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3.7      MD

 

 

 

Storia:

 

Il MiniDisc fu sviluppato con l’idea di rimpiazzare la vecchia cassetta a nastro. Ovviamente si pensò pure alla praticità di questo nuovo supporto. Questo il perché delle sue piccole dimensioni e della sua robustezza.

Finalmente nel 1992, dopo diversi anni di studi, fu introdotto il primo modello sul mercato. Il CD venne introdotto precedentemente e questo non causò ben pochi svantaggi a questo nuovo standard. Pur non essendo masetrizzabile a quei tempi, il CD, era già fermamente entrato nelle abitudini tecnologiche dei consumatori. Per questi motivi il MiniDisc non divenne altrettanto popolare quanto il CD.

 

 

 

 

 

Considerazioni generali:

 

 

Vantaggi:

 

Il Mini Disc può contenere 74 minuti di musica Stereo (o 148 di musica mono) ed è molto più piccolo di un CD registrabile pur mantenendo una qualità assai vicina a quella del compact

disc.

E’ possibile registrare e cancellare quasi infinite volte sia un singolo brano sia tutto il disco. Si può inoltre realizzare operazioni di editing audio sezionando, incollando ed eliminando parti di brani: anziché tagliare fisicamente il nastro, il montaggio si realizza direttamente su dischetto. I più esigenti lamentano che il montaggio su Mini Disc è un po' impreciso, nel senso che si possono eseguire dei tagli ogni 60 millesimi di secondo. Anche se questo tempo sembra sufficiente, in pratica può nascere l’esigenza di dividere un brano in maniera più precisa. Tramite l'opzione "undo", presente su alcuni modelli, esiste la possibilità di correggere gli errori di montaggio o rimediare ad alcune cancellazioni accidentali, annullando così l'operazione fatta in precedenza.

I brani registrati si possono poi spostare e mettere nell'ordine desiderato in qualsiasi momento, inoltre si può titolare il disco e ciascuno dei brani in esso contenuti.

 

 

Svantaggi:

 

Tra i punti deboli del MiniDisc vi sono la sensibilità ai campi magnetici e alla polvere. I forti campi magnetici in prossimità del registratore possono infatti causare problemi, per cui è opportuno non appoggiarlo vicino alle casse acustiche. Gli shock meccanici durante l'incisione possono poi far saltare le testine e rendere imperfetta la scrittura delle tracce. Il MiniDisc è poi sensibile alla polvere ed al fumo.

I problemi causati da questi inconvenienti possono essere molto gravi: registrando un nuovo brano oltre ad avere la registrazione rovinata si possono inavvertitamente perdere anche i brani vecchi. Infatti, quando si inserisce un nuovo brano su un disco, il registratore riordina e scrive le informazioni relative ai settori utilizzati su una traccia particolare chiamata TOC (Table Of Contents,cioè Indice). Queste informazioni vengono poi identificate ed utilizzate durante la lettura. Se l’indice viene modificato o scritto in maniera errata viene segnalato il messaggio “Disc Error” ed i brani incisi non possono più essere recuperati.

 

 

 

Scrittura:

 

I dati analogici che vogliamo imprimere  nel nostro disco, come nel CD, devono essere digitalizzati. La procedura è identica a quella precedentemente spiegata del CD. Per raggiungere la stessa capacità di quest’ultimo si è dovuto però escogitare un sistema di compressione delle informazioni data la piccola superficie utilizzabile. Questo sistema si chiama ATRAC (vedi capitolo sistema di compressione ATRAC). Durante la scrittura vengono utilizzate due tecnologie diverse: il laser ed il magnetismo. Pertanto viene chiamata magneto-ottica.

Al contrario del CD il segnale non modula il laser, bensì viene applicato sulla bobina. Il laser segue la pista continuamente acceso. La bobina, invece, magnetizza o non lo strato dove si vuole scrivere permettendo di creare un “LAND” o un “PIT”. Quindi, nella funzione di scrittura il laser serve solo per scaldare la pista dove si vuole imprimere l’informazione. La temperatura di scrittura viene portata a circa 600°C.

 

 

 

Lettura:

 

La lettura dei dati su Mini Disk viene effettuata, come nel CD, mediante un laser. Esso riconosce i “LAND” e i “PIT” dai quali interpreta poi il segnale digitale. Come nel CD la prima fase consiste nel decifrare l’algoritmo che permette di eliminare gli errori di lettura. Poi, si passa alla decodifica del compressore ATRAC, successivamente il segnale digitale è pronto per essere convertito in analogico.

 

 

 

Compressione ATRAC:

 

L’ATRAC è un codificatore audio basato sulle qualità ed i difetti dell’orecchio umano. È inutile dover riprodurre le informazioni che il nostro orecchio non è in grado di percepire. Per questo motivo questo sistema riesce ad eliminare le parti sonore superflue fino ad arrivare ad un quinto dello spazio occupato originariamente. Questo grazie a ripetuti studi sulle caratteristiche fisiche dell’orecchio umano.   

 


Riassunto caratteristiche tecniche:

 

 

 

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