Uscita di studio della IV A a Ravenna e Cervia, 24-26 settembre 2003.
Docenti accompagnatori: prof.ssa Simonetta Dotto e prof. Massimo Sisini.
Appunti raccolti dagli allievi.

1° GIORNO
Arrivati con il bus ci siamo fermati a Ravenna dove abbiamo incontrato la nostra guida che ci ha condotto all’interno della città. Dopo una mezza giornata passata a girare per chiese e battisteri siamo ripartiti verso l’Hôtel Lungomare di Cervia. Dopo esserci sistemati siamo andati in spiaggia dove ci siamo divertiti e riposati. Dopo la cena e una passeggiata in centro siamo andati a dormire.
CITTÀ DI RAVENNA
Ravenna è indiscutibilmente celebre in tutto il mondo per i suoi mosaici e questa eccellenza è dovuta al fatto che in essa si conserva il più ricco patrimonio mondiale di mosaici antichi dei secoli V e VI, superiore, per qualità artistica ed importanza iconologica, a quello di tutte le città del mondo antico e classico, sia in oriente (Costantinopoli, Antiochia, Gerusalemme, Alessandria), sia in occidente (Roma, Milano, Aquileia, Treviri, Colonia).
Per questi motivi l'Unesco, nel 1997, ha dichiarato “patrimonio dell'umanità” i sette edifici sacri ravennati che gelosamente conservano al loro interno i celebri mosaici.
Ravenna dista oggi 12 km dal mare, ma fino al 1049 vi era affacciata direttamente. L’Adriatico è arretrato perché Ravenna si trovava all’interno di una laguna in cui arrivavano 3 fiumi, il Ronco, il Montone e il braccio più a sud del fiume Po. Siccome i fiumi portavano detriti che si ammassavano nella laguna ravennate, questa si è progressivamente insabbiata, allontanando contemporaneamente la costa marina.
Ravenna è interessata da un fenomeno geologico molto grave e importante chiamato subsidenza (abbassamento lento di un vasto territorio, sovente presso il margine continentale, e perciò con avanzamento delle acque), dunque tutte le chiese di Ravenna sprofondavano facendo affiorare acqua dai pavimenti e l’unica soluzione era l’innalzamento dei pavimenti.
Il centro storico di Ravenna fino al 1650 era per l’80% attraversato da canali navigabili e poi “tombati” e trasformati in strada perché non avevano più ricambi naturali siccome Ravenna si era allontanata dal mare; in più il Po dal 1050 non sfociava più nella laguna e il Ronco e il Montone erano stati deviati fuori città, per cui le acque diventarono malsane e pericolose per la popolazione.
Tutt’oggi il fenomeno della subsidenza continua ma non è più necessario alzare la pavimentazione delle chiese perché dal 1911 è stata inventata la pompa idrovora (che mangia acqua). Le idrovore sono posizionate in vari punti della città nella falda (l’acqua della falda è dolce). Per il funzionamento di queste pompe i ravennati pagano una tassa di bonifica.
S. APOLLINARE NUOVO
La chiesa, sprofondata di 2,70 m dal suo livello originario, è stata la prima costruita a Ravenna verso la fine del V o inizio del VI secolo. È costruita semplicemente in mattone come tutte le altre chiese perché sono edifici paleocristiani ovvero i primi edifici del cristianesimo. La filosofia di allora era: “bisogna essere semplici fuori ma ricchi dentro”.
Nelle chiese ci sono grandi superfici di marmi (importati, via mare, dall’Oriente) e mosaici (due tessere di vetro con all’interno una lamina di oro zecchino o colorata). Ravenna anticamente aveva fino a trenta edifici religiosi. I campanili sono sempre corpi staccati dalle chiese, perché sono stati costruiti dopo, dal 1050. La chiesa è stata fatta costruire dall’imperatore ostrogoto Teodorico (ha governato la penisola italica per circa 30 anni). Gli Ostrogoti erano una tribù germanica. Accanto all’edificio si ergeva il palazzo imperiale di Teodorico. I bizantini (nel 550) l’hanno sconsacrata come chiesa ariana e l’hanno riconsacrata al culto cattolico e sono stati modificati molti dei mosaici. I cristiani (monoteisti) credono alla Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo) mentre per gli ariani (politeisti) c’è una sorta di scala gerarchica; al primo posto c’era Dio, al secondo posto lo Spirito Santo e al terzo Cristo (che era considerato un uomo “normale”). Nelle prime chiese cristiane non erano mai raffigurate scene di morte o violenza, mentre nel medioevo era praticamente il contrario. In un mosaico si nota che Cristo non porta la croce e non è crocifisso; dopo un millennio di persecuzioni dei cristiani non si voleva arrecare altra sofferenza ai fedeli. In questa chiesa ci sono mosaici che rappresentano, tra gli altri, San Lazzaro (che è stato resuscitato dopo tre giorni) e Santa Agnese (la prima donna uccisa con la persecuzione dei cristiani). È posizionata in quarta posizione perché per gli Ariani il 4 era il primo numero; prima veniva la Trinità. Santa Agnese è l’unica con un agnello ai piedi; ciò indica che era la più importante. Il primo martire uomo è stato Santo Stefano. Più in là, al quarto posto (sempre nella posizione più importante) si nota anche San Lorenzo, con il mantello d’oro. San Lorenzo era molto amato perché rappresentava la forza di resistenza. Morì bruciato vivo in una graticola rovente ma non gridò e anche quando si avvicinava al rogo non si fece trascinare ma ci andò da solo incontro alla sua morte, dicendo al prefetto romano: "adesso che sono cotto, infame, mangiami!".
La Vergine che allatta il Bambino ha il seno sulla spalla. Tutto ciò è stato fatto per evitare che le madri si immedesimassero nella Vergine.
I mosaici bizantini sono bidimensionali; non danno mai il senso della profondità. L’arte bizantina vuole tenere in disparte l’osservatore; dev’essere tenuto fuori dalla situazione perché inferiore.
I mantelli dei personaggi non sono lucidi perché rappresentano la lana (i tasselli sono di marmo); lo sfondo dei mosaici è fatto in vetro lucido per esaltare le figure.
CHIESA DI SAN FRANCESCO
Anche in questa chiesa è ben visibile il fenomeno della subsidenza.
C’è ancora il pavimento originale che è sprofondato di 3.70 m. Per alzare di livello sollevavano le colonne e tagliavano un pezzo dell’arco. Questa chiesa ha tre livelli, il primo, quello originale, è del 1341. È visibile nella cripta, sotto 1,50 m d’acqua dolce, dove nuotano dei pesci rossi. Questo significa che l’acqua è dolce, pulita e si rigenera in continuazione (falda freatica).

Subsidenza nella chiesa di San Francesco
BATTISTERO NEONIANO O DEGLI ORTODOSSI
È il più antico dei monumenti ravennati. La sua costruzione iniziò alla fine del IV secolo.
I battisteri sono sempre ottagonali perché per i cristiani il mondo era quadrato e l’aldilà pure: se si sovrappongono i due quadrati risulterà una stella a otto punte e se le punte si congiungono si forma un ottagono.
Per loro il battistero era la porta per la vita eterna (il primo passo per i cristiani). È sempre staccato dalla chiesa perché chi non era battezzato non poteva entrare in chiesa. All’interno di esso ci sono mosaici che rappresentano il battesimo di Cristo, i dodici apostoli e quattro troni, uno per punto cardinale. Con questo si vuole spiegare che Dio giudica da tutti i punti; ti giudica anche se gli volti le spalle. Il battesimo poteva essere praticato solo su persone adulte perché dovevano essere in grado di decidere da soli se battezzarsi o no ed era effettuato per immersione totale.

Battistero Neoniano
BASILICA DI SAN VITALE
“La più pura gloria dell’arte bizantina in occidente”.
La basilica di San Vitale è l’unica chiesa di Ravenna in cui le colonne sono inglobate nel pavimento. Hanno alzato il pavimento ma non le colonne siccome sopra di esse scorre un loggiato chiamato matroneo che era la zona riservata alle donne durante la celebrazione della messa. Nell’abside sono presenti molti mosaici antichi che rappresentano Cristo, San Vitale, i quattro evangelisti (anche sotto forma animale), Abramo, Sara, il profeta Isaia, Mosè, Abele, i tre Re Magi e molti altri.
La chiesa è l’unica a Ravenna che ha una forma ottagonale siccome era la capitale dell’impero Romano d’occidente. A Istanbul (Costantinopoli), la capitale dell’impero Romano d’oriente, c’era pure una chiesa a forma ottagonale. Le due capitali del grande impero avevano in comune la forma della chiesa.
MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA
Augusta Galla Placidia era la celebre figlia dell’Imperatore Teodosio. Governò Ravenna e l’Occidente per molti anni.
I mosaici del mausoleo sono caratterizzati da splendidi colori che adornano tutte le pareti. Le finestre di alabastro giallo danno una calda tonalità che neutralizza l’azzurro cupo dei mosaici.
Era una chiesa dedicata a San Lorenzo (vi è una scena in cui si vede quando è stato bruciato vivo; rappresenta l’elemento fuoco). Verso la porta è riconoscibile in un mosaico con Cristo (rappresenta l’elemento terra). A destra e sinistra vi sono: uno stagno (che rappresenta l’elemento acqua) e si riferisce al Salmo 42. Nel cielo stellato sono rappresentati i quattro evangelisti, otto apostoli (i quattro che mancano sono nei soffitti laterali). Nella chiesa si ripete il numero otto; 8 capovolto è il simbolo dell’infinito. La graticola è divisa in otto parti, le stelle del cielo hanno otto punte, i fiori hanno otto petali, ci sono otto apostoli e otto colonne sotto le finestre. Il mausoleo è sprofondato di meno rispetto alle altre chiese perché è più piccolo, meno pesante e quindi esercita una pressione minore.
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| Mausoleo di Galla Placidia |
Alabastro |
2°GIORNO
Siccome il mare era molto mosso non abbiamo potuto svolgere le attività sulla motonave, dunque abbiamo seguito una lezione di biologia marina su tutto quello che concerne l’acqua di mare, il plancton, con attività al microscopio, analisi morfologica e dissezione di pesci e molluschi.
Al pomeriggio ci siamo recati fuori dalla città di Cervia per fare un’escursione nella Pialassa della Baiona con birdwatching. Alla sera, ritornati alla base, abbiamo avuto una serata libera.
IL PARCO DEL DELTA DEL PO
Il Parco Regionale del Delta del Po è sorto nel 1988 per tutelare e valorizzare uno degli ambienti naturali più ricchi ed interessanti di tutto il territorio italiano.
Esso comprende la parte meridionale dell’attuale Delta padano, il “delta storico”, nonché un’ampia porzione di zone umide collocate più a sud, di grande pregio dal punto di vista naturalistico. Si estende per oltre 60 km, dal ramo deltizio più antico, il Po di Goro a Nord, alle Saline di Cervia a Sud, lungo la Costa Adriatica delle provincie di Ferrara e Ravenna.
IL PLANCTON
Il plancton è costituito da microrganismi (soprattutto unicellulari), galleggia sulla superficie dell’acqua e viene mangiato anche dalle balene. Esso si divide in due categorie: zooplancton e fitoplancton. Lo zooplancton è formato da piccolissimi animaletti che solitamente sono stadi larvali di pesci, crostacei,molluschi, mentre il fitoplancton è formato da mini pianticelle. I dinoflagellati, che fanno parte del fitoplancton, sono organismi che con il loro movimento non riescono a contrastare la corrente e quindi si fanno trasportare. Hanno due flagelli dei quali uno serve per spostarsi longitudinalmente e l’altro per ruotare. Le diatomee fanno pure parte del fitoplancton; hanno un guscio esterno siliceo con delle spine che danno rigidità, non tanto per proteggersi ma per galleggiare meglio. I copepodi fanno parte dello zooplancton. Mantengono la stessa forma anche da adulti. Si riconoscono per un unico occhio rosso.
L’ECOSISTEMA MARINO
È l’insieme di tutti gli organismi (biocenosi), del loro ambiente di vita (biotopo) e dei fattori che lo influenzano (geologia, clima, parametri chimico-fisici).
Man mano ci si allontana dalla costa, il fondale marino diventa molle e fangoso.
I parametri chimico-fisici dell’acqua sono: salinità, trasparenza, ossigenazione, temperatura, densità, pH.
Il necton è formato da organismi, come molti pesci (nasello, sgombro, squalo, cefalo) e i cetacei, in grado di nuotare liberamente nell'acqua e di spostarsi vincendo il moto ondoso e le correnti. Questi organismi hanno una pinna caudale molto sviluppata. Solitamente sono bianchi sotto (colore della luce) e azzurri sopra (colore del fondo marino). La loro vista è quasi a 360°; serve per predare o per scappare.
Il benthos è l’insieme degli organismi (per esempio le piante acquatiche, la seppia, la gallinella di mare, la sogliola, il rombo, canocchia, vongole, cozze) che vivono a stretto contatto con il fondale e sono lenti.
Gli organismi semibentonici hanno caratteristiche intermedie tra nectonici e bentonici (triglia).
Una stella marina come fa a mangiarsi una vongola? La stella porta il suo stomaco nella vongola e ne assorbe le sostanze nutritive e poi riassorbe il proprio stomaco.
La pesca a strascico sta rovinando tutti i fondali del mondo distruggendo l’ecosistema.
I pesci di fondo costano di più perché sono più difficili da pescare.
ATTIVITÀ
Abbiamo osservato dei campioni di plancton al microscopio e con schede apposite abbiamo determinato le specie presenti. Poi Giovanni, la nostra guida, ci ha mostrato dei pesci e dei molluschi ne ha sezionati alcuni e ci ha indicato quali sono le soluzioni adattative. Ha attirato l’attenzione su alcune caratteristiche come la forma del corpo, il colore, le squame, la bocca e i denti, i barbigli, le pinne, ...
LA PIALASSA O VALLE
Questa parola può avere più significati. Prima ipotesi deriva dal greco “pyelos” che significa “tinozza”, bacino; una seconda si riferisce al funzionamento del sistema in coincidenza con l’andamento delle maree, “piglia e lascia” grandi volumi d’acqua. La pialassa è un “pezzo” di mare rimasto “intrappolato” da due lingue di terra.
Nel 1692 c’è stata una bonifica e il fiume Lamone non sfocia più nel Po di Primaro perché è stato deviato e fatto sfociare direttamente in mare. Questa deviazione si rese necessaria per la grande massa di detriti che il fiume trasportava e andava a intasare il corso del Primaro. La deviazione fu una delle cause che portarono alla formazione delle pialasse.
Nel 1739 si chiusero le due lingue di terra. Adesso la tendenza è il contrario di allora: il mare sta erodendo la costa. Per ovviare a questo fenomeno l’uomo ha messo delle barriere di sassi lungo la costa.
Abbiamo visitato due pialasse: Baiona e Piombone. La pialassa Baiona si può descrivere come un ampio bacino lagunare di acqua salmastra, bassa profondità e veloce evoluzione.

Pialassa Baiona
Nel Parco Regionale del Delta del Po ci sono molte valli. Si tratta di aree depresse, alimentate sia dalle acque dolci provenienti dall’entroterra sia da quelle del mare. Queste valli hanno rappresentato fino a qualche decennio fa una serie di ambienti quanto mai complessi e in grado di ospitare una flora e una fauna di straordinaria ricchezza. L’opera dell’uomo ha purtroppo più o meno profondamente alterato questi stupendi biotopi (inquinamento originato dalle industrie e dall’agricoltura, urbanizzazione, imbrigliamento dei fiumi entro argini artificiali).
Alcune valli sopravvivono tuttavia in condizioni di “discreta salute” tanto da essere considerate tra le zone umide più importanti dell’Europa occidentale. Valli salse particolarmente importanti: Valli del Reno, Pialassa Baiona, Valli di Comacchio, Valle Bertuzzi.
Il clima è relativamente fresco e si avvicina più al clima atlantico che a quello mediterraneo.

Cacciatori nella Pialassa
BIRDWATCHING
Birdwatching è l’osservazione amatoriale degli uccelli. Dopo esserci addentrati in Pialassa ci hanno consegnato dei binocoli che ci hanno permesso di osservare con l’aiuto della guida varie specie di uccelli (Airone cenerino, Avocetta, Cannaiola, Cavaliere d’Italia, Combattente, Cormorano, Fischione, Folaga, Gabbiano reale, Garzetta, Marzaiola, Nitticora, Moretta tabaccata, Pettegola, Piro piro boschereccio, Pittima reale, Sterna comune, Svasso maggiore, Totano moro, Tuffetto). La guida ci ha spiegato delle differenze tra alcuni volatili e anche i loro habitat. Infatti la Pialassa è composta sia da acqua dolce che da acqua salata. In seguito abbiamo potuto assaggiare un piantina selvatica, la salicornia, che cresce vicino all’acqua salata. Ha un gusto salato ed è di colore rosso. Abbiamo potuto apprendere che nella Pialassa ci sono diverse specie di alofite (piante adattate all’ambiente salmastro) come la Salicornia, l’Astro marino, il Limonio comune, l’Inula, la Suaeda, il Settembrino, ecc..

Birdwatching nella Pialassa Baiona
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| Pineta San Vitale |
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| Piaccametro |
Salinometro |
Salicornia |
3°GIORNO
Finalmente il mare si è calmato e dopo aver preparato i bagagli abbiamo potuto fare l’escursione in motonave. Al pomeriggio ci siamo recati su una spiaggia stupenda a Casal Borsetti, dove abbiamo potuto studiare la formazione e la composizione delle dune. Dopo una breve visita al ponte Trepponti di Comacchio, siamo partiti per Mendrisio.
ESCURSIONE IN MOTONAVE
Dopo una visita al mercato del pesce, siamo partiti con la motonave dal porto di Cervia e ci siamo diretti verso il largo. Abbiamo studiato la carta nautica e i principali simboli in essa riportati. La guida ci ha mostrato alcuni strumenti di bordo utilizzati per lo studio oceanografico: il termometro a rovesciamento, il retino da plancton, il disco di Secchi, la benna di Petersen che si adopera per studiare quantitivamente la fauna del Benthos dei fondi molli. Purtroppo siccome il mare negli ultimi giorni era stato un po’ mosso il plancton non era più in superficie e non abbiamo potuto raccoglierlo. Abbiamo però potuto misurare la temperatura dell’acqua in superficie (che abbiamo raccolto con un secchiello) e quella dell’acqua di fondo che abbiamo raccolto con la bottiglia di Nansen che funziona nel seguente modo: quando si avverte che essa ha raggiunto il fondo si deve tirare un colpo secco alla cima, essa apre la bottiglia permettendo l’ingresso dell’acqua. Poi bisogna recuperare la bottiglia. Con l’acqua recuperata abbiamo fatto anche altre analisi come l’ossigenazione dell’acqua.
Dalla motonave si vedevano in lontananza delle piattaforme di estrazione del gas metano.
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| studio della carta nautica |
retino da plancton |
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| disco di Secchi |
bottiglia di Nansen |
LE DUNE
Dal punto di vista morfologico una duna è una forma di accumulo della sabbia che si origina quando sono disponibili adeguati rifornimenti di sabbia trasportata, dalla spiaggia, ad opera di venti sufficientemente forti e costanti.
La presenza della vegetazione è fondamentale sia per la formazione che per il consolidamento delle dune costiere: occorre un ostacolo che fermi la sabbia.
Le piante delle dune si sono adattate per sopportare le difficili condizioni ambientali (come la salinità, il sole, il vento) grazie a foglie pelose (per trattenere l’umidità), foglie carnose, foglie rigide, foglie ricoperte di una cuticola cerosa, foglie piccole e strette (per limitare la traspirazione), colori pallidi (per riflettere i raggi del sole), fusti flessibili, fusti rigidi, fusti sotterranei e striscianti (per difendersi dal vento),…
Si nutrono con acqua dolce che risucchiano con radici molto lunghe e ramificate.
La Salicornia accumula sodio cloruro nei vacuoli delle cellule fino a raggiungere concentrazioni tali che le consentono di “pompare” l’acqua dal suolo per osmosi.
Le piante che amano il terreno sabbioso sono dette psammofile.
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| studio della vegetazione delle dune |
analisi del Cakileto |
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| Carota spinosa (Echinophora spinosa) |
Salicornia |
Dal mare alla retrostante pineta si succedono diverse fasce vegetazionali, contrassegnate dalla presenza di specie per lo più erbacee, che testimoniano l’esistenza di condizioni ecologiche diverse tra loro.
A partire dal mare, incontriamo:
il Cakileto (associazione alofila pioniera)
l’Agropireto (associazione pioniera delle dune mobili)
l’Ammofileto (associazione delle dune consolidate)
il Tortuleto (associazione retrodunale consolidante).
I nomi delle fasce derivano dalla pianta caratterizzante.
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| Battigia a Casal Borsetti |
cozza con balani |
GASTRONOMIA
Una gita in Emilia Romagna non poteva concludersi senza un assaggio di piadine e crescioni. In che cosa si differenziano?
La piadina prima si cuoce e poi si farcisce, mentre il crescione viene farcito e poi il tutto si cuoce assieme.
Comacchio è nota universalmente per le sue anguille, che si pescano nelle valli con apposite attrezzature chiamate lavorieri. Si cucinano in vari modi, principalmente alla brace o marinate.