| Introduzione
e considerazioni
Premetto che era la prima volta che mi lanciavo in una avventura così
impegnativa, infatti non avevo mai pedalato per più di 11 giorni
di fila. Questa volta ne prevedevo quasi il doppio!
Inoltre la mia preparazione è stata messa in difficoltà
da diversi acciacchi già subito ad inizio marzo: sinusite, borsite
e bronchite. Così ho dovuto rimandare la partenza, al 05/05/2009
invece del 30/04/2009.
Ero comunque soddisfatto di poter partire con 4200km nelle gambe e con
quasi 200 ore di sella!
La mia "randonneuse
Cattin" è stata formidabile! Nessun problema meccanico
malgrado un peso di 12kg distribuito nelle 3 borse. Non ho dovuto nemmeno
gonfiare le camere d'aria su tutto il tragitto.
Ho viaggiato sul “Camino Francés” a partire da Puente
la Reina (vicino a Pamplona) su strade asfaltate (a parte 10km percorsi
su un sentiero) in quanto, a mio parere, è comunque corretto non
intralciare il percorso dei pellegrini, ai quali va tutto il mio rispetto.
Ho pure visto vari gruppi di ciclisti con al seguito un mezzo motorizzato,
cosa che non è però conforme al mio stile di viaggiare!
Ho pure notato che vari taxi facevano affari d’oro viaggiando su
strade accostate al sentiero dei pellegrini… Ormai quando non ce
la fai più..!!
Un grazie particolare
al sindaco di Losone, Corrado Bianda ed al segretario Silvano Bay, per
la loro disponibilità nella timbratura iniziale della “Credential
de peregrino”.
Losone-Leytron/Saillon
180km 2645m 7:30-19:00
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Martedì 05 maggio.
La salita del passo del Sempione è piuttosto laboriosa , infatti
il vento contrario è intenso. I muri di neve in cima sono, per
la stagione, impressionanti e la temperatura si avvicina ai 0°. Qualche
giorno prima il passo era chiuso per pericolo di valanghe.
Alle 15:00 sono a Briga. Dovrò lottare contro il vento per 70km
su strade secondarie e in gran parte lungo il fiume Rodano. Finalmente
raggiungo Leytron dove il ciclista locale Pierre mi trova una camera.
Leytron/Saillon-Frangy
160km 790m 8:45-16:30
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Mercoledì 06 maggio.
Dopo 2km, una fermata importante: Saillon, piccolo borgo medievale con
i suoi bagni termali.
Desideravo passare a Saillon in quanto mia madre, originaria di questo
paese, riposa con mio padre nel cimitero locale.
Henri Thurre, “enfant du Pays”, mi aspetta all’entrata
del villaggio. Dopo avermi consegnato la maglia “Saillon”
passiamo alla fase fotografie!
Prima di ripartire, sempre con Henri, andiamo all’ufficio postale
per timbrare la “Credential de peregrino” che mi permetterà
di ottenere, una volta raggiunto Santiago, la “Compostela”,
però mancano ancora 2000km!!
Il percorso lungo il lago Lemano trascorre velocemente grazie alla compagnia
di un giovane cicloturista svizzero che si prepara per un lungo viaggio
sino in Etiopia!
Grazie ad una piccola strada secondaria, evitando quindi il traffico,
raggiungo il passo del “Mont Sion”. Poi, quasi tutto in discesa,
arrivo a Frangy, nel dipartimento della “Haute-Savoie”.
Frangy-Sarras
160km 965m 7:00 15:40
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Giovedì 07 maggio.
Percorrendo appena 20km riesco a toccare 3 dipartimenti: Haute-Savoie,
Ain e Savoie.
La prima parte del percorso si svolge sulla sponda sinistra del fiume
Rodano.
Ad Aoste mi prendo una meritata pausa. Scambio qualche parola con una
cicloturista che è partita da Friburgo (Svizzera) e che si reca
pure lei a Santiago con il MTB facendo tappe da 50-70km al giorno.
Lascio il Rodano per entrare nel dipartimento dell’Isère
poi della Drôme ed infine dell’Ardêche su un percorso
piuttosto vallonato passando dal passo del Banquet.
Ritrovo il Rodano a St Vallier. Noto che il suo volume d'acqua è
notevolmente aumentato. Lo attraverso e mi fermo definitivamente a Sarras.

Sarras-Le
Puy-en-Velay 120km 2100m 7:00 17:00
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Venerdì 08 maggio.
Il cielo non
è più sereno come i giorni precedenti, però la temperatura
è ideale.
Mi aspetta una giornata di 9 colli con tratti di pianura quasi inesistenti.
Il paesaggio è magnifico, manca unicamente il sole. Entro nel dipartimento
della “Haute Loire”. A Montfaucon-en-Velay devo fermarmi un’ora
per lasciar passare un forte temporale. A Yssingeaux posso togliere il
poncho, la pioggia è cessata.
La città di Le Puy-en-Velay, è graziosa con, in cima ad
una roccia, la cappella Saint-Michel d’Aiguilhe (X – XII secolo)
e la sua cattedrale pure posta in alto alla città. La statua Notre-Dame
de France (1860, 22,70m e 835 tonnellate!) domina tutta la città.
È stata creata con il metallo di 213 cannoni russi conquistati
durante la guerra di Crimea e offerti alla città da Napoleone III.
Passo la mia prima notte in un “albergue peregrinos”. L’ambiente
è simpatico. Un Friulano prepara la pastasciutta, un Germanico
lo strüdel, due Brasiliani lavano i piatti, una Svizzera (vallesana)
esegue le registrazioni dei pellegrini e un Francese distribuisce un foglietto
per cantare tutti assieme una canzone del pellegrino.
Passo una notte tranquilla grazie ai tamponi per orecchie!!
Le
Puy-en-Velay-Espalion 145km 2400m 6:45 17:15
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Sabato 09 maggio.
La tappa più
dura in assoluto. Non tanto per il dislivello (più importante nel
penultimo giorno), ma per il vento costante che soffia per tutta la giornata.
Sarà l’unico giorno in cui avrò dubbi sul raggiungimento
della destinazione giornaliera prevista.
Per fortuna il paesaggio è stupendo. Strade con pochissimo traffico,
animali che pascolano in tutta tranquillità, fattorie disperse
nella natura, prati fioriti, nessuna città, ma solo sperduti villaggi
da attraversare.
Lascio il dipartimento della “Haute Loire” per entrare in
“Lozère” dopo aver superato il passo “Pas de
l’Âne” (1104m).
A Nasbinals penso finalmente di poter raggiungere la meta prevista. Infatti
mancano 35km a Espalion (340m) e mi trovo ancora a 1100m di altitudine,
la discesa arriverà prima o poi!
Entro nel dipartimento dell “Aveyron” e dopo il col d’Aubrac
(1324m) è praticamente tutta discesa sino a Espalion. Ouf!
La sera controllo la mia posta elettronica. Già vedo le foto scattate
da Henri Thurre a Saillon!
Espalion-Montauban 160km 1760m 8:15 17:30
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Domenica 10 maggio.
A 9km da Espalion posso ammirare il “Trou de Bozouls”, il
circo naturale, a forma di ferro di cavallo, con un diametro di 400m ed
una profondità di 100m, il tutto scavato dal fiume Dourdou.
Mi fermo a Rodez a visitare la cattedrale.
Prima di Rignac una strada secondaria, non trafficata, mi porta a Villefranche-de-Rouergue,
piccola e graziosa cittadina sul fiume Aveyron.
Percorro una strada che non finisce mai di salire e scendere ed entro
nel dipartimento del “Tarn et Garonne” attraversando Parisot,
Caylus, Caussade.
Decido di proseguire sino a Montauban. È domenica, il centro città
è quasi deserto.

Montauban-Tarbes
165km 1370m 7:45 16:20
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Lunedì 11 maggio.
Attraverso il “canal
du Midi” a Montech. Il canale collega il Mare Mediterraneo all’Oceano
Atlantico ed è stato realizzato nel 1681.
Dopo aver attraversato il fiume Garonne, entro nel dipartimento del “Gers”.
A Mauvezin prendo una strada secondaria per raggiungere Auch. Questa città
si trova sul cammino di Santiago (cammino di Arles).
Entro nel dipartimento “Hautes-Pyrenées” ed a Rabastens-de-Bigorre
mi aspetta un lungo rettilineo di 17km che conduce a Tarbes.
È il settimo giorno di viaggio, ho percorso 1090km (155km al giorno).
Domani iniziano le salite dei Pirenei.
Tarbes-Osse-en-Aspe
110km 1500m 7:45 15:30
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Martedì 12 maggio.
Dopo 20km raggiungo Lourdes. Visito il santuario ed approfitto per timbrare
il libretto. La visita fa riflettere: la sofferenza è ovunque e
non si può non esserne toccati nell’intimo.
Entro nel dipartimento “Pyrénées-Atlantiques”
e all’entrata di Lestelle-Bétharram posso ammirare il santuario
di Nostra Signora di Bétharram.
Un tratto con vari saliscendi mi porta a Louvie-Juzon. Risalgo la valle
d’Ossau sino a Bielle per “attaccare” il col de la Marie
Blanque. La prima rampa è molto impegnativa. Sarà l’unico
momento di tutto il viaggio nel quale avrò troppo caldo!
A Escot percorro la strada del passo del Somport sino a Osse-en-Aspe dove
mi fermo. Non me la sento di continuare ed iniziare il col de Houratate.
Prima di tutto non mi sono alimentato a sufficienza e poi non so dove
potrò alloggiare, la stazione di sci La Pierre St Martin è
troppo lontana e probabilmente gli alberghi saranno chiusi, visto che
la stagione invernale è terminata.
Osse-en-Aspe-Tiebas
155km 2610m 7:45 19:00
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Mercoledì 13 maggio.
Cambiamento di tempo, la strada che conduce al passo Houratate (1109m)
scompare nella nebbia. Le pendenze sono di tutto rispetto. Arrivo in cima
al colle bagnato di nebbia. Per il momento ho incontrato unicamente due
asini, niente esseri umani, né veicoli.
Transito il passo de Bouesou (1009m) e il passo di Labays (1351m), quindi
raggiungo la strada principale che conduce alla stazione sciistica Pierre
St Martin.
All’altezza di Pas de Guillers (1436m) esco finalmente dalla nebbia.
Supero il passo Soudet (1540m) per dopo fermarmi alla stazione sciistica
Pierre St Martin. È tutto chiuso, salvo un bar dove posso mangiare
un panino.
Alle 12:30 sono in cima al passo Pierre St Martin (1760m) e, sorpresa,
la strada è completamente sbarrata da blocchi di cemento: è
chiusa per lavori sul versante spagnolo. Adesso capisco perché
il traffico è quasi inesistente e non ho incontrato auto spagnole.
Cosa fare? Una Jeep sale dalla parte spagnola. Sono 2 guardie in ispezione,
le quali mi confermano che non si può transitare. Convinti, su
mia insistenza, mi dicono che siccome gli operai sono in pausa pranzo
dalle 13:00 alle 14:00, potrei approfittare per passare. Mi aiutano a
portare la bici dall’altra parte dei blocchi e uno mi fotografa
davanti al cartello del passo. Adesso sono in Spagna nella provincia di
Navarra.
Dopo aver superato il Portillo de Eraice (1578m) arrivo nella zona dei
lavori. Infatti gli operai sono assenti e la strada, sterrata su 200m,
non mi crea problemi.
A Burgui prendo a destra, direzione Puerto las Coronas (950m), poi faccio
una fermata al Foz de Arbayún. La gola è impressionante,
con una profondità di quasi 400m nella quale si possono sentire
mille rumori provocati dagli uccelli, che qui si trovano a loro agio.
È una delle maggiori concentrazioni di volatili rapaci del continente
europeo. Ci sono: avvoltoi, poiane, aquile reali, gufi reali, falchi comuni
ecc.
Dopo aver valicato i passi Alto de Iso (670m) e Puerto Loiti (724m) finalmente
arrivo a Tiebas, stanco morto.
È stata una giornata molto lunga con 12 passi. La sera dormo al
“Refugio municipal”. Siamo solo in due, io e un giovane di
Barcellona che percorre il cammino con il MTB. Andiamo assieme a cena
in un bar vicino, poi vado a dormire. Il giovane si ferma a vedere la
finale “Copa del Rey” Barcellona-Altletico Bilbao che inizia
alle 22:00, troppo tardi per me!!

Tiebas-Santo
Domingo de la Calzada 140km 1585m 7:15 17:30
27 foto
Giovedì 14 maggio.
Partenza bagnata! Viaggio con il poncho sino a Eunate dove si trova l’Eremita
de Santa Maria di Eunate, costruita dai templari nel XII secolo, la chiesa
ripropone la pianta ottagonale del tempio di Gerusalemme. Manca poco a
Punte della Reina dove mi fermo per fare la colazione. Esco dalla cittadina
attraversando il fiume Arga sul magnifico ponte de Dona Mayor.
Adesso sono sul “Camino Francés” e sono impressionato
dalla quantità di pellegrini.
Davanti a me un pellegrino trascina un piccolo carrello mediante apposite
bretelle. Mi fermo e, con il mio misero spagnolo, chiedo come stia. Mi
risponde, in portoghese, che è in pensione (faceva il camionista)
e adesso finalmente può realizzare il suo sogno, viaggiare! Quando
sente che provengo dalla Svizzera mi mostra, sotto il carrello tutto in
alluminio, una targhetta “made in Switzerland”. È partito
da Grenoble a fine marzo e visto che vive in Francia da 30 anni la conversazione
prosegue in francese! È tutto contento di sapere che ho l’intenzione
di proseguire il viaggio sino in Portogallo e passerò quindi vicino
al suo paese d’origine. Ha pure una figlia sposata in Vallese!
Attraverso Estella passando davanti la “Iglesia Santo-Sepulcro”
e mi fermo a Los Arcos per bere un caffè assieme ad un pellegrino
ciclista francese che è partito da Marsiglia.
Altra fermata a Logrono, capitale della provincia del Rioja, dove posso
ammirare la cattedrale e mangiare il solito panino.
A Santo Domingo de la Calzada alloggio nella casa del peregrino. Che lusso,
sembra un “parador” anche se dormiamo in camera da 40 persone.
La capacità abitabile è di 150 pellegrini, io arrivo come
139esimo, mi è andata bene!
Santo Domingo de la Calzada-Fromista 145km 1135m
7:15 16:30
31 foto
Venerdì 15 maggio.
Fa molto freddo. Devo partire con guanti, maglia lunga e ghette.
Entro nella regione “Castilla y León” e più
precisamente nella provincia di Burgos, paese di “El Cid”.
A Belorado vedo delle cicogne sul campanile di una chiesa. In fretta faccio
una foto per non perdere l’attimo! Mi accorgerò in seguito
che sarà più difficile fotografare una chiesa senza cicogne!
Sulla salita del Puerto della Pedraja (1150m) vedo ogni tanto dei pellegrini
sul loro sentiero tra le ginestre.
Arrivo a Burgos passando da “Puerta de Santa María”
che conduce alla cattedrale. E che cattedrale! Probabilmente la più
bella e la più ricca opera d’arte incontrata finora!
La temperatura è ora piacevole. Attraverso campi molto verdi soprattutto
nella zona di Castrojeriz.
Adesso mi trovo accanto ad una delle tante montagne coperte da enormi
eliche che sfruttano il vento, infatti è da un pò che ci
sto lottando contro, inoltre il fondo stradale “rugoso” non
mi aiuta.
Un cartello: Santiago di Compostela 497km! Entro nella provincia di Palencia.
All’entrata di Fromista osservo il “Canal de Castilla”
lungo 207km iniziato nel 1753 e terminato quasi un secolo dopo!
Fromista-Léon 130km 575m 6:30 13:30
accesso diaporama 23 foto
Sabato 16 maggio.
Oggi devo raggiungere Léon il più presto possibile per evitare
il rinomato vento della Castilla. La sera precedente avevo chiesto all’albergatore
se gli fosse stato possibile servirmi la colazione alle 6:00, cosa rara
in Spagna! Ma non potrò partire prima delle 6:30 a causa dell’oscurità.
Infatti le condizioni sono ben cambiate rispetto alla Svizzera.
Malgrado sia presto ci sono già diversi pellegrini che camminano
sul sentiero accanto alla strada asfaltata.
Attraverso Carrion de los Condes e all’uscita del paese trovo il
monastero di San Zoilo. Poi entro nella provincia di Léon e raggiungo
Sahagun passando sotto l’ “Arco de San Benito” .
Il vento è ancora accettabile, ma in costante aumento. Per fortuna
finisce la N120 e imbocco la N601 che prende decisamente un’altra
direzione, cioè verso Léon, e così il vento diventa
improvvisamente mio alleato!
La città di León mi piace. Le grandi vetrate e rosoni colorati
della cattedrale sono stupende. La luce all’interno è molto
particolare. Anche se la cattedrale di Burgos è sicuramente più
imponente e ricca. La basilica di San Isidoro, costruita nel 1023, merita
anch’essa una visita.
Dopo la telefonata giornaliera a casa dalla solita cabina telefonica,
ritorno in albergo, un magnifico tre stelle e finalmente a riposarmi.
Tra tre giorni sarò già a Santiago. Come passa in fretta
il tempo!

Léon-Villafranca
del Bierzo 130km 1315m 7:30 16:30
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Domenica 17 maggio.
L’uscita della città non mi crea problemi.
Raggiungo Astorga. Questo paese di 12000 abitanti possiede un’opera
conclusa nel1894 di Antoni Gaudí nel suo stile neo gotico particolare.
Si tratta del Palacio Episcopal, trasformato in “Museo de los Caminos”
che conserva manoscritti, documenti, dipinti e statue in riferimento ai
pellegrinaggi di Santiago di Compostela.
L’istinto mi spinge ad entrare nel paese di Castrillo de los Polvazares
(con i suoi 80 abitanti) che si trova leggermente fuori dalla strada principale.
Che bellezza, veramente è una sorpresa per me. Tutte le case, molto
basse, sono di colore mattone come pure le stradine. La circolazione dei
veicoli motorizzati è permessa unicamente agli abitanti.
Attraverso El Ganso, Rabanal del Camino, Foncebadón dove mi fermo
par mangiare. Sono sui “Montes de Léon” a Puerto de
Foncebadón (1500m) dove si trova la “Cruz de hierro”
su cui ogni pellegrino deposita, ai piedi della croce, un sasso raccolto
nel suo paese. Nel mio caso lo chiamerei sassolino, originario però
di Losone!
Arrivo a Ponteferrada dove pensavo dormire, ma la città non mi
attira. Proseguo quindi sino a Villafranca del Bierzo dove trovo ancora
un posto nel rifugio per pellegrini.
Incontro un Francese che percorre il cammino per mestiere! Infatti ha
creato un’associazione per aiutare gente con difficoltà esistenziale
e fa loro da accompagnatore. In questo momento è con un giovane
uscito recentemente di galera.
Prima di servire la cena, il padrone del rifugio ci invita a tenerci per
mano formando così una catena, poi si aggancia pure lui per recitare
una piccola preghiera. Malgrado le mie convinzioni sulla religione, mi
adeguo per rispetto al gruppo.
Villafranca
del Bierzo-Portomarin 105km 1680m 7:30 15:40
27 foto
Lunedì 18 maggio.
Che freddo! Dopo 10km, sulla salita che porta a Puerto de Pedrafita (1109m),
devo fermarmi in un bar per riscaldarmi e mettere le copri scarpe. Una
giovane olandese sale con piccoli guanti da ciclista, ma si vede che soffre
terribilmente il freddo. In cima a Puerto de Pedrafita entro in Galizia
nella provincia di Lugo.
Incredibile questi piccoli paesi come: Manjarín, Acebo e tanti
altri sono risuscitati grazie al passaggio dei pellegrini.
Il paesaggio che porta a Puerto El Poyo (1337m) è magnifico. Mi
trovo nella “Cordillera Cantábrica”.
Timbro la “Credencial de peregrino” nel monastero di Samos.
La costruzione è imponente per un paese così piccolo (2050
abitanti)!
Attraverso Sarria e prendo per la prima volta il sentiero del pellegrino
per circa 10km, cercando sempre di rispettare al massimo i pellegrini.
Passo davanti a un magnifico albero secolare.
Ritrovo la strada asfaltata che mi porta a Portomarin. Quando nel 1962
fu costruita la diga di Belesar sul fiume Miño (che ritroverò
qualche giorno dopo), tutto il paese si trasferì sul vicino monte
Cristo. Lì vennero ricostruiti alcuni degli edifici più
importanti; come la chiesa di San Nicola, sul cui lato destro sono ancora
visibili i numeri scritti sulle pietre durante lo "smontaggio"
dell'edificio e che servivano a permetterne la corretta ricostruzione.

Portomarin-Santiago
de Compostela 100km 1400m 7:30 13:30
22 foto
Martedì 19 maggio.
La nebbia non è ancora dissipata, ma sarà cosa fatta entro
un’ora. Sorpasso tanti pellegrini a piedi, per loro forse mancano
3-4 giorni di camminata per raggiungere Santiago. Attraverso Palas de
Rei per entrare in seguito nella provincia di La Coruña. Proseguo
in direzione di Melide e Arzúa in una successione di salite e discese.
Timbro la “Credencial de peregrino” all’hotel Suiza
di Arzua!
Arrivo all’aeroporto di Santiago dove posso indovinare finalmente
la città. L’avvicinamento è noioso, mi sembra non
arrivarci mai. Deve essere più penoso per chi va a piedi.
Finalmente entro nell’imponente piazza della cattedrale. Mi fa uno
strano effetto, sono nell’anonimato totale, mischiato a numerosi
turisti.
Prendo diverse fotografie, poi entro nella Cattedrale per un breve ma
intenso momento. In seguito faccio la colonna per ottenere la “Compostela”
così mi resta il tempo per discutere con altri pellegrini. Sono
Canadesi e hanno fatto la via del Norte.
Trovo un albergo fuori dal centro storico.
Ritorno nella Cattedrale per visitarla con tutta calma, per poi girare
e rigirare in centro.
Sono contento che il viaggio non finisca qui. Il contrasto sarebbe troppo
grande, tutti questi giorni passati in contatto con la natura e con i
pellegrini e poi dover affrontare un ritorno precipitoso!
Faccio cena in un “tapas” per poi telefonare a casa e distribuire
qualche e-mail da un “Internet Point” affollato.
Santiago
de Compostela-Capo Finisterre-Muros 155km 2190m 6:45 18:15
26 foto
Mercoledì 20 maggio.
Ritrovo la nebbia, questa volta è più densa del giorno precedente,
forse perchè siamo più vicini all’oceano. La nebbia
sparisce a Negreira.
A Cée (mancano 18km al Capo Finisterre) vedo posteggiato un camper
con targhe svizzere TI. Mi fermo per chiedere da dove provengono: Rancate,
è una coppia con il marito originario della Neuville (non troppo
lontano da dove ho vissuto per circa 20 anni), e la moglie di Isérables,
vicino a Saillon, paese d’origine di mia madre. È chiaro
che la conversazione prosegue in francese!
Ogni tanto posso osservare dei termini con una targhetta che indicano
i km mancanti al Capo, con una precisione al centimetro!
Il capo Finisterre (fine della Terra) rappresenta il chilometro zero per
i pellegrini!
Faccio le dovute fotografie: alla scarpa di bronzo, che sembra reale,
ai vestiti bruciati di qualche pellegrino come lo vuole la tradizione,
alla croce di sasso, ma soprattutto al magnifico paesaggio.
Per godermi pienamente la vista percorro una strada asfaltata con una
pendenza tremenda per poi ammirare dall’alto il paese di Fisterra
distante 3-4 km.
Proseguo in direzione Muros con una fermata ad Èzaro al “mirador”
dove si può osservare la diga sul fiume Xallas e l’entrata
di quest’ultimo nell’oceano.
Muros-Puentecaldelas
120km 1490m 7:45 15:45
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Giovedì 21 maggio.
Sono sulle strade di “Ria de Muros y Noia”. La marea è
bassa e si possono osservare grandi spiagge di sabbia. Attraverso il fiume
Tambre prima di Noia.
Salgo sulla Sierra de Barbanza per poi scendere in direzione di Taragona.
Oggi è una giornataccia. Non riesco a trovare gli stimoli per godermi
il paesaggio. Forse avendo raggiunto i miei due obiettivi principali (Santiago
ed il capo Finisterre) mi sembra di pedalare per pedalare. Questa volta
sono in “Ria de Arousa” e attraverso il fiume Ulla che fa
da confine tra le provincie di La Coruña e Pontevedra. Mi ritrovo
a 30km da Santiago!
Faccio una fermata a Carril per mangiare. La traversata di Vilagarcía
è penosa, a causa del traffico intenso.
Arrivo a Pontevedra dove faccio un’altra fermata e mi informo sulle
possibilità di alloggiare a Puentecaldelas.
Domani spero in una giornata migliore!

Puentecaldelas-Lobios
130km 2870m 7:00 17:30
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Venerdì 22 maggio.
Altra partenza con la nebbia, ma questa volta è più alta.
Attraverso la Sierra del Suido con un traffico quasi inesistente.
Prima di Maceira, per fortuna in leggera discesa, devo in fretta scappare
da due cani piuttosto aggressivi.
“Attacco” Puerto de Moncelos (800m) in mezzo a numerose ginestre.
La nebbia è scomparsa, ma il cielo rimane molto coperto.
Una lunga discesa mi porta al fiume Miño che fa da confine tra
Spagna e Portogallo.
La crisi del giorno precedente è scomparsa e pedalo di nuovo di
buona lena.
Entro in “Serra da Peneda” che si trova nel “Parque
Nacional da Peneda-Gerês” e, come per miracolo, il cielo diventa
blu. Malgrado lo stato della strada e la forte pendenza che porta a “Portela
do Lagarto” (975m) riesco a godermi questo momento.
Trovo enormi blocchi di roccia color grigio-nero, in equilibrio precario,
che assomigliano a forme di animali o a umani.
Faccio una fermata a Peneda per visitare il Santuario con la sua magnifica
scalinata.
A Rouças posso ammirare numerosi muri di sasso che limitano i terreni.
All’uscita del paese mi aspetta un’impegnativa salita che
non avevo preventivato, pensavo che mi rimanesse solo discesa sino al
fiume Lima.
Dopo aver attraversato la diga sul fiume Lima entro a Lindoso per ammirare
gli “espigueiros”, schierati su una piattaforma rocciosa ai
piedi del castello. Questi granai, circa sessanta, formano una straordinaria
concentrazione, somigliante a un cimitero di piccoli edifici in granito,
posati su palafitte e sormontati, nella maggior parte dei casi, da una
o due croci. La loro costruzione, molto curata, risale ai sec. XVIII e
XIX. Sono tuttora utilizzati per l’essiccamento e la conservazione
del maïs.
Decido di dormire in Spagna e proseguo sino a Lobios nella provincia di
Ourense “toccando” così tutte le province della Galizia.
È stata una magnifica giornata malgrado un dislivello non indifferente.
Domani ultima giornata!
Lobios-
Guimarães 110km 1910m 8:15 17:30
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Sabato 23 maggio.
Partenza per “Portela do Homem” (750m) che fa da confine tra
Spagna e Portogallo. La Serra do Gerês fa sempre parte del “Parque
Nacional da Peneda-Gerês”. L’unico incontro che farò
sulla salita è con un piccolo serpente. Per prudenza (ma soprattutto
per paura) utilizzo lo zoom per fotografarlo!
Entrato in Portogallo, proseguo in direzione della “Portela de Leonte”
(855m) in mezzo ad una magnifica foresta. Come mi piace questo parco nazionale!
In discesa arrivo a Gerês con i suoi bagni termali, poi, sempre
in discesa mi ritrovo su un lago artificiale del fiume Cávado.
Una lunga salita con una pendenza piacevole mi permette di osservare il
lago.
All’intersezione della N103 faccio un’andata-ritorno sino
al paese di Vieira do Minho paese d’origine di un conoscente.
Prima di Braga salgo
al santuario del Bom Jesus. Una magnifica vista su Braga ricompensa lo
sforzo. La scalinata del santuario è impressionante. I giardini
davanti all’entrata sono molto ben curati.
Mi fermo a Braga, (174'000 abitanti) per visitare il centro storico e
timbrare per l’ultima volta nella Cattedrale la “Credencial
de peregrino”.
Ancora 25km ed arrivo a Guimarães (160'000 abitanti). Avevo deciso
di finire il mio viaggio nella città d’origine di un conoscente
locarnese. Da notare che a Guimarães è stato proclamato
il primo Re del Portogallo: Alfonso Henriques, nel 1139.
Ritorno
Avevo pianificato il ritorno con un bus che collega la “Galicia”
alla Svizzera per ben 3 volte alla settimana (il martedì, il giovedì
ed il sabato) con le 4 fermate previste in Svizzera: Ginevra, Losanna,
Basilea e Zurigo.
La sorte ha deciso diversamente!
Infatti, l’amico Federico che è sempre disponibile decide,
con la consorte, di fare la trasferta in macchina sino in Portogallo.
Fissato l’appuntamento a Guimarães, e arrivati sul posto,
decidiamo di visitare anche altre città: Porto, Fatima e Lisbona.
Il ritorno si fa in due tappe con pernottamento a Pau.
Un grazie particolare a Fede e a Mara per avermi permesso un bel rientro
in simpatica compagnia.

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