Giornale elettorale PLR Lugano - aprile 1999
La delicata convivenza fra energia idroelettrica e paesaggio
Produzione di energia idroelettrica e deflussi minimi sono due temi altrettanto strettamente collegati come luso di combustibili fossili e linquinamento atmosferico.
Negli anni 50 la preoccupazione principale era di sfruttare al meglio lacqua per ottimalizzare la produzione di energia elettrica. Gradualmente vi è stata una presa di coscienza dellopinione pubblica in riguardo al valore di due componenti fondamentali dellambiente naturale e cioè il paesaggio e lacqua.
Sulla scia di una iniziativa popolare della Federazione ticinese per lacquicoltura e la pesca accolta nel 1975 dal Gran Consiglio, sono stati fissati con decreti legislativi i deflussi minimi di diversi corsi dacqua, in particolare della Val Maggia.
Allinizio degli anni 90 è stata introdotta la Legge federale sulla protezione delle acque che ha creato nuove basi per la salvaguardia dei corsi dacqua. Così i deflussi minimi fissati nel 1982 hanno trovato conforto in una legislazione più ampia. Questi deflussi minimi vengono ora verificati in riguardo alla protezione degli ambienti naturali collegati con i corsi dacqua. Questa nuova verifica terminerà nel 2007 quando verranno stabiliti i nuovi deflussi minimi.
Nel corso dei decenni si è quindi assistito ad una progressiva presa di coscienza sul problema dei deflussi minimi anche a livello legislativo.
Il moltiplicarsi di disposizioni relative ai deflussi minimi richiederebbe una verifica attenta da parte delle aziende idroelettriche e dei servizi dello Stato. Purtroppo il servizio che si occupava di questo tema (la Sezione dellEconomia delle Acque) è stato sciolto in seguito riorganizzazione dei dipartimenti decisa al Lago dOrta nel 1992.
Nel frattempo vi sono state diverse richieste di informazioni da parte di deputati preoccupati del rispetto dei disposti legislativi in riguardo ai deflussi dei corsi dacqua sfruttati per la produzione di energia elettrica. Preoccupazione che si è fatta sentire anche allesterno del parlamento, in particolare dagli ambienti dei pescatori. Anche la prospettiva della creazione di nuove microcentrali che sfruttano anche corsi dacqua minori ha contribuito ad aumentare la preoccupazione.
Dalle risposte ricevute dal Consiglio di Stato sembra che in effetti i quantitativi fissati dagli organi legislativi vengono mantenuti. La difficoltà di interpretare direttamente sul terreno i flussi dacqua e la mancanza di informazioni sistematiche sulle misure effettuate non permettono, nè agli specialisti, nè al pubblico di capire se una eventuale eccessiva "magra" in un torrente sia dovuta al mancato rispetto delle disposizioni, allinadeguatezza dei minimi prescritti o a situazioni particolari.
È quindi indispensabile sistematizzare la raccolta di informazioni in riguardo ai deflussi minimi: i dati devono essere forniti dalle aziende idroelettriche, ma lo Stato deve verificarne la correttezza e la completezza. Lo Stato, quale proprietario dei corsi dacqua, è pure lente predestinato a sovrintendere la pubblicazione sistematica delle misurazioni dei deflussi dei corsi dacqua.
In questo senso ho inoltrato lo scorso 8 marzo una mozione al Consiglio di Stato per sollecitare una migliore organizzazione dei controlli dei deflussi minimi.
Attualmente diversi servizi dello Stato sono già toccati da questa problematica, ma in una misura esclusivamente settoriale. La Sezione promovimento economico è incaricata di verificare il rispetto delle concessioni per lo sfruttamento delle acque, la Sezione protezione aria e acqua ha il compito di studiare i deflussi minimi per stabilire i limiti da applicare a partire dal 2007, lUfficio caccia e pesca verifica le portate dei fiumi in riguardo ai bisogni della pesca e lIstituto geologico cantonale (ora integrato nellEnte di diritto pubblico della SUPSI) studia i deflussi dal punto di vista idrogeologico.
Come si vede manca la testa, la coordinazione fra questi diversi servizi. La richiesta al Consiglio di Stato è quindi di organizzare il compito del controllo dei deflussi minimi, in modo da coordinare gli sforzi già in atto e di pubblicare sistematicamente i dati raccolti. Non saranno necessari giganteschi uffici, visto che si tratta unicamente di un compito di coordinazione fra i diversi servizi già esistenti. Gli eventuali costi potranno essere ribaltati sui concessionari, visto che sono tenuti a loro spese ad organizzare le misure di controllo dei deflussi minimi.
Thomas Arn