Apparso su La Regione del 18 settembre 2002

Vogliamo la LMEE oppure il vuoto legislativo?

Fra pochi giorni potremo finalmente esprimerci sulla nuova Legge sul Mercato dell'Energia Elettrica. Come sempre l'elettore è confrontato con una quantità enorme di informazioni da vagliare, filtrare e valutare. In questo caso risulta molto difficile separare il giusto dal quasi giusto, il fatto dal commento, oppure le disposizioni di legge dalle previsioni sui loro effetti.

Per scegliere come votare, suggerisco di restare rigorosamente sul testo di legge in votazione.

Oggi non c'è nessuna regolamentazione federale in materia di mercato dell'energia elettrica, quindi la prima domanda da porsi è: vogliamo una legge che regoli questo mercato oppure no?

Le conseguenze di un vuoto legislativo confluiranno in un punto principale: il mercato dell'energia elettrica verrà affidato all'economia, senza nessuna regola da parte dello Stato. Vista la posizione geografica della Svizzera e la stretta interconnessione internazionale, è inimmaginabile che la Svizzera possa rimanere un'isola nel campo dell'energia elettrica e quindi continuare come nella seconda metà del secolo scorso, con i proprietari delle linee di trasmissione ad alta tensione che dettano le regole del gioco.

L'essenza della legge in votazione tocca proprio l'aspetto delle linee di trasmissione che, dall'attuale statuto rigorosamente privato, passerà sotto parziale controllo pubblico. Questo aspetto è essenziale e centrale: le linee elettriche potranno essere utilizzate da tutti senza discriminazioni e non potranno più essere richieste tariffe esagerate, giustificate unicamente dalla situazione di monopolio della linea.

Grazie ai chiari concetti contenuti nella legge che separano la produzione, il trasporto e la distribuzione, il mercato dell'energia elettrica potrà trovare un nuovo equilibrio. Lo Stato sarà garante del servizio pubblico che consiste essenzialmente nella garanzia di allacciamento e di fornitura di energia elettrica.

Gli oppositori a questa legge elencano una serie di articoli che bisognerebbe migliorare. Ricordiamoci che questa legge, come tante altre, è stato frutto di un lungo dibattito politico e parlamentare. Sono stati quindi indispensabili dei compromessi che hanno portato al testo in votazione. Bocciare la legge vorrebbe dire riprendere dall'inizio la discussione politica. Fra quanti anni sarà disponibile una nuova legge?

Abbiamo la fortuna che per una volta la politica stia anticipando un po' i tempi dell'economia, dando delle regole ad un settore che oggi non ne ha. Ma, se il mercato potrà agire liberamente, in assenza della legge malauguratamente bocciata, in futuro sarà ancora più difficile trovare una soluzione che risponda alle esigenze di tutti.

La conclusione mi sembra ovvia: è meglio la Legge sul Mercato dell'Energia Elettrica oggi di un vuoto legislativo incontrollato per molti anni.

Thomas Arn