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3.8
MP3
Storia:
Questo
tipo di compressione audio è molto recente, infatti è apparsa verso la metà
degli anni ‘90, questo perché richiede una potenza di calcolo che prima non
era disponibile. Questo tipo di compressione audio ha fatto molto successo negli
ultimi anni in ambito informatico. Il successo è dato principalmente dalle
dimensioni ridotte dei file musicali, quindi trasferibili molto facilmente anche
via Internet, infatti sono nati molti siti illegali addetti allo scambio di
canzoni. Un esempio di questi siti è Napster che combatte cause legali
quotidianamente, in quanto le canzoni protette da copyright vengono offerte
gratuitamente. Attualmente stanno anche prendendo piede i lettori MP3 portatili
che però richiedono l’utilizzo del computer per memorizzare le canzoni. Esse
sono memorizzate o su una memoria di tipo RAM oppure su CD a seconda del
modello. Un’altra novità che incomincia a diffondersi è l’autoradio MP3
che consente di riprodurre canzoni in questo formato. Anch’essa però
necessita di un computer per poter memorizzare la musica in essa. Le ultimissime
novità in questo campo sono i cellulari con lettore MP3 incluso e gli orologi
con il supporto per questo sistema.
Introduzione:
Il
formato MP3 è un formato audio compresso ossia uno standard per comprimere un
brano audio compromettendone al minimo la qualità. Questa tipologia di
compattazione permette di ridurre lo spazio utilizzato su un supporto digitale
da 12 volte nel caso si voglia avere una qualità paragonabile a quella del CD e
oltre 50 volte se si intende registrare voce o telefonate o comunque audio dove
la qualità non ha molta importanza. L’MP3 è la parte audio dell’algoritmo
di compressione MPEG (Moving Picture Experts Group) che si utilizza nelle
trasmissioni televisive digitali. L’MPEG consente di comprimere immagini in
movimento e l’audio a loro connesso. La parte che a noi interessa è solamente
l’MP3 che più estesamente corrisponde a MPEG Layer 3. Questo sistema di
codifica analizza i segnali ed applica dei modelli psicoacustici, tenendo in
considerazione come obbiettivo principale la conservazione della qualità del
suono.
Principi
di funzionamento:
La
soglia minima udibile per l'orecchio umano non è lineare. Questo algoritmo
sfrutta questa particolarità, ma sfrutta inoltre anche la poca sensibilità
dell’orecchio nel udire suoni di frequenze leggermente diverse, ma con livelli
acustici abbastanza distinti. Questa compressione quindi elimina tutte queste
informazioni che l’orecchio non riesce a sentire. In un brano musicale le
informazioni inutili sono talmente tante che permette al formato di compressione
MP3 di riuscire a decimare lo spazio utilizzato dalle tracce su di un CD.
Il
formato MP3 è molto personalizzabile, infatti permette di scegliere il bitrate
(vedi capitolo seguente), ossia quanti dati devono essere memorizzati in un
secondo, quindi tramite esso decidiamo quanto deve comprimere e perciò la
qualità del formato finale. Oltre al bit rate si può anche scegliere la
frequenza di campionamento che nel caso del CD è 44,1KHz, quindi tramite questo
limitiamo la banda passante. Le opzioni accettate corrispondono partono da 8KHz
fino a 48KHz. Abbiamo anche
la possibilità di scegliere se la compressione da effettuare deve essere mono,
stereo, dual o joint stereo. Quest’ultimo è un mix tra mono e stereo, ossia
permette di mantenere il suono spaziale come in stereo, ma per segnali al
disotto di una certa frequenza lavora su di un solo canale. Questo è possibile
perché al di sotto di una certa frequenza, l'orecchio umano non percepisce la
posizione spaziale dei suoni. Il formato stereo invece mantiene separati i due
canali, ma cerca di evitare spreco di memoria cercando di bilanciare la sorgente
destra e quella sinistra. Il modello dual invece lascia i due canali totalmente
separati, anche se uno ha molto più segnale rispetto a quell’altro.
Bitrate:
Con
bitrate si vuole indicare la quantità di memoria che serve a
"descrivere" un secondo di musica. L'unità di grandezza non è il
byte, ma il bit. Quindi 128 KBPS significa "128 Kilobit per secondo".
Naturalmente più questo numero è grande e più saranno grandi le dimensioni
del file, ma allo stesso tempo aumenterà la qualità del suono registrato. Il
bitrate non è proprio sempre costante, in quanto c’è un buffer (riserva) che
permette di comprimere meno pezzi di traccia semplici e tenere l’avanzo come
riserva. Questa riserva serve per poter, in caso di frammenti di canzone
complicati, utilizzare più memoria di quella prestabilita.
Qui
sotto potete osservare una tabella che rappresenta per ogni tipo di sorgente la
qualità ottimale di compressione MP3:
Creazione di file MP3:
Per
creare dei file MP3 è sufficiente un computer con lettore CD o scheda sonora e
un programma di compressione adibito a lavorare con questo formato. Tramite la
scheda sonora è possibile registrare musica proveniente da ogni sorgente. Se si
possiede un computer con poche prestazioni è possibile registrare prima il
tutto in un formato chiamato “PCM” che è un formato non compresso e poi
successivamente passare all’MP3. Questo perché l’algoritmo per la
compressione in MP3 richiede una potenza di calcolo notevole. Se invece si
possiede una macchina moderna è possibile registrare già direttamente in MP3
(real time). Se la registrazione consiste nel estrapolare traccie audio incise
su CD è possibile mediante appositi programmi comprimere direttamente in MP3
anche con macchine lente. I programmi per comprimere in MP3 sono facilmente
reperibili da internet.
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