stampo per la produzione in serie.

L’ultima tipologia di registrazione prevede una differenza nella prima fase. Questa discrepanza riguarda la prima registrazione che invece di essere fatta su un disco in cera la si esegue su di un nastro magnetico. Questo sistema permette di modificare il brano registrato, cosa che il disco in cera non permetteva. Una volta elaborato il nastro si procede alla creazione del disco master mediante l’incisione di un disco acetato. Tale disco viene creato grazie all’impiego di un bulino riscaldato e fatto convergere spiralmente verso il centro del disco stesso. Dopo la creazione di quest’ultimo si procede alla creazione delle placche metalliche che serviranno per la produzione in serie.

 

[torna all'indice]

 

 

| DocumentazioniEmulatori Errori Microsoft | Giochi PC | Home | Icone | Nokia | Loghi d'avvio Win 9x | Musica | Texas TI 89  |

 | Trucchi giochi NES | Trucchi e ottimizzazioni Windows | TV Satellitare digitale |