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3.2      Musicassetta

 

 

 

Storia:

 

L’audio cassetta è nata nei tardi fine anni ’60. Questo supporto è stato progettato e realizzato dalla ditta Philips.

 

 

 

Introduzione:

 

La MC (Music Cassette) è una cassetta di dimensioni ridotte che contiene informazioni audio registrate in modo analogico. Queste informazioni sono incise in una banda magnetica sotto forma di campi magnetici.

 

 

 

Caratteristiche fisiche:

Dall’immagine qui a lato si possono notare le dimensioni fisiche della cassetta.

 

 

 

 

 

 

Dall’immagine qui a lato si può notare come sono disposte le tracce su una cassetta registrate in modalità mono e stereo.

   

 

La carcassa esterna della cassetta oltre a tenere incorporato in se stesso le due bobine di nastro ha anche altri scopi ben più importanti. Un compito importante è quello svolto dal deviatore fisso e dalla guida nastro (numero 1 nella figura a lato) che serve per tenere il nastro orizzontale e evita anche che esso possa torcersi. Lo spinotto di fissaggio del nastro serve per tenere saldamente attaccato il nastro alla bobina soprattutto nei momenti di ribobinamento rapido e durante lo stop. Il foglietto anti-attrito costituito da un sottilissimo foglietto in plastica ha due scopi principali. Il primo è quello di ridurre al minimo il rumore causato dallo sfregamento della bobina con il contenitore, il secondo è quello di fare in modo che il nastro si avvolga sulla bobina in modo più ordinato possibile (riduzione di rumori, minore usura del nastro).


 

Tipi di nastro:

 

La IEC (National electrotechnical commission) ha classificato i nastri magnetici delle cassette nel seguente modo:

 

 

Tipo

Materiale

Denominazione

Banda passante

Caratteristiche

IEC I

Fe2O3

Normal

300 - 8300 Hz

Basso rapporto segnale disturbo, bassa dinamica, bassa modulazione degli acuti

IEC II

CrO2

Cromo

300 - 14300 Hz

Buona modulazione degli acuti, massima dinamica

IEC III

Fe2O3-CrO2

Ferro - cromo

300 - 14300 Hz

Buona modulazione per bassi e alti, dinamica tra tipo IEC I  IEC II

IEC IV

Fe

Metal

300 - 14300 Hz

Ottima modulazione degli acuti, dinamica simile a IEC I

 

 

Il tipo di nastro dipende anche dalla durata della cassetta, perché più la cassetta permette registrazioni lunghe più il nastro sarà sottile. Questo è dovuto al fatto che la prima cassetta prodotta fu la C60 (30 minuti per faccia) e venne tutto calcolato su di essa. Successivamente sono arrivate la cassetta C90 (45 minuti per faccia) e la C120 (60 minuti per faccia). Siccome necessitano di più lunghezza del nastro per motivi di spazio è stato ridotto lo spessore della banda magnetica. Le caratteristiche dei tre tipi di cassetta sono racchiuse nella tabella sottostante:

 

 

Tipo:

Spessore nastro:

Lunghezza nastro:

Durata per faccia

C60

18 μm

90 m

60 min

C90

12 μm

130 m

90 min

C120

9 μm

172 m

120 min

 

 

Come si può intuire il tipo di cassetta migliore è la C60, perché avere un nastro più sottile provoca alcuni inconvenienti. Per prima cosa un nastro sottile è più fragile, quindi di facile rottura. Secondariamente un nastro sottile è facilmente allungabile (meno resistente allo stiramento), è ciò provoca distorsioni armoniche che modificano il suono originale. Da tutto questo ne consegue pure che bande magnetiche sottili siano più soggette ad usura. Contrariamente a quanto molti pensano lo spessore del nastro non incide sulla qualità audio registrata, dove ovviamente per qualità audio si intende la dinamica e la banda passante.

 


Lettura:

 

La lettura dei una cassetta musicale avviene mediante la testina di lettura che sarebbe l’ultima della serie (PH nella prima figura del capitolo scrittura). Il nastro scorre sotto la testina ad una velocità pari a 4,76 cm/s, e la grandezza del traferro della testina di lettura si situa tra 0,6 e i 2 μm. Più esso è piccolo migliore è la banda passante, ossia si possono riprodurre suoni molto più acuti.

 

 

 

 

Scrittura:

 

La processo di registrazione è un po’ più complesso rispetto a quello della lettura. Innanzi tutto il nastro prima di essere registrato deve essere cancellato. Per effettuare questo compito esiste una testina dedicata solo a questo (CH nella figura). La testina di cancellazione è quella che possiede il tra ferro più grande (~100 μm), perché la cancellazione consiste in una magnetizzazione che da debole cresce fino ad un punto massimo equivalente al centro della testina, seguito poi da una magnetizzazione che diviene sempre più debole. Alla fine di questo processo il nastro si trova in una condizione d’assenza di magnetismo (ossia nessun segnale impresso). La testina di cancellazione è ovviamente la prima ad essere a contatto con il nastro visto la banda prima di poter essere scritta deve essere neutralizzata.

Sulla testina di scrittura non appare direttamente il segnale proveniente dalla sorgente (es. microfono, radio,…) ma quello sommato ad una alta frequenza. Nella figura qui a lato è disegnato in rosso. Negli apparecchi di qualità veramente bassa il segnale audio viene sommato con una tensione continua. Il segnale di alta frequenza  utilizzato nella somma prende il nome di “BIAS AC”, mentre se viene utilizzata la tensione continua essa si chiamerà “BIAS DC”. Si deve utilizzare questo processo di addizione perché il nastro non è lineare per qualsiasi tensione di registrazione. Ciò vuol dire che per un aumento lineare della tensione applicata al nastro non si avrà un aumento altrettanto lineare del campo magnetico impresso. Per questo motivo necessitiamo di spostare il punto di magnetizzazione. Nella curva in nero dell’immagine qui a fianco si vede bene la zona lineare del nastro. Nell’oscillogramma in verde si vede invece come in lettura si riesce a estrapolare facilmente il segnale proveniente dalla sorgente. L’alta frequenza utilizzata nella somma con il segnale audio è dell’ordine dei 100 kHz, ed il tra ferro della testina di scrittura vale all’incirca 4-10[μm]. Contrariamente al traferro di lettura, quello di scrittura più è largo e più si riesce a scrivere profondamente, in quanto il segnale verrà inciso sul nastro con un’intensità maggiore.


 

Meccanica:

 

Nella figura a sinistra è rappresentata la meccanica di un lettore di musicassette. Contrariamente a quanto molti pensano il nastro non è tirato dal motore del piatto riavvolgitore, ma bensì dal motore del capstan. Questo è dato dal fatto che il nastro deve scorrere a velocità costante sotto le testine. Se fosse il piatto riavvolgitore a trainare il nastro si avrebbe uno scorrimento più lento a cassetta appena iniziata e una velocità notevolmente superiore a cassetta quasi terminata.

Nella figura sottostante la meccanica, è rappresentato un ingrandimento del capstan (A) e del rullo pressore (B). Il capstan è semplicemente un cilindro in metallo che gira a velocità angolare costate e che produce una velocità del nastro pari a 4,76 cm/s. Il rullo pressore è fatto di gomma ed è montato su di un perno fisso ed è libero di muoversi liberamente. Lo scopo di quest’ultimo e quello di schiacciare il nastro contro il capstan per fare in modo che possa essere trainato. Il motore del piatto riavvolgente serve unicamente per poter avvolgere la banda magnetica e per far questo è stato frizionato così che non possa strapparla o velocizzarla nel caso che il rullo pressore sia consumato. Il piatto svolgitore invece  è munito semplicemente di un freno in modo che il nastro resti sempre teso. Come ultima cosa restano le guide nastro che hanno semplicemente lo scopo di schiacciare la banda sotto le testine.

 

 

 

 

 

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