La
MC (Music Cassette) è una cassetta di dimensioni ridotte che contiene
informazioni audio registrate in modo analogico. Queste informazioni sono incise
in una banda magnetica sotto forma di campi magnetici.
Dall’immagine
qui a lato si possono notare le dimensioni fisiche della cassetta.
La
carcassa esterna della cassetta oltre a tenere incorporato in se stesso le due
bobine di nastro ha anche altri scopi ben più importanti. Un compito importante
è quello svolto dal deviatore fisso e dalla guida nastro (numero 1 nella figura
a lato) che serve per tenere il nastro orizzontale e evita anche che esso possa
torcersi. Lo spinotto di fissaggio del nastro serve per tenere saldamente
attaccato il nastro alla bobina soprattutto nei momenti di ribobinamento rapido
e durante lo stop. Il foglietto anti-attrito costituito da un sottilissimo
foglietto in plastica ha due scopi principali. Il primo è quello di ridurre al
minimo il rumore causato dallo sfregamento della bobina con il contenitore, il
secondo è quello di fare in modo che il nastro si avvolga sulla bobina in modo
più ordinato possibile (riduzione di rumori, minore usura del nastro).
Tipi di nastro:
La
IEC (National electrotechnical commission) ha classificato i nastri magnetici
delle cassette nel seguente modo:
|
Tipo
|
Materiale
|
Denominazione
|
Banda
passante
|
Caratteristiche
|
|
IEC
I
|
Fe2O3
|
Normal
|
300
- 8300 Hz
|
Basso
rapporto segnale disturbo, bassa dinamica, bassa modulazione degli acuti
|
|
IEC
II
|
CrO2
|
Cromo
|
300
- 14300 Hz
|
Buona
modulazione degli acuti, massima dinamica
|
|
IEC
III
|
Fe2O3-CrO2
|
Ferro
- cromo
|
300
- 14300 Hz
|
Buona
modulazione per bassi e alti, dinamica tra tipo IEC I
IEC II
|
|
IEC IV
|
Fe
|
Metal
|
300 - 14300 Hz
|
Ottima
modulazione degli acuti, dinamica simile a IEC I
|
Il
tipo di nastro dipende anche dalla durata della cassetta, perché più la
cassetta permette registrazioni lunghe più il nastro sarà sottile. Questo è
dovuto al fatto che la prima cassetta prodotta fu la C60 (30 minuti per faccia)
e venne tutto calcolato su di essa. Successivamente sono arrivate la cassetta
C90 (45 minuti per faccia) e la C120 (60 minuti per faccia). Siccome necessitano
di più lunghezza del nastro per motivi di spazio è stato ridotto lo spessore
della banda magnetica. Le caratteristiche dei tre tipi di cassetta sono
racchiuse nella tabella sottostante:
|
Tipo:
|
Spessore
nastro:
|
Lunghezza
nastro:
|
Durata
per faccia
|
|
C60
|
18
μm
|
90
m
|
60
min
|
|
C90
|
12
μm
|
130
m
|
90
min
|
|
C120
|
9
μm
|
172
m
|
120
min
|
Come
si può intuire il tipo di cassetta migliore è la C60, perché avere un nastro
più sottile provoca alcuni inconvenienti. Per prima cosa un nastro sottile è
più fragile, quindi di facile rottura. Secondariamente un nastro sottile è
facilmente allungabile (meno resistente allo stiramento), è ciò provoca
distorsioni armoniche che modificano il suono originale. Da tutto questo ne
consegue pure che bande magnetiche sottili siano più soggette ad usura.
Contrariamente a quanto molti pensano lo spessore del nastro non incide sulla
qualità audio registrata, dove ovviamente per qualità audio si intende la
dinamica e la banda passante.
Lettura:
La
lettura dei una cassetta musicale avviene mediante la testina di lettura che
sarebbe l’ultima della serie (PH nella prima figura del capitolo scrittura).
Il nastro scorre sotto la testina ad una velocità pari a 4,76 cm/s, e la
grandezza del traferro della testina di lettura si situa tra 0,6 e i 2 μm.
Più esso è piccolo migliore è la banda passante, ossia si possono riprodurre
suoni molto più acuti.
Scrittura:
La
processo di registrazione è un po’ più complesso rispetto a quello della
lettura. Innanzi tutto il nastro prima di essere registrato deve essere
cancellato. Per effettuare questo compito esiste una testina dedicata solo a
questo (CH nella figura). La testina di cancellazione è quella che possiede il
tra ferro più grande (~100 μm), perché la cancellazione consiste in una
magnetizzazione che da debole cresce fino ad un punto massimo equivalente al
centro della testina, seguito poi da una magnetizzazione che diviene sempre più
debole. Alla fine di questo processo il nastro si trova in una condizione
d’assenza di magnetismo (ossia nessun segnale impresso). La testina di
cancellazione è ovviamente la prima ad essere a contatto con il nastro visto la
banda prima di poter essere scritta deve essere neutralizzata.
Sulla testina di scrittura non appare direttamente il segnale proveniente dalla
sorgente (es. microfono, radio,…) ma quello sommato ad una alta frequenza.
Nella figura qui a lato è disegnato in rosso. Negli apparecchi di qualità
veramente bassa il
segnale
audio viene sommato con una tensione continua. Il segnale di alta frequenza
utilizzato nella somma prende il nome di “BIAS AC”, mentre se viene
utilizzata la tensione continua essa si chiamerà “BIAS DC”. Si deve
utilizzare questo processo di addizione perché il nastro non è lineare per
qualsiasi tensione di registrazione. Ciò vuol dire che per un aumento lineare
della tensione applicata al nastro non si avrà un aumento altrettanto lineare
del campo magnetico impresso. Per questo motivo necessitiamo di spostare il
punto di magnetizzazione. Nella curva in nero dell’immagine qui a fianco si
vede bene la zona lineare del nastro. Nell’oscillogramma in verde si vede
invece come in lettura si riesce a estrapolare facilmente il segnale proveniente
dalla sorgente. L’alta frequenza utilizzata nella somma con il segnale audio
è dell’ordine dei 100 kHz, ed il tra ferro della testina di scrittura vale
all’incirca 4-10[μm]. Contrariamente al traferro di lettura, quello di
scrittura più è largo e più si riesce a scrivere profondamente, in quanto il
segnale verrà inciso sul nastro con un’intensità maggiore.
Meccanica:
Nella figura a sinistra è rappresentata la meccanica di un lettore di
musicassette. Contrariamente a quanto molti pensano il nastro non è tirato dal
motore del piatto riavvolgitore, ma bensì dal motore del capstan. Questo è
dato dal fatto che il nastro deve scorrere a velocità costante sotto le
testine. Se fosse il piatto riavvolgitore a trainare il nastro si avrebbe uno
scorrimento più lento a cassetta appena iniziata e una velocità notevolmente
superiore a cassetta quasi terminata.
Nella
figura sottostante la meccanica, è rappresentato un ingrandimento del capstan
(A) e del rullo pressore (B). Il capstan è semplicemente un cilindro in metallo
che gira a velocità angolare costate e che produce una velocità del nastro
pari a 4,76
cm/s.
Il rullo pressore è fatto di gomma ed è montato su di un perno fisso ed è
libero di muoversi liberamente. Lo scopo di quest’ultimo e quello di
schiacciare il nastro contro il capstan per fare in modo che possa essere
trainato. Il motore del piatto riavvolgente serve unicamente per poter avvolgere
la banda magnetica e per far questo è stato frizionato così che non possa
strapparla o velocizzarla nel caso che il rullo pressore sia consumato. Il
piatto svolgitore invece è munito semplicemente di un freno in modo che il nastro
resti sempre teso. Come ultima cosa restano le guide nastro che hanno
semplicemente lo scopo di schiacciare la banda sotto le testine.
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