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7.1 introduzione storica
Mediante questa piccola introduzione storica vogliamo spiegare perché sono nati
i
supporti audio e video. Percorreremo le tappe principali della loro
storia. Spiegheremo la loro evoluzione in grandi linee, verrà approfondito ogni
argomento in seguito. Come si potrà vedere essi non sono solamente quei piccoli
oggetti che vediamo giornalmente ad alto contenuto tecnologico. Ogni epoca
possedeva i suoi, a seconda dell’evoluzione di quel periodo. Per poterli
comprendere a fondo siamo partiti dai più rudimentali e semplici.
I primi "supporti" video risalgo ai primordi della civiltà umana. Fin
dall'inizio si sentiva l'esigenza di documentare avvenimenti importanti e
poterne conservare la memoria. Le rappresentazioni di scene di caccia sui muri
delle caverne ne sono un esempio. Quest'ultimo metodo é uno dei primi
utilizzati. Rappresentazioni simili furono largamente usate su vettovaglie
greche o romane. Esse rappresentavano però, nella maggior parte dei casi scene
di guerra.
In
seguito, il più comune ancora adesso, la parola. Le storie e gli avvenimenti
vengono passati da bocca in bocca in modo da non dimenticare fatti importanti.
Spesso alcuni racconti, come accadeva in passato, vengono tramandati da
generazione in generazione. Un'altra maniera altrettanto valida é quella di
rappresentare i fatti accaduti mediante sonetti o favole, le quali verranno poi
tramandate poiché facilmente ricordabili.

Un
altro grande sistema fu la pittura. I più grandi pittori rappresentavano nei
loro dipinti ritratti di nobili o azioni memorabili. Alcuni dipinti
rappresentavano così tanto la realtà da sembrare fotografie. Purtroppo questo
metodo richiedeva molto tempo, e pochi erano i pittori in grado di compiere dei
buoni lavori.
Tutti questi sistemi erano purtroppo rappresentazioni soggettive. Erano pertanto
soggetti ai pareri e modi di vedere dei narratori, musicisti o pittori. E come
spesso accadeva si mitizzavano i fatti, ovvero si rendevano più fantasiosi in
modo da suscitare l'interesse del destinatario. Molte favole o storie di miti
nascono spesso da fatti accaduti realmente con delle aggiunte fantasiose.
L'avvento
della fotografia diede una svolta in quest' ambito. Seppur non rappresentando i
colori, le prime fotografie, davano un'idea oggettiva della situazione. Non era
neppure un mezzo così costoso come la pittura e impiegava minor tempo di
produzione. Questo favorì sicuramente le innumerevoli testimonianze che abbiamo
di quell'epoca. La fotografia é ancora molto utilizzata al giorno d'oggi. Ne
possiamo trovare di tutti i tipi: da quella digitale a quella tradizionale su
carta.
Dall'esigenza,
inizialmente scientifica, di catturare non più immagini ferme bensì in movimento
nacque la macchina da presa. Questo viene datato a circa l'inizio del XIX.
Finanziato dal ricchissimo uomo politico e imprenditore Leland Stanford, che
aveva passione e interesse per i cavalli da competizione, il fotografo
anglo-americano Eadweard J. Muybridge analizza con le sue fotografie seriali le
fasi invisibili all’ occhio umano della posizione delle zampe del cavallo
durante la corsa.
Contemporaneamente,
l'astronomo francese Pierre-Jules-César Janssen aveva costruito un revolver
fotografico, in pratica un prototipo di cinepresa, per poter studiare un
fenomeno di tipo contrario alla corsa del cavallo, cioè un evento troppo lento
per essere percepito e analizzato dalla nostra vista: il passaggio del pianeta
Venere davanti al Sole. Infine, Etienne-Jules Marey, fisiologo francese,
ispirato dai lavori di Muybridge e di Janssen, ha inventato il cronofotografo,
la prima vera e propria macchina da presa cinematografica, e ha realizzato con
le sue cronofotografie (o fotografie animate) le prime "riprese".
Ma la vera svolta arrivo dai fratelli Francesi Louis e Auguste Lumière. Furono i
primi, il 28 dicembre 1895, a rendere pubblica questa grande scoperta. Questa
data é comunque da ricordare non come la nascita della macchina da presa bensì
come la nascita del cinema vero e proprio.
Dopo pochi anni si sentì l'esigenza di poter registrare e riprodurre pure i
suoni, anche perché allora il cinema era muto. In precedenza ci furono diversi
scienziati che si dedicarono a questo problema. Le loro creazioni rimanevano
comunque molto semplici e con prestazioni molto scarse.
Da qui nasce la ricerca e lo sviluppo dei supporti audio.
Il
primo supporto utilizzato e prodotto su larga scala fu il disco in vinile.
Questo strumento é di concezione molto semplice, e mediante appositi grammofoni
poteva essere utilizzato senza l'ausilio della corrente elettrica. Durante gli
anni non vide molte trasformazioni, il concetto di base non venne modificato. Si
apportarono comunque delle modifiche tecnologiche durante gli anni. Fu
utilizzato in larga scala fino agli anni '70, poi con l'avvento di nuove
tecnologie andò sempre più in disuso. Viene comunque utilizzato tuttora poiché
ha delle caratteristiche che altri supporti non hanno.
Dopo
il vinile prese piede il nastro. Quest'ultimo possiede caratteristiche migliori
e inoltre é molto più pratico e maneggevole. La grossa novità, contrariamente al
vinile, é che può anche essere scritto più volte. Al contrario del "vecchio
disco" che viene stampato e non permette ulteriori modifiche. Con il passare del
tempo la tecnologia permise pure di immagazzinare dati digitali (sarà spiegato
meglio in seguito).
 Dalla
fine degli anni ’70 l’evoluzione fu
esponenziale. Ogni nuova tecnologia scoperta venne e viene tuttora utilizzata
per migliorare questi supporti. Più si va avanti con il tempo più si punta alla
grossa capacità di immagazzinare dati, alla sempre più piccola dimensione ed
alla praticità di utilizzo. Il futuro sarà sicuramente orientato verso
l’informatica, data la sua praticità ed il basso costo. Ne spigheremo comunque i
particolari nel capitolo dedicato al futuro.
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